Non bastavano le imminenti elezioni francesi e l’idea che dopo l’estate tocca alla Germania di Angela Merkel. Ad aumentare i timori elettorali delle Borse è arrivato anche l’annuncio a sorpresa di Theresa May di elezioni anticipate all’8 giugno 2017. Questo cambio di programma ha spaventato prima di tutto la City, ha depresso i listini europei, e ha tonificato solo la sterlina salita ai massimi da 10 settimane a questa parte sia su dollaro, sia su euro. Su tutti i mercati europei continua a pesare l’incertezza legata alle molte scadenze elettorali in Europa, e cui nel weekend pasquale si è aggiunta la minaccia geopolitica della Corea del Nord, il contestato esito del referendum turco, oltre alle solite tensioni per la politica di deregolamentazione finanziaria di Donald Trump.

Che l’economia in Europa sia in via di rafforzamento lo ha rilevato anche l’ultimo dato del superindice Ocse, relativo al mese di febbraio 2017, che anticipa l’andamento economico dei successivi sei mesi circa. Nei paesi avanzati l’indice segna una ripresa economica stabile, facendo registrare un incremento dello 0,06%, rispetto al mese di gennaio 2017, sulla media dell’area dei Paesi aderenti all’organizzazione, mostrando un rallentamento rispetto al +0,08% di gennaio. Su base annua il superindice ha segnato un +0,39%. I rischi politici, però, non sono spariti dal panorama: a partire dalle elezioni presidenziali in Francia e quelle federali in Germania. Vale ancora la pena correre il rischio?

Anche se le elezioni sono di solito un segnale di incertezza per i mercati, la maggior parte degli analisti, in questa situazione rileva invece il contrario, soprattutto se si guarda alla Gran Bretagna. Nel lungo termine, infatti, un mandato rafforzato per Theresa May potrebbe portare maggiore stabilità. Secondo il Financial Times, gli investitori scommettono infatti che il Primo Ministro inglese voglia usare il voto di giugno 2017 per arrivare a una soft Brexit, contenendo al massimo gli euroscettici. E sull’area euro? Gli occhi sono puntati sulla Francia.

IDEE DI INVESTIMENTO

Secondo gli analisti di Henderson Global Investors sul mercato inglese le elezioni possono avere un impatto positivo aumentando la fiducia dei consumatori e rafforzando la sterlina almeno fino a giugno 2017. Fuori da Uk, il premio al rischio dei mercati azionari in Europa ha già ampiamente integrato i rischi politici in corso, con un’unica vera incognita: le elezioni francesi che sono la prossima fase cruciale.
La corsa alla poltrona di Hollande comincia il 23 aprile 2017 con il primo turno: i favoriti sono il riformatore centrista, Emmanuel Macron, e la leader del Front national di estrema destra, Marine Le Pen, che secondo i sondaggi dovrebbero affrontarsi al ballottaggio previsto il 7 maggio 2017. In ogni caso, è atteso un aumento della volatilità nel medio periodo e il mercato europeo resta interessante soprattutto nel segmento della small cap.

Ecco come le elezioni francesi possono influenzare il portafoglio secondo l’analisi di Natixis A.M. e Marzotto Sim:

  • Se vince Marine le Pen la prima conseguenza è un indebolimento dell’euro, un conseguente rafforzamento del dollaro che fa tornare l’interesse sui Treasury bond americani e sull’oro. Sul fronte obbligazionario per uscire dall’area euro una buona idea sono i fondi che investono in Norvegia. Se fosse indetto un referendum e, ovviamente, se si verificasse la Frexit, il calo complessivo degli indici di Borsa potrebbe essere del 25-30% nella zona euro nel caso in cui la Francia uscisse dall’Europa.
  • Se vince Emmanuel Macron si allontana lo spettro di Frexit e si rafforza l’euro e il mercato in generale. Tra i settori azionari che potrebbero beneficiare di più della vittoria del candidato Macron c’è quello finanziario che ha già cominciato a riprendersi negli ultimi mesi grazie alla spinta del fintech. É probabile un rally del 10-15%, con un premio per il mercato francese e i mercati periferici (Italia, Spagna).

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Note

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