Come integrare la propria pensione

09 Settembre 2014

In tempi come questi, in cui le certezze economiche sono svanite e l’età di pensionamento viene spostata sempre più in là, può rivelarsi una scelta intelligente quella di destinare una parte dei propri guadagni a forme di pensione integrativa che garantiscano entrate aggiuntive rispetto a quelle derivanti dalla pensione obbligatoria e che aiutino, quindi, ad assicurare un futuro sereno a chi non ha più entrate da stipendio.

Che differenze ci sono fra previdenza obbligatoria e previdenza integrativa?

La possibilità di investire in forme di previdenza complementare (o integrativa), da affiancare alla propria pensione statale, è stata introdotta dal legislatore italiano gradualmente nel 1992, quando a predisporre fondi pensione integrativi erano solo alcune banche, aziende e istituti d’assicurazione, e solo per i propri dipendenti.

La principale differenza fra i due sistemi di previdenza è l’obbligatorietà della sottoscrizione, che sussiste solo per la pensione statale: l’adesione a forme di previdenza integrativa, infatti, è completamente libera e di natura volontaria e il lavoratore, generalmente, possiede una maggiore discrezione per quanto riguarda le quote da investire e la durata delle contribuzioni.

In secondo luogo, mentre la previdenza “di primo pilastro” si basa sulla cosiddetta “ripartizione” (ossia i versamenti di tutti i lavoratori serviranno a pagare tutte le pensioni), la pensione integrativa (detta anche “di secondo pilastro”) è esclusivamente frutto delle rendite derivanti dai versamenti del singolo contribuente.

Quali forme di previdenza complementare è possibile sottoscrivere?

Sono fondamentalmente due le forme di previdenza integrativa previste dalla legislazione italiana: i Piani Individuali Pensionistici (PIP) e i fondi pensione (aperti e negoziali).

  • I Piani individuali pensionistici prevedono un adesione esclusivamente personale del contribuente, che sottoscrive un contratto di assicurazione sulla vita per il quale si impegna a versare rate fisse, la cui frequenza e la cui consistenza vengono stabilite dal piano scelto.
  • I fondi pensione, invece, ammettono l’adesione collettiva dei lavoratori e i contributi versati all’ente (che in questo caso può essere un istituto d’assicurazione, una banca, una Sgr o una Sim) vengono investiti da quest’ultimo nel mercato finanziario, secondo diversi profili di rischio.

Quali fondi pensione posso trovare sulla piattaforma Online Sim?

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