L’offerta da 10,4 miliardi di dollari lanciata da Danone sulla WhiteWave Foods è solo l’ultimo esempio di come la grande industria alimentare sta cercando di adattarsi ai cambiamenti delle abitudini alimentari. In che modo? Intercettando i gusti dei consumatori, soprattutto i Millennials, che desiderano prodotti più semplici e più naturali. È l’avanzata del cosiddetto organic food, che in agricoltura significa una produzione con un utilizzo contenuto di pesticidi e una forte attenzione al biologico. Questa tendenza è partita dagli Stati Uniti dove, secondo gli ultimi dati forniti dalla Organic Trade Association, nel 2015 le vendite dei prodotti alimentari biologici hanno avuto un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente, percentuale che sale al 13% per quanto riguarda l’intero comparto bio.
WhiteWave è un esempio virtuoso di questo nuovo mercato con due prodotti di punta: il latte di soia Silk e il latte organico Horizon che sono cresciuti a una velocità di tre volte superiore a un tradizionale latte da banco del supermercato e hanno contribuito a portare l’utile netto 2015 dell’azienda americana a 168 milioni di dollari con ricavi di 3,9 miliardi di dollari.
La strategia di Danone è affiancare ai suoi tradizionali brand lattiero caseari queste alternative biologiche, in grado di soddisfare i consumatori, soprattutto americani, a caccia di cibi e bevande con meno grassi e meno colesterolo. La tendenza è ormai in atto da tempo. La prima scendere in campo è stata nell’estate del 2015 Hormel Foods Corporation che ha acquisito per 775 milioni di dollari l’azienda di bio-carni Applegate Farms LLC e l’anno prima era stata la volta di General Mills Inc. che pagò 820 milioni per l’acquisto di Annie Inc., società nota un prodotto organico fatto con maccheroni e formaggio. Tanto che questa voglia di bio e e di alimenti naturali ha fatto esplodere il mercato delle fusion e acquisizioni del comparto alimentare con un oltre 116 miliardi di dollari di operazioni nel 2015, secondo la società di analisi Dealogic.

Kellogg investe 100 milioni sulle start up

La conversione al bio significa anche innovazione di prodotto. Kellogg, per esempio, ha stanziato 100 milioni di dollari attraverso il fondo Eighteen94Capital per investire in aziende nord americane che hanno un potenziale di fatturato tra i 5 e i 10 milioni di dollari e focus su prodotti bio, bevande, nuovi ingredienti e anche sulle tecnologie in grado di creare canali più efficienti di vendita e marketing. L’obiettivo è di finanziare le startup nei prossimi 5 anni con un investimento medio da 1 e 3 milioni di dollari. In questa operazione di business angel Kellogg sarà affiancata da Touchdown Ventures di San Francisco per la ricerca di aziende, venture e acceleratori con i quali collaborare.
Il mercato c’è: solo negli Usa, gli acquirenti di organic food sono aumentati in meno di un anno di oltre 2 milioni, arrivando nella primavera 2016 a 47,7 milioni di cui almeno 55% sono Millennials. E il fenomeno bio non è solo americano. Germania, Francia e Uk sono i Paesi europei che hanno la più alta produzione organica in agricoltura, ma anche l’Italia è ben posizionata e la domanda di questi prodotti cresce: la spesa bio settore biologico nei primi 6 mesi del 2016 in Italia è aumentata del 19%, così come la superficie coltivata pari oggi all’11% del totale, mentre le aziende agricole dedicate sfiorano quota 50 mila, secondo dati dell’Associazione nazionale agricoltura biologica della Cia. In questo modo il fatturato bio in Italia è arrivato a 2,1 miliardi di euro l’anno, consente di risparmiare energia con un taglio di almeno il 25%.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il fenomeno del cibo organico è solo la punta dell’iceberg del cambiamento delle abitudini alimentari. Dietro a questo business c’è, infatti, la trasformazione della produzione agricola che è sempre più biotech, oltre alla gestione di Ogm e pesticidi che coinvolge anche il settore farmaceutico. Il dibattito è acceso e per capire quanto, basta ricordare l’affare glifosato, uno dei pesticidi più diffusi al mondo, che doveva essere messo al bando in Europa a fine giugno 2016 per motivi di salute, ma a cui la Commissione Ue ha deciso di prolungare di altri 18 mesi, l’autorizzazione per l’uso. Il settore dell’agricoltura biologica e biotech è al centro dei portafogli dei migliori fondi azionari che investono in agricoltura che sono una buona idea nel lungo periodo.

 

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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