Se siete degli appassionati della serie animata I Simpson lo troverete presto ospite di una puntata in cui spiega alla sua maniera i vantaggi di viaggiare nello spazio. Elon Musk, 43 anni e 5 figli, sudafricano di origine, da tempo cittadino americano e di casa a Los Angeles, secondo la classifica di Forbes è uno dei 100 uomini più ricchi d’America con una fortuna valutata in 11,7 miliardi dollari (dati aggiornati a marzo 2015).

La sfida oltre la Terra. Il denaro però è l’ultima cosa per cui Musk si fa ricordare. E’ molto più conosciuto per essere un visionario, un genio nel suo genere. La sua impresa più nota è Space exploration technologies, ovvero SpaceX, che ha fondato nel 2002 con l’obiettivo di rivoluzionare la tecnologia dei viaggi nello spazio “fino a rendere possibile la vita degli uomini su altri pianeti”. Letteralmente.
E chi lo conosce bene sa che non è una battuta. La prova è che Musk, da accanito fruitore di Twitter dove è seguito da 1,8 milioni di utenti, si sta già preoccupando di far arrivare Internet su Marte perché “la comunicazione globale è importante anche sul pianeta rosso”.

Un contratto con la Nasa e Google come azionista. Un visionario, appunto. Ma anche un imprenditore molto concreto. E il suo conto economico lo dimostra. A gennaio 2015 si è messo in tasca un contratto da 1,6 miliardi di dollari con la Nasa per rifornire le stazioni spaziali internazionali e ha raccolto 1 miliardo di capitali freschi da due investitori di peso: Google e Fidelity Investments.
Tanto che adesso la società che vuole portare le persone a vivere nello spazio è stata valutata circa 10 miliardi di dollari. Ed è solo un pezzo del suo impero.

Da Paypal a Tesla. La sua prima intuizione è stato il sistema di pagamento elettronico Paypal, leader nei pagamenti con denaro elettronico. Era il 1999 e Musk era ancora uno studente della Pennsylvania University. Con i primi guadagni, Musk ha dato sfogo a una delle sue passioni: i bolidi su strada. Tanto da comprarsi una McLaren F1 (telaio numero 67).
Ma acquistare bolidi non gli bastava. E da questa passione è nata Tesla, la casa automobilistica che produce automobili elettriche dalle alte prestazioni. La prima vettura, una roadster, ha visto la strada nel 2008 e per Musk è in qualche modo già un business “vecchio”. Oggi, infatti, sogna un futuro senza uomini alla guida. “Ci arriveremo in un tempo breve”, ha detto Musk durante una conferenza organizzata dalla società high-tech Nvidia. “Il pilota automatico è un problema quasi risolto: faremo auto così nel giro di pochi anni”.

Viaggiare veloci come proiettili. Il futuro dei trasporti per il tycoon americano adesso si chiama Hyperloop. Non è un treno, perché non viaggia su rotaia, è piuttosto una specie di proiettile sparato in un tubo a bassa pressione, alla velocità di oltre mille km all’ora, che viaggia su un cuscinetto d’aria.
L’aria viene aspirata davanti alle carrozze in alluminio in modo da creare una depressione e rilasciata alle spalle per dare maggiore spinta. Musk ha già tracciato il primo percorso prova: da Los Angeles a San Francisco su una direttrice di circa 600 chilometri. Quanto tempo dura il viaggio? Trenta minuti. L’investimento previsto è di 7,5 miliardi di dollari. E siamo certi che non sarà la sua ultima sfida.

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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