Sembra incredibile, ma la maggior parte delle persone, incluse molte tra quelle che lavorano nel mondo della finanza, ignorano l’origine storica, nonché l’etimologia di gran parte dei termini e degli strumenti che più spesso utilizzano. Per questo motivo ma anche per divertirci insieme, abbiamo deciso di percorrere un viaggio attraverso i secoli che ci aiuterà a familiarizzare con il linguaggio economico, grazie al racconto di aneddoti e di storie realmente accadute. Iniziamo quindi per gradi. Nonostante si creda che il denaro esista fin dalla più remota antichità, si tratta di un innovazione relativamente recente.

Molte tra le più importanti civiltà del passato, tra cui gli Antichi Egizi, gli Assiro- Babilonesi o i Fenici non usavano i soldi per i loro scambi commerciali, bensì il Baratto.
La natura stessa dell’economia, imponeva però un’alta specializzazione del lavoro, nel senso che ogni persona doveva dedicarsi alla produzione di un insieme ristretto di beni o servizi. Ma questo creava non pochi grattacapi in quanto non sempre era disponibile un certo bene per il baratto. Chi voleva scambiare, ad esempio, mucche con pecore, doveva trovare chi fosse disposto a cedere le pecore per ottener delle mucche. Inoltre la difficoltà di scambio era causata dall’indivisibilità dei beni. Se sul mercato si potevano avere due cavalli per un bue, diventava impossibile cedere un solo cavallo a chi disponeva di buoi. Non ultimo, si era obbligati a conoscere una serie innumerevole di ragioni di scambio tra vari tipi di beni, col rischio concreto di esser truffati in caso d’ignoranza.

Si rese così necessario adottare uno strumento intermediario in grado di facilitare il commercio e risolvere i problemi intrinsechi al baratto. Per ovviare a parte di questi limiti, nacquero alcune forme di Moneta Naturale, ovvero oggetti o beni di uso comune utilizzati come strumento di pagamento per beni diversi tra loro. Il termine Pecunia, divenne famoso con l’imperatore Vespasiano che pronunciò la celeberrima frase “Pecunia non olet”, i soldi non puzzano, riferita alla tassa sui bagni pubblici. Pecunia infatti deriva da pecora, in latino pecus, uno dei capi di bestiame più utilizzati per scambiare merci tra loro differenti. Un altro esempio interessante trae origine dell’uso dei cereali.
Infatti ancor oggi si dice Grano per definite un bel gruzzoletto, in quanto proprio il grano veniva usato come denaro di scambio. Queste forme di moneta naturale avevano anch’esse diversi inconvenienti, primi tra tutti la difficoltà di trasporto e la carenza in certe stagioni dell’anno. Nonché la necessità di un luogo organizzato, il mercato appunto, dove garantire la correttezza degli scambi e la certezza del trasferimento dei beni.

Caratteristiche che riuscirà a soddisfare in pieno la Moneta Metallica. Ma vi siete mai chiesti quando e dove è nata? La teoria più accreditata sostiene che fu introdotta in Lydia, attuale sud della Turchia, intorno al VII secolo A.C.. Questa novità fu in grado di riunire in un solo oggetto, le tre esigenze fondamentali per il commercio: Unico Strumento di Pagamento, Unità di Conto, Riserva di Valore.

Questa importantissima tappa della storia e dell’innovazione sosterrà in maniera determinante lo sviluppo degli scambi e la trasferibilità tra diverse generazioni della ricchezza accumulata. Di questo, gli antichi Greci furono maestri, tanto che la Grecia è considerata la culla della civiltà moderna, forse proprio grazie all’introduzione su larga scala del denaro. Che differenza con i tempi che corrono!!

Note

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Autore

Alex Ricchebuono

Alex Ricchebuono

Alex Ricchebuono ha oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’asset management maturati in Europa e in Italia. Ha ricoperto ruoli di responsabilità di sviluppo commerciale a livello europeo in società di primaria importanza come, Brevan Howard (UK), Credit Suisse, Janus Capital, Bnp Paribas e La Francaise AM. Laureato in Economia e Commercio a Torino, è sposato, vive a Milano, scrive libri e articoli sulla storia della finanza ed è un appassionato di storia economica.

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