L’ultimo colpo è di Intel che ha pagato 15,3 miliardi di dollari per Mobileye, la società israeliana considerata una specialista del settore delle auto senza guidatore che ha già stretto partnership con due marchi mondiali dell’auto come Volkswagen e Bmw. L’auto robot e l’automotive di nuova generazione sono stati al centro della CeBit 2017 ad Hannover, la più importante fiera al mondo dedicata all’information and communication technology e vero barometro del settore. Tra i protagonisti del CeBit c’è stato l’autobus a guida autonoma sperimentato dall’azienda di trasporti svizzera Schweizer PostAuto AG, che ha già trasportato più di 12 mila passeggeri, il lancio della prima auto autonoma della Nissan e tante soluzioni che consentono di integrare smart auto e smart city, per la gestione del traffico o dei parcheggi in città.

Ma l’auto robot, la guida autonoma, è una sfida a tutto campo che si combatte da tempo a colpi di acquisizioni e spionaggio industriale. Prima di Intel erano arrivate le mosse di Cisco che ha acquistato Nds e di Google che ha fatto entrare nella sua orbita Waze, a cui si aggiunge il miliardo di dollari pagato da General Motors per l’acquisizione di Cruise Automation. Tutte hanno l’obiettivo di accelerare il programma di auto autonome. Nella partita c’è anche Uber che ha rilevato Otto, società fondata dall’ex manager Google Anthony Levandowski, e specializzata nei camion autonomi. Proprio per la presenza di Levandowski  alla guida della società, Google ha fatto causa a Otto per spionaggio industriale.

Auto robot: pioggia di alleanze tra la Silicon Valley e l’automotive

Del resto, tutti i colpi, anche quelli bassi sono ammessi in questo mercato visto che le tecnologie legate all’auto che si guida sola sono destinate a crescere di 42 miliardi entro il 2025 secondo Boston Consulting Group. La prova è che Baidu, una delle tre società cinesi padrone dell’intelligenza artificiale made in China, ha denuciato di essere sotto attacco da parte di hacker che hanno cercato di rubare la tecnologia dell’auto senza conducente. Per questo la società ha deciso di rafforzare il suo team di sicurezza informatica e ha anche collaborato con le aziende rivali di casa propria Tencent e Alibaba per studiare sistemi di sicurezza informatica condivisa.

In America, dove il terreno è fertile per la sperimentazione delle auto robot, la sfida è aperta tra la Silicon Valley che scommette sempre di più sulla guida autonoma e Detroit, la capitale dell’auto mondiale, anche se sempre di più si va verso una collaborazione tra i due mondi. La corsa alla conquista delle auto senza guidatore non conosce ostacoli, anche grazie al successo di Tesla, la società del miliardario e visionario Elon Musk che ha appena aumentato il proprio indebitamento di oltre 100 milioni di dollari, a 624 milioni di dollari, ma continua ad avere Morgan Stanley come principale sostenitore di tutte le sue iniziative.

Intel e Mobileye, Cisco e Nds, Google e Waze, Uber e Otto, sono la prova che la conquista del mercato delle auto senza guidatore è giocata a colpi di acquisizioni. E in questa corsa Silicon Valley e Detroit sono a caccia di alleanze. General Motors, per esempio, nel 2016 ha acquisito per 1 miliardo di dollari Cruise Automation con l’obiettivo di accelerare il suo programma di auto autonome, mentre Fca, che ha siglato un accordo di collaborazione con Google sul minivan Pacifica.

IDEE DI INVESTIMENTO

Lo sviluppo del settore passa anche dalle regolamentazioni al riguardo. L’amministrazione di Barack Obama era favorevole alle auto intelligenti, mentre il presidente Donald Trump non ha chiarito la sua posizione, anche se il suo piano di investimenti nelle infrastrutture potrebbe aiutare lo sviluppo di un settore. Nel frattempo, le aziende hanno eletto la California come territorio per la sperimentazione della suto robot: al momento sono ben 22 le società che sfrecciano sulle strade, tra cui Google, Tesla, Volkswagen, Ford e Nvidia, Baidu e Subaru.

Per investire sull’auto robot una scelta è investire nei migliori fondi azionari specializzati in tecnologia. Sul mercato italiano esiste poi un unico fondo azionario specializzato in robotica che ha un rendimento del 28% da marzo 2016 a marzo 2017.

 

Note

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