Tablet, smartphone, e tv non bastano più. La nuova frontiera di Apple adesso è l’auto elettrica. L’azienda di Cupertino che incarna il sogno americano è uno dei simboli del Columbus Day, che ogni 12 ottobre celebra la scoperta del Continente. E gioca a tutto campo nello sviluppo delle nuove tecnologie e chi dava il marchio per spacciato dopo la morte del su fondatore si è dovuto ricredere. La prova è che a 4 anni dalla scomparsa di Steve Jobs, secondo il XVI rapporto annuale Best Global Brands di Interbrand, Apple si è confermata per il terzo anno consecutivo numero uno al mondo per valore del marchio: la Mela ha incrementato il suo valore del 43% su base annua a quota 170,3 miliardi di dollari. Google ha mantenuto il secondo posto con 120,3 miliardi (+12%), seguita da Coca-Cola a 78,4 miliardi (-4%). Jobs o non Jobs, l’innovazione deve fare ancora i conti con Apple e con l’eredità che il suo fondatore ha lasciato ai manager dell’azienda, primo tra tutti Tim Cook.

Questa eredità , anche di stile, è ben descritta dal film Steve Jobs, in uscita in America, diretto da Danny Boyle, che sarà nelle sale italiane il 21 gennaio 2016. Scritto da Aaron Sorkin su adattamento della biografia Steve Jobs di Walter Isaacson, un dietro le quinte del lancio di tre prodotti iconici, MacIntosh, NeXT e iMac, che hanno portato alla rivoluzione nel mondo digitale.
Sono tre momenti chiave nella vita del fondatore di Apple interpretato da Michael Fassbender, rispettivamente 1984, 1988 e 1998, che rispondono anche all’evoluzione di uomo che appare prima solo come un genio e visionario spietato e poi si riscopre padre affettuoso. Jobs come in un dramma di William Shakespeare è come un Giulio Cesare, che vede il complotto ovunque, che si fida solo di Joanna Hoffman, interpretata da Kate Winslet, che mette a capo del marketing internazionale e l’unica che riesce a tenergli testa.

E se fosse ancora qui, probabilmente avrebbe bocciato l’idea di diversificare il business nell’auto elettrica. Ma è una frontiera concreta che i manager dell’azienda di Cupertino stanno praticando seriamente. Tanto da risvegliare l’interesse di Elon Musk, numero uno di Tesla, considerato il papà dell’auto elettrica americana, che ha attaccato la scelta della Mela in un’intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt. “Ingegneri importanti? Hanno assunto persone che avevamo licenziato. Noi scherzosamente chiamiamo Apple il cimitero di Tesla. Se non ce la fai da noi, vai a lavorare da Apple”, ha detto Musk. “Le auto sono più complesse dei telefoni o agli smartwatch. Ma sulla strategia Musk non può che dare ragione a Apple: “L’auto è la prossima cosa logica da fare per offrire finalmente un’innovazione significativa. Un nuovo pennino o un iPad più grande da soli non sono abbastanza rilevanti”, ha detto il fondatore di Tesla. Chissà se Jobs sarebbe d’accordo.

IDEE DI INVESTIMENTO

Ridurre la volatilità di portafoglio mantenendo un approccio flessibile, con l’obiettivo di approfittare delle dinamiche dei mercati per realizzare extra-profitti: queste sono le promesse delle strategie alternative che spesso son utilizzate dai fondi specializzati in tecnologia. Online sim ha analizzato qui i migliori fondi tecnologici che puntano sull’innovazione.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Articolo precedente

Shylock e i templari del liberismo: la lezione di Shakespeare sul denaro

Articolo successivo

Wang Qishan: chi è l'uomo che manovra l'economia della Cina. E perché il Dragone rallenta

Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

1 Commento

  1. Avatar
    daniele
    27 Ottobre 2015 a 12:44 — Rispondi

    top

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *