Tra i 7.500 oggetti esposti al Consumer Electronic Show (CES) 2017 di Las Vegas, mai come quest’anno sono sfilate invenzioni strane e meravigliose. Come l’automobile emotiva e il tablet per ciechi, solo per fare qualche esempio, oppure come il robot che pulisce la lettiera del gatto e i jeans che fungono da navigatore, vibrando per indicare la direzione. L’edizione numero 50 del salone dell’innovazione, dove chi vuole vedere il futuro non può mancare, ha messo sul piatto le due tendenze hi-tech di quest’anno: la domotica e l’automotive, con le grandi case automobilistiche sempre più protagoniste. Il mercato è quello dell’Internet delle cose (IOT) che secondo le stime emerse a Las Vegas può raggiungere un fatturato globale di 250 miliardi di dollari entro il 2020.

La guida assistita e autonoma sono ormai date per scontate dai produttori che si stanno spingendo oltre. L’idea più innovativa è di Honda che ha portato al Ces 2017 una concept car emotiva, ovvero in grado non solo di comprendere le emozioni del guidatore, ma soprattutto di manifestare le proprie emozioni. Isac Asimov, lo scrittore russo naturalizzato americano, a cui si deve la fantascienza e l’intuizione dei robot come assistenti personali dell’uomo sarebbe contento.

Intelligenza artificiale: le auto diventano segretarie

Perché le auto, sempre di più, non si useranno solo per trasportare le persone, ma diventeranno segretari personali a tutti gli effetti anche grazie alla tecnologia come per esempio quella che PSA in accordo con Ericsson e Orange vuole sviluppare: connessioni dei veicoli alla rete mobile di quinta generazione, la 5G. Oppure il consorzio appena formato tra Ford e Toyota, assieme a PSA, Mazda, Fuji Heavy Industries che detiene il marchio Subaru, e Suzuki, chiamato SmartDeviceLink, per lo sviluppo e la gestione di una piattaforma software open source indirizzata all’integrazione delle spp a bordo dei veicoli.

In pratica, l’interconnessione tra veicoli, ambiente e oggetti diventerà un atto quotidiano, anche tra le mura domestiche. La cosiddetta smart home è sempre di più nei desideri dei consumatori e, secondo i dati resi noti al CES, più del 60% degli intervistati ritiene che gli assistenti intelligenti siano una scelta appropriata. Tra le quattro mura tutto sembra essere destinato a diventare intelligente, dal bidone della spazzatura di Whirlpool, che fa il compost in 24 ore, al letto di Sleep Number che si adatta continuamente nella notte per rendere il sonno più confortevole.

Anche in questo caso, gli assistenti personali, sono in grande ascesa. C’è il robot che piega i vestiti e quello che pulisce la lettiera del gatto, ma ci sono anche i robot che fanno tate ai bambini come Aristotele di Mattel e Microsoft che sarà in commercio in America a partire da giugno 2017 a 300 dollari e, a dispetto del nome, ha una voce femminile. Non ci si deve scandalizzare dal momento che è addirittura possibile monitorare la crescita del proprio bebè sfruttando una piattaforma uGrow di Philips che prende i dati anche dal biberon, tiene conto di quantità e temperatura del latte e li confronta con i dati forniti dai genitori su sonno e poppate, elaborando un profilo personalizzato e dando anche consigli in caso di problemi. Una sorta di pediatra virtuale.

IDEE DI INVESTIMENTO

Sul terreno dell’assistente virtuale si sfidano da tempo i grandi della Silicon Valley. Il precursore è Echo di Amazon, leader del settore, che è in grado di riprodurre la musica, dando le previsioni del tempo, prenotando corse su Uber e così via. La società di ricerca Partners stima che Amazon ne abbia venduto circa 5,1 milioni negli Stati Uniti dal debutto del dispositivo alla fine del 2014. Google ha già sfidato Amazon lanciando a ottobre 2016 Google Home, un oggetto simile a un vaso orientato alla domotica, capace di rispondere in maniera intelligente alle domande, riprodurre un film e prenotare il ristorante.
Apple sta lavorando su un dispositivo simile alimentato da Siri. E il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg ha trascorso il 2016 a progettare Jarvis, il maggiordomo robot che si ispira al film Iron Man, basato su intelligenza artificiale, ha la voce dell’attore Morgan Freeman e può essere comandato anche tramite Messenger oltre che con comandi vocali. A distinguere Jarvis dai sistemi sviluppati da Google, Amazon e Apple è la capacità di interagire con l’utente utilizzando il linguaggio naturale e di apprendere dalle sue abitudini per offrire quanto desiderato. Insomma, la sfida è appena cominciata.

Per investire sulle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale ecco i migliori fondi per rendimento a tre anni specializzati in nuove tecnologie

  • Threadneedle (Lux) Global Technology AU a tre anni rende il 26,24% ed è gestito da Paul Wick. Il fondo investe almeno due terzi del proprio patrimonio in azioni di società con attività in tecnologia e in società legate alla tecnologia in tutto il mondo. Gli Stati Uniti pesano per il 92% in portafoglio.
    Threadneedle (Lux) Global Technology AU a tre anni rende il 26,24%. Fonte: Morningstar.
    Threadneedle (Lux) Global Technology AU a tre anni rende il 26,24%. Fonte: Morningstar.

     

  • Fidelity Global Technology Fund Classe E (acc) a tre anni rende il 26,04% ed è gestito da HyunHo Sohne che ha come primo mercato gli Stati Uniti (67% del portafoglio) investendo l’89% del portafoglio in titoli della tecnologia.
    Fidelity Global Technology Fund Classe E (acc) a tre anni rende il 26,04%. Fonte: Morningstar.
    Fidelity Global Technology Fund Classe E (acc) a tre anni rende il 26,04%. Fonte: Morningstar.

     

  • Raiffeisen Azionario Tecnologia (r) rende il 23,85% a tre anni, investe l’81% del portafoglio in titoli legati alla tecnologia di cui l’80% sono negli Stati Uniti. L’orizzonte di investimento consigliato per questo fondo è di 10 anni.
    Raiffeisen Azionario Tecnologia (r) rende il 23,85% a tre anni. Fonte: Morningstar
    Raiffeisen Azionario Tecnologia (r) rende il 23,85% a tre anni. Fonte: Morningstar

     

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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