C’è un dato che emerge con evidenza dalle riunioni di settembre di Banca centrale europea (BCE), Banca centrale americana (FED) e Banca centrale giapponese (BOJ): la politica monetaria dei tre organi centrali non è mai stata così diversa da anni. Da una parte c’è la scelta espansiva di Mario Draghi, all’opposto quella restrittiva di Janet Yellen, fuori dagli schemi c’è la decisione ultra espansiva e fortemente voluta dal governo giapponese guidato da Shinzō Abe di fare un tuffo in nuove acque inesplorate, andando oltre il Quantitative easing (QE) con il Qualitative quantitative easing (QQE), con il quale rivede la sua strategia di allentamento monetario per stimolare l’economia. Per chi investe, secondo l’analisi di Guglielmo Manetti, Vice Direttore Generale di Intermonte Advisory e di Alfonso Maglio, portfolio manager di Marzotto Sim, la conseguenza è che mai come adesso la politica monetaria è in grado di condizionare i mercati e determinare il grado di rischio più o meno alto delle scelte di investimento. Ma non solo. Il dibattito aperto sul cosiddetto helicopter money, che significa letteralmente “buttare soldi dall’elicottero” e fa riferimento a una politica monetaria “estrema” da parte delle banche centrali di stampare denaro e distribuirlo direttamente ai cittadini, non mai stata così concreta.

Tassi: la politica monetaria di Bce, Fed e Boj ha tre velocità

L’helicopter money, infatti, non è più un’ipotesi peregrina in Giappone, soprattutto adesso, ed è una soluzione accarezzata anche da Mario Draghi che, a marzo del 2016, ha dichiarato di ritenerla “un’idea interessante” anche se non ne ha ancora valutato l’applicazione. Del resto, sono ormai otto anni pieni, dalla crisi del 2007, che le banche centrali utilizzano una politica monetaria espansiva, come il QE e la discesa dei tassi sotto zero, per dare fiato all’economia e controllare l’inflazione. I risultati non sono stati finora quelli sperati: l’economia non si è ancora ripresa e le casse delle banche centrali si sono riempite di debito e di titoli di Stato. Le banche centrali, infatti, dal 2008 in avanti hanno inondato il mercato di una liquidità straordinaria usando manovre che dovevano essere temporanee e sono diventate, invece, la norma. Cosa può accadere adesso? Secondo l’analisi di Matthias Hoppe, Senior Vice President & Portfolio Manager, Franklin Templeton Solutions, le banche centrali di tutto il mondo non hanno intenzione di liberarsi mai della liquidità addizionale che hanno creato, ossia di rivendere le obbligazioni sui mercati finanziari. “Benché ciò non sia mai stato comunicato esplicitamente, è questo il messaggio implicito trasmesso dalle azioni e dalle parole dei responsabili politici” ha scritto Hoppe. “In questo senso, l’helicopter money è pertanto qualcosa che esiste già”. Così la la battuta dell’aereo fatta dall’economista Milton Friedman nel 1948 su come fosse possibile incrementare la domanda interna di uno Stato rischia di materializzarsi davvero.

IDEE DI INVESTIMENTO

Una ricerca della Bank of England ha ricostruito la storia dei tassi d’interesse negli ultimi 500 anni. Il risultato è scontato: oggi sono ai livelli più bassi di sempre e sono in territorio negativo in importanti economie come Giappone, Eurozona, Svizzera, Svezia e Danimarca. Combattere la debolezza della ripresa economica nelle economie avanzate e lo spettro della deflazione sono le priorità al momento e i Governi che non vogliono o non possono moderare la disciplina fiscale per rilanciare gli investimenti, di fatto, hanno passato la palla nel campo delle banche centrali che adesso sono a un passo dall’helicopter money, di fato, lunica soluzione possibile se va in tilt il circolo virtuoso Banca centrale- banche-famiglie.

Come si può attuare l’helicopter money:

  • Tagliare le tasse è un modo per fare entrare, o meglio per lasciare, nelle tasche dei cittadini il denaro. In questa direzione va la proposta presentata dall’economista Adair Turner al Fondo monetario internazionale (FMI) che segue lo spirito originario dell’idea di Milton Friedman. Tale proposta era stata avanzata anche da Ben Bernanke, governatore della FED prima di Janet Yellen, come soluzione per la deflazione giapponese.
  • Elargire denaro ai singoli cittadini è un altro modo con cui le Banche centrali possono attuare l’helicopter money. Ogni primo giorno del mese, per esempio, la banca centrale dispone un bonifico sul conto corrente. Si tratta, in pratica di un sussidio per stimolare i consumi.

Le conseguenze per chi investe:

  • L’arrivo dell’helicopter money non cambia lo scenario dei tassi, che restano sotto zero, e dei rendimenti che, se si guarda ai bond, presuppongono l’assunzione di rischio maggiore rispetto al passato.
  • I tassi negativi fanno aumentare la propensione al risparmio e questo contribuisce a un apprezzamento della valuta. Il circolo però non è virtuoso perché porta a nuovi tagli dei tassi e aumenta il rischio di deflazone.
  • I tassi negativi erodono la redditività sui depositi bancari, ma anche su prestiti mutui. Tutto sommato è una situazione di vantaggio per chi ha preso denaro in prestito, ma ha una ripercussione negativa sull’andamento del mercato immobiliare che diventa più soggetto a bolle speculative.

    Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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