Sembra arrivata sul mercato ieri, ma il suo valore è già di 250 miliardi di dollari. Facebook, il social network più diffuso del mondo, vale più degli storici grandi magazzini Wal Mart e persino più di Procter & Gamble. Ha raggiunto il record di capitalizzazione nella seduta di lunedì 13 luglio a New York e ha stabilito un primato: è arrivata a questo valore in soli tre anni dall’Ipo. Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha strappato il primato a Google che per arrivare a un tale valore di mercato ha impiegato otto anni dall’Ipo.

L’ascesa di Facebook così rapida fa pensare, secondo quanto riportano gli analisti di Bloomberg, che gli investitori siano fiduciosi sia sulla crescita della compagnia, sia più in generale sui titoli legati alla tecnologia e ai social media. L’andamento della società, infatti, riflette e in qualche modo traina il valore dell’indice Nasdaq. La prova?

Da quando Facebook è arrivata in Borsa l’indice americano dei titoli della tecnologia è più che raddoppiato. Adesso le azioni sul Nasdaq sono trattate 87 volte gli utili, circa cinque volte rispetto alla media dello S&P 500. Tali valutazioni alla fine del primo semestre avevano fatto temere una bolla sulla tecnologia americana che però sembra al momento scongiurata.

 

IDEE DI INVESTIMENTO

Per inseguire il rendimento di Facebook e del Nasdaq esistono fondi di investimento specializzati nel settore tecnologia e particolarmente focalizzati sul mercato americano e sulle società americane (Categoria Morningstar: Azionari Tecnologia). Ecco i migliori tre da inizio anno:

  • Jpm Us Technology D (acc) – Usd che da gennaio rende il 19% e mira ad offrire la crescita a lungo termine del capitale investendo soprattutto nelle società tecnologiche aventi la propria sede o comunque operanti negli Stati Uniti.
  • Franklin Technology Fund Eur Classe A (acc) che da gennaio rende il 16,18% e ha quasi il 90% del portafoglio è investito in America e oltre il 70% sul settore della tecnologia.
  • Fidelity Global Technology Fund Classe E (acc) si pone l’obiettivo di capitalizzare opportunità a lungo termine nel settore tecnologico di tutto il mondo. In questa fase però il 71% del portafoglio è investito in America. Da inizio anno rende il 15,77%.

 

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

 

 

 

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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