Per tutti quelli che lavorano nel mondo della finanza, è difficile capire quanto l’immagine di questo settore si sia compromessa agli occhi della gente dopo lo scoppio della crisi nel 2008. In questi ultimi anni si sono susseguiti eventi epocali che hanno messo a dura prova la pazienza di molti, minando alla base la reputazione delle banche e di chi ci lavora dentro.

In realtà la storia è costellata di esempi di uomini eccezionali che grazie ai loro comportamenti virtuosi arrivarono a sacrificare i loro denari e finanche la loro stessa vita per un bene superiore. Per questo ho deciso di condividere con voi alcune di queste storie, alla riscoperta dell’origine etica della finanza e del supporto che essa ha fornito nei secoli all’economia reale. Uno di questi personaggi straordinari fu senza dubbio Jacob Fugger, un grande commerciante tedesco del ‘500 che fu soprannominato “il Ricco”, per l’immenso patrimonio che lui e la sua famiglia erano riusciti ad accumulare. Ma la cosa più intrigante, è sapere che fu uno dei più importanti banchieri europei dei suoi tempi oltre che il principale imprenditore tedesco del tardo medioevo.

Figlio di un tessitore della città di Augusta, Jacob fu mandato a Venezia nel 1473 dove si dedicò all’apprendimento del mestiere di commerciante. Qui si avvicinò alla musica e all’arte di cui divenne promotore ed un fine collezionista. Dal 1487 acquisì un ruolo di primo piano nell’azienda di famiglia, che diresse insieme ai suoi fratelli più grandi. La loro principale attività era la produzione tessile, ed il suo commercio nelle ricche corti europee, ma si occuparono anche dell’industria mineraria e siderurgica fondamentale per la produzione di armi, sinonimo di potere e rispetto per quei tempi. L’attività commerciale stimolava la creazione di un supporto finanziario, pertanto Fugger istituì una banca che diventò ben presto un punto di riferimento per le vicende del suo tempo.

A partire dai primi anni del ‘500, la banca Fugger prese in esclusiva la gestione della zecca romana e coniò le monete dei Papi fino al 1524, anno in cui terminò il suo monopolio. In seguito al Sacco di Roma del 1527 i Fugger non fecero più affari con la Curia, il che significò, la chiusura della loro filiale a Roma. Nonostante questo capovolgimento di fronte nei primi anni del ‘500 Jacob divenne il principale banchiere di papa Giulio II, Giuliano Della Rovere, e tra il 1505 e il 1506 finanziò moltissime iniziative del Vaticano tra cui quella che portò all’istituzione della Guardia Svizzera Pontificia e alla realizzazione della Cappella Sistina. Grazie al flusso di denaro generato dai Fugger, il Papa riuscì a nominare Bramante sovrintendente generale e sotto la sua supervisione, fu ridisegnato l’asseto viario di Roma e gran parte della sua architettura.

Ma il vero colpo di genio dell’ambizioso Pontefice fu riuscire a convincere Michelangelo Buonarroti, a lavorare per lui. L’altra grande impresa del pontificato di Giulio II fu senza dubbio la decorazione dei nuovi appartamenti all’interno delle cosiddette Stanze Vaticane. Fece dipingere i soffitti da un gruppo straordinario di artisti, tra i quali il Perugino, il Sodoma, il Bramantino e Lorenzo Lotto. Infine, sul finire del 1508 Bramante, chiamò a Roma una giovane promessa delle sue parti, che a detta di molti aveva un talento straordinario, un certo Raffaello Sanzio da Urbino.  Le prime prove che realizzò sulla volta della Stanza della Segnatura convinsero così profondamente il Papa da affidargli, nonostante la sua giovane età, la decorazione di tutte le pareti e quindi dell’intero complesso.

Arrivati a questo punto penso che molti tra voi saranno sbalorditi! Grazie ai finanziamenti di un banchiere è stato possibile realizzare tutto questo. Fugger fu molto religioso e rimase cattolico fino alla sua morte, nonostante le spinte dei Protestanti per portarlo dalla loro parte. Ma non è finita qui, quell’uomo fece molto di più. La sua Fede lo spinse nel 1516, a porre la prima pietra del primo quartiere di case popolari della storia, che successivamente donò ai poveri della sua città.

All’interno delle antiche mura di Augusta, in Baviera, esiste ancor oggi il complesso del Fuggerei un luogo dove i cittadini bisognosi della città tedesca possono trovare un alloggio ad un prezzo molto basso sussidiato dallo Stato e dagli eredi di Fugger. L’idea era assolutamente innovativa per quei tempi, trattandosi del più antico esempio al mondo di edilizia popolare, che incredibilmente è riuscito a sopravvivere fino ai giorni nostri. Fin dalla loro fondazione le case furono destinate agli indigenti della città di Augusta, che vi possono alloggiare al prezzo di un fiorino all’anno, l’equivalente di 88 centesimi di Euro di oggi.

A volte il destino gioca con gli uomini regalando sorprese inaspettate. Sulla casa numero quattordici c’è una targa commemorativa per ricordare Franz Mozart, il bisnonno di Wolfgang Amadeus, che abitò lì, dal 1681, fino alla sua morte avvenuta nel 1694. Credo che questa sia davvero una storia bellissima. Non solo Jocob fu il finanziatore e il promotore di opere universali della storia dell’arte, ma in un periodo come quello medioevale, dove spietatezza e violenza erano prerogative indissolubili per chi gestiva il potere, quest’uomo ha pensato generosamente agli altri. Ma la cosa più incredibile di tutte, è pensare che fosse un banchiere.

Note

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Alex Ricchebuono

Alex Ricchebuono

Alex Ricchebuono ha oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’asset management maturati in Europa e in Italia. Ha ricoperto ruoli di responsabilità di sviluppo commerciale a livello europeo in società di primaria importanza come, Brevan Howard (UK), Credit Suisse, Janus Capital, Bnp Paribas e La Francaise AM. Laureato in Economia e Commercio a Torino, è sposato, vive a Milano, scrive libri e articoli sulla storia della finanza ed è un appassionato di storia economica.

3 Commenti

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    31 Agosto 2015 a 19:20 — Rispondi

    Ciao Alex, ti leggo sempre con piacere!

    A presto

  2. Avatar
    Burkhard Blattner
    1 Settembre 2015 a 10:14 — Rispondi

    Mi ha fatto molto piacere che nei tempi che corrono, dove gli italiani sono divisi tra ammiratori del “sistema” e della correttezza e del senso civico dei tedeschi ed un disprezzo più viscerale che ragionato verso la Signora Merkel ed i tedeschi in generale venga pubblicato qualcosa di veramente positivo sui miei compaesani. In particolare mi fa piacere visto che sono bavarese con parenti ad Augsburg e che conosco bene la Fuggerei.
    Mi permetto anche di riordare che agli albori dei videogochi cera uno bellissimo che si chiamav “Die Fugger”.
    Esempio similare di case popolari (ma non troppo) dei primi del 1900 la “Borstei” di Monaco, costruita dal senatore BORST. Curiosità di questo quartiere era la presenza nei Bagni, cosa molto rara in Germania, dei Bidet.

    • Alex Ricchebuono
      Alex Ricchebuono
      1 Settembre 2015 a 20:05 — Rispondi

      Gentile Sig. Burkhard, la ringrazio moltissimo del suo commento. Con questo articolo ho voluto dare il giusto merito ad un uomo straordinario non solo per i suoi tempi ma per la storia del genere umano nel suo complesso, a prescindere dalla nazionalità, credo religioso o ceto sociale. Spero continui a seguirci. A presto Alex Ricchebuono

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