Non si capisce se Pechino stia giocando con il fuoco, pagando per prima le conseguenze, o abbia una strategia precisa. Nelle sale operative è questo il sentiment, il mood, o come si voglia chiamarlo, che porta tutti a navigare a vista, a stare alla finestra in attesa di tempi migliori. “Stay cash”, ovvero stai liquido, se sei riuscito a uscire in tempo dal mercato. Per la maggioranza degli investitori medi non è così. Chi nel mercato c’è ancora deve solo aspettare, almeno un paio di mesi, secondo le previsioni delle principali banche d’affari, per recuperare i crolli di un’estate con la sindrome cinese.

L’emotività è al centro del mercato in questa fase ed è più facile sbagliare per chi investe. Il rimbalzo delle borse asiatiche, secondo gli analisti, è appena cominciato – Shanghai e Tokyo hanno chiuso entrambe il rialzo del 3% il 26 agosto – dopo sei sedute in rosso nelle quali hanno perso un quarto del loro valore. Ora tocca al mercato rimettere le cose a posto, come accade sempre dopo ogni choc.

“Il panico ha lasciato il posto alla speranza e il copione come in ogni crisi di Borsa che si rispetti si ripete sempre uguale” ha detto a Online Sim Blog Matteo Motterlini, 48 anni, filosofo ed economista, specializzato in filosofia della scienza che insegna all’Università San Raffaele e direttore del Cresa – Centro di Ricerca di Epistemologia Sperimentale e Applicata. Motterlini è autore del best seller Trappole Mentali edito da Rizzoli, che è ormai un classico dell’economia comportamentale e della neuroeconomia applicata anche al mercato.

Il suo ultimo saggio La psicoeconomia di Charlie Brown (Bur Rizzoli) usa il personaggio dei Peanuts come modello vincente, capace di ispirare una nuova idea di società e che ha molto da insegnare anche a chi investe. “In realtà Charlie Brown è un perdente più che un vincente” ha detto Motterlini. “Ma se mettessimo lui al vertice del modello di società con le sue fragilità, sensibilità e insicurezze che lo rendono umano potremmo costruire una teoria delle decisioni più vicina al mondo reale, più funzionale ai problemi”.

Vale anche in Borsa?
Non ci sono eccezioni. Le trappole ci sono per tutti anche per Charlie Brown.

È davvero straordinario in questi giorni leggere le spiegazioni sempre ex post degli analisti finanziari: “Quello che è successo è puro panico”. Perché il copione si ripete uguale ogni volta?
La nostra non è una mente razionale, ma certamente razionalizzatrice. Prendiamo decisioni spesso emotive e impulsive e poi razionalizziamo ex post. A livello di analisi economiche e finanziarie si assiste in questi giorni alla fragilità dei modelli esplicativi. Gran parte delle spiegazioni sono ex post e spiegano davvero poco.

Per quale ragione?
Rincorrono i fatti, ma sono del tutto incapaci di prevedere gli eventi.

Ma è davvero sempre la stessa storia? Anche questa volta in Cina?
La mente e il comportamento umano sono sempre più o meno gli stessi: da quando vivevamo nella Savana ad oggi il nostro circuito cerebrale non si è modificato.

Crisi economica e incertezza del mercato condizionano gli investimenti. Ma quanto pesano davvero le emozioni?
Le emozioni sono potenti detonatori delle trappole che la finanza comportamentale ci ha ormai abituato a conoscere: l’avversione alle perdite, che è come un morso di serpente ogni volta che arriva, oppure il cosiddetto “effetto incorniciamento” che condiziona le scelte anche banali come: “Preferisci un maglione 80% puro cachemire o 20% misto lana”?

Quali sono le tre trappole più comuni per chi investe?
Il morso del serpente è la trappola numero uno per gli investitori. E capita proprio quando ci sono choc di Borsa come quello cinese. Il 51% degli investitori è influenzato da questo stato psicologico dovuto a un’esperienza pregressa di perdite finanziarie. Di solito interessa le persone più sensibili e caratterizzate da una maggiore propensione al rimpianto. Ma anche una minore educazione finanziaria.
Al secondo posto c’è la tendenza a vendere troppo presto gli investimenti in guadagno e a tenere troppo a lungo quelli in perdita. Generalmente si accentua durante periodi di crisi e di mancanza di fiducia a livello macroeconomico.
E al terzo posto metto la predisposizione a investire nei titoli noti perché percepiti come non rischiosi: ci cade il 36% degli investitori ma anche il 40% degli operatori finanziari.

È vero che le donne sono meno condizionate?
Sono solo più avverse al rischio, più empatiche e consapevoli delle proprie emozioni.

Dicono che chi è felice è disposto a rischiare di più. E’ vero?
Sì alcuni esperimenti mostrano che se si è felici o addirittura euforici si tende a rischiare di più. Ma vale lo stesso anche se si è molto arrabbiati.

Ci sono suggerimenti utili per evitare le trappole?
Uno solo: se le conosci le eviti. L’unico modo di essere razionali è essere consapevoli che non lo siamo.

Quale consiglio darebbe oggi agli investitori?
Non guardate affatto ai vostri investimenti. Inspirare, espirare e lasciare stare il portafoglio, pensare ad altro. Oggi la paura delle perdite è una trappola molto pericolosa che può determinare scelte disastrose.

E Charlie Brown che consiglio darebbe?
Charlie Brown finirebbe in trappola. Non ha consigli da dare. Ma il suo esempio può aiutarci a diventare migliori accettando di essere umani e fallibili.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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