La parola fine alla travagliata storia dei Tango bond, quasi 100 miliardi di obbligazioni in default, e del fallimento del debito sovrano dell’Argentina l’ha messa la Corte di Appello di New York che ha autorizzato il Paese a tornare a finanziarsi sui mercati obbligazionari internazionali. Non accadeva dal 2001. E ad appena una settimana dal via libera da parte della giustizia americana è partita la prima grande emissione di obbligazioni: 16,5 miliardi di dollari che servono tutti per pagare i creditori, anche quelli italiani. L’emissione è arrivata dopo un accordo con i creditori istituzionali, che non avevano aderito alle offerte di concambio degli scorsi anni e si erano rivolti proprio per questo al tribunale di New York.

I piccoli investitori devono ringraziare, quindi, la tenacia di un gruppo di hedge fund guidati da Paul Singer, Ceo della Elliot Management Corporation, che hanno ingaggiato una battaglia legale senza esclusione di colpi in questi anni per recuperare circa 8 miliardi di dollari. La svolta nell’annosa questione è stata data dal neo presidente argentino Mauricio Macrì (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim) che, dopo aver assunto l’incarico il 10 dicembre 2015, ha dato il via libera alla negoziazione di accordi tra lo stato sudamericano e i possessori dei titoli.

Il ritorno dei Tango Bond sul mercato è stato accolto con una richiesta superiore alle attese grazie ai rendimenti allettanti delle obbligazioni: le scadenze 3, 10 e 30 anni hanno tassi rispettivamente del 6,75%, dell’8 e dell’8,85%. E questo ritorno, insieme con la ricerca di rendimenti obbligazionari, ha già avuto il primo effetto: spingere il mercato delle emissioni junk, ovvero spazzatura, dei Paesi emergenti che in una sola settimana hanno toccato i 18 miliardi di dollari.

Secondo la società di gestione Aviva Investors, siamo solo all’inizio di una pioggia di emissioni. La ragione è semplice: i grandi investitori in obbligazioni devono fare i conti con un mercato dei rendimenti ai minimi dal 2012. Questo ha creato le condizioni per quella che Goldman Sachs ha indicato come la migliore occasione per i mercati emergenti di finanziarsi sul mercato del debito.
Emergenti non significa solo America Latina. Tra le nuove emissioni ad alto rendimento e grosso rischio, per esempio, c’è da segnalare quella da 1 miliardo di dollari lanciata dal Libano con scadenza 15 anni e rendimento 6,65%, e la prima emissione Eurobond dal 2012 che l’Ungheria è pronta a varare.


IDEE DI INVESTIMENTO

Le previsioni di una pioggia di emissioni ad altro rendimento sul mercato delle obbligazioni emergenti sono confermate da JPMorgan Chase & Co., terzo più grande operatore su questo mercato, che ha appena alzato del 64% a circa 100 miliardi di dollari le stime di vendita 2016 di bond sovrani emergenti. La domanda è spinta dalla ricerca di un rifugio dai rendimenti negativi in Europa e Giappone e anche dalla discesa dei rendimenti del T bond, il titolo di stato americano che è ai minimi da novembre del 2015.
“L’interesse degli investitori per le obbligazioni dei mercati emergenti è notevolmente aumentato durante il primo trimestre del 2016, dopo un periodo contraddistinto da battute d’arresto”  ha detto Thibault Destres, gestore del fondo Anaxis Bond Opportunity Emerging Markets 2020. Per il gestore permangono alcune preoccupazioni riguardo ai prezzi delle materie prime, il rallentamento cinese e l’incertezza sulla politica monetaria delle banche centrali. “Siamo convinti che i mercati emergenti offrano ottime opportunità d’investimento sia nelle obbligazioni governative sia societarie: questi mercati beneficiano di consistenti vantaggi demografici e di crescita rispetto ai mercati sviluppati, nonché, nell’universo dei corporate bond, di bilanci più sani” ha detto Destres.

La migliore scelta per investire sulle obbligazioni dei Paesi emergenti è un fondo specializzato (categoria Morningstar: Obbligazionari Paesi emergenti Eur) su queste emissioni.

Ecco i migliori tre da inizio anno:

  • Julius Baer Multibond – Emerging Markets Opportunities Bond Fund EUR B rende il 9,10% da gennaio 2016 è gestito da Enzo Puntillo e Alessandro Ghidini che investono in titoli emessi da società, autorità sovrane e governi. Il Comparto investe in obbligazioni a tasso fisso e variabile e ha compiuto due anni di vita a febbraio.
  • Fidelity Funds – Emerging Market Total Return Debt Fund Class I EUR Hedged gestito da Steve Ellis ed Eric Wong che investono in America Latina, Asia, Africa, Europa dell’Est, e Middle East. Il fondo rende l’8,93% da gennaio 2016 enon ha ancora un anno di vita.
  • Schroder International Selection Fund Emerging Markets Debt Absolute Return C € Hedged Inc gestito da Abdallah Guezour che investe prevalentemente in obbligazioni ed altri titoli a tasso fisso e variabile emessi da governi, agenzie governative, organismi soprannazionali ed emittenti societari dei mercati dei paesi emergenti. Il fondo rende l’8,85% da gennaio 2016 (-0,02% a tre anni).

    Note

    Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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