C’è un fondo statale in Alaska che ha impiegato quasi 1 miliardo di dollari in start-up biotecnologiche con un nome che spicca sugli altri: Juno Therapeutics, la società che investe in immunoterapia per combattere il cancro di cui ora detiene il 25% pari a circa 129 milioni di euro. Il fondo americano ha deciso di investire pesantemente nel settore negli ultimi tre anni inseguendo un trend che, secondo Morgan Stanley, è il più promettente nei prossimi 10 anni. La ragione? Le ricerche sul DNA miglioreranno le cure per le malattie che al momento sono difficilmente curabili. Nel settore della biotecnologia sono in campo grossi investimenti sia da parte dell’Unione Europea sia da parte delle grandi aziende farmaceutiche mondiali.

Non a caso l’Unione europea ha inserito le biotecnologie nelle cosiddette Key enabling technologies (Ket), ovvero le chiavi dello sviluppo futuro caratterizzate da investimenti importanti per la fase di ricerca e sviluppo, a cicli di innovazione rapida e da posti di lavoro altamente qualificati. Le Ket fanno fanno parte di documento redatto per il programma Horizon 2020 e la Commissione europea ha sottolineato l’importanza degli investimenti nella ricerca scientifica delle tecnologie, per promuovere il cambiamento nella produzione nei prossimi 5-10 anni.

Il settore ha corretto del 35% da inizio anno travolto dalla crisi delle Borse. Eppure, secondo Morgan Stanley le potenzialità nel lungo periodo restano intatte. Gli impiegh di queste tecnologie, infatti, stanno entrando nell’uso comune. Un esempio è arrivato il salmone biotech, il primo animale geneticamente modificato ad essere messo in vendita nei supermercati americani dopo il via libera della Food and drug administration (Fda).
Il salmone transgenico è prodotto dalla società AquaBounty Technologies di Boston, ma la maggioranza del brevetto è della Intrexon Corporation, una società del Maryland attiva e attiva anche nel settore agricolo e in quello della ricerca farmaceutica, che sta lavorando per esempio al vaccino per la Zika (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim). Il pesce è molto simile a quello “naturale” solo che cresce più velocemente: raggiunge le dimensioni di un adulto in massimo 18 mesi, invece che in due anni e mezzo.
IDEE DI INVESTIMENTO
Tra i vari sotto segmenti presenti nel comparto della biotecnologia, la salute resta quello favorito secondo gli analisti. Le ricerche sul Dna e l’innovazione sono i due driver che spingono le aziende del settore. Secondo un’analisi di Pharus management sa, società svizzera specializzata nella gestione patrimoniale, che attraverso Pharus sicav ha una specializzazione nel settore, il recente sell-off ha spinto le valutazioni della maggior parte delle società a grande capitalizzazione biotech sotto i livelli delle società farmaceutiche e, a volte, addirittura sotto l’indice Standard & Poor’s 500. Queste valutazioni vicini ai minimi, visti solo nel 2010-2011, rappresentano un’opportunità d’acquisto da non perdere.
Ed è proprio la salute il settore che sostiene la crescita secondo Pharus management: ogni due farmaci approvati, infatti, uno proviene dai laboratori delle aziende biotecnologiche, con la nascita di nuovi medicinali in grado di curare malattie per le quali prima non esistevano rimedi.

Per puntare sul settore delle biotecnologie esistono fondi specializzati (categoria Morningstar: Azionari settore biotecnologie) che hanno in portafoglio tutti i sotto settori del comparto con un peso importante per la salute. Ecco i migliori tre da inizio anno:

  • Credit Suisse (Lux) Global Biotech Innovators Equity Fund ClasseB USD Cap è gestito da Irene Püttner e tre anni rende il 22,4% e in veste il 97% del portafoglio in società quotate sul listino americano. I primi cinque titoli in portafoglio sono tutti del settore salute.
  • Candriam Equities L Biotechnology Classe N rende il 20,8% a tre anni ed è gestito da Rudi Van den Eynde. È un azionario globale ma gran parte degli attivi è investita negli Stati Uniti. La gestione del fondo non è legata ad un benchmark specifico. In primi cinque titoli in portafoglio sono del settore salute.
  • UBS (Lux) Equity Fund – Biotech (USD) Q-acc è gestito da Nathalie Petrus e Sara Cotter e rende il 20,6% a tre anni. Investe il 90% del portafoglio in America. La salute è il primo settore in portafoglio.

    Note

    Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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