Una ricerca di Frost & Sullivan, società internazionale di analisi di mercato, pubblicata dal settimanale Forbes ha sentenziato che il settore della cura della salute, in inglese healthcare, è alla vigilia di un importante periodo di trasformazione che può portare le società che vi operano a crescite di fatturato esponenziali. La ragione? Mentre il mondo diventa sempre più digitalizzato, il settore sanitario sta tenendo il passo e si è scatenata la corsa a nuove tecnologie digitali orientata a migliorare la cura del paziente. Dalla telemedicina alla stampa in 3D, centinaia di imprenditori e innovatori stanno lavorando per reinventare l’assistenza sanitaria e soprattutto per prevenire le patologie più comuni.  Tra gli esempi di innovazione più recenti, per esempio, ci sono il casco “Smart” che invia avvisi quando un atleta può avere una commozione cerebrale dopo uno scontro e una App per asmatici che possono soffiare nel proprio iPhone ed i dati vengono inviati automaticamente al medico.
I numeri della crescita sono importanti. Tanto che c’è chi paragona il boom delle tecnologie di assistenza sanitaria con il boom di Internet nei primi anni 2000: secondo una ricerca di PriceWaterhouseCooopers, il 48% dei fornitori mondiali di società medicali hanno dichiarato di aver adeguato i dispositivi con nuove tecnologie. Hi-tech a parte, nel quinquennio 2012-2017 è previsto un tasso di crescita del mercato globale dei farmaci generici intorno al 10% annuo, che porterà a un incremento del fatturato complessivo del settore medicale di oltre 400 miliardi di dollari.

IDEE DI INVESTIMENTO

Se si guarda l’indice Morgan Stanley globale o l’indice S&P 500 dei titoli a maggiore capitalizzazione del mercato americano, il settore healthcare pesa più del 10% ed è il settore che negli ultimi 25 anni ha dato le migliori performance: ha reso il 12,3% all’anno. Ciò significa che 100 euro investiti nel settore cura della salute 25 anni fa sarebbero diventati oggi 1.779 euro contro i 900 euro dell’investimento nel solo indiche S&P’500.

Mettersi a caccia dei singoli titoli però è un’impresa ardua. Ci sono più di 2.000 aziende nel mondo che operano nel settore e di queste 20 pesano per più del 50% sull’indice globale di settore.
Trovare quelle giuste da mettere in portafoglio è compito dei gestori specializzati nel settore (Categoria Morningstar: azionari salute). Ecco i migliori.

  • Janus Capital Funds plc – Global Life Sciences Fund A USD Acc a tre anni rende il 43,5% e ha il 96% del portafoglio investito in titoli di società che migliorano la vita. L’America è il primo mercato e pesa per il 73%.
  • Polar Capital Healthcare Opps R USD che rende il 42,7% a tre anni e investe il 96% del portafoglio in Salute e in particolare in titoli medicali. L’America è il primo mercato e pesa quasi il 70% del portafoglio.
  • Wellington Global Health Care Equity Portfolio usa un approccio value, ovvero seleziona titoli da metter in portafoglio per lungo tempo. La salute vale il 95% del portafoglio e l’America è il primo mercato. Il fondo rende il 38,4% a tre anni.
  • Jpm Global Healthcare Classe D (acc) – EUR rende il 35,4% a tre anni investendo soprattutto in società del settore farmaceutico, biotecnologico, servizi sanitari, tecnologia medica e scienze della vita a livello mondiale. L’America pesa il 60% in portafoglio.
  • Bgf World Healthscience Fund Usd Classe E2 rende il 33,8% a tre anni investendo a livello mondiale almeno il 70% del patrimonio in azioni di società de settori sanitario, farmaceutico, delle tecnologie e delle forniture mediche, nonché di società impegnate nello sviluppo di biotecnologie. L’america vale il 74% del portafoglio.
  • Parvest Equity World Health Classe N Eur rende il 33,2% investe il 100% del portafoglio nel settore della salute scegliendo tra azioni o titoli assimilati di società che esercitano un’attività significativa nel settore sanitario e in settori collegati. Anche in questo caso è l’America il primo mercato (68%).

    Note

    Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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