Per i mercati mondiali il 15 marzo 2017 è una data da segnare con il circoletto rosso perché segna due inizi importanti per America ed Europa. Da una parte è il giorno della Banca centrale americana (FED) e di Janet Yellen che, secondo il consensus degli analisti, imboccherà decisa la strada del rialzo dei tassi americani; dall’altra le elezioni in Olanda aprono le danze alla lunga cavalcata elettorale europea, che elezione dopo elezione rimette in discussione il concetto stesso di Europa proprio nell’anno del suo sessantesimo compleanno.

In America lo scenario non sembra riservare grosse sorprese e preoccupazioni per chi investe. La manovra della FED avrà un impatto limitato sui mercati secondo David Lafferty, Chief Market Strategist, Natixis Global Asset Management se l’aumento è contenuto in 25 punti base (al 0,75% – 1,00%) perché è già scontato dai mercati. “Se la Fed si spingesse verso 50 punti base d rialzo questo potrebbe dare una scossa, ma nessuno dei due è probabile” ha detto Lafferty, “Dopo otto anni di ribassi dei tassi a livello mondiale, la Fed è la prima banca centrale importante ad affrontare questo test: la normalizzazione della politica monetaria, con la spada di Damocle dell’inflazione che, per ora, non c’è ma potrebbe rialzare la testa nella seconsa metà del 2017”.

In Europa, la situazione è differente. L’Olanda non fa più paura sia perché si allontana Nexit dato che non è possibile indire un referendum sull’appartenenza del Paese all’UE e alla zona Euro senza l’approvazione del Parlamento, sia perché il partito PVV euroscettico non dovrebbe essere alla guida del Governo, che sarà probabilmente costituito da una coalizione dominata dai partiti tradizionali.
“L’Olanda è abituata a questo genere di coalizioni anche se questa volta potrebbe essere più ampia del solito” ha detto Tristan Perrier, strategy and economic research di Amundi che legge il voto elettorale olandese in prospettiva rispetto a quello francese. “Se il PVV dovesse ottenere un risultato superiore a quello previsto dagli ultimi sondaggi, che spesso sottovalutano il voto di protesta, potrebbero crescere i timori riguardo alla Francia.

Le elezioni in Olanda, insomma, preoccupano molto meno gli investitori di quelle che si terranno a breve in Francia ad aprile, subito dopo l’attivazione del processo Brexit che è attesa a fine marzo. I recenti sondaggi francesi e suggeriscono che Marine Le Pen, leader del Front National, sia una candidata temibile per la presidenza francese. Secondo Mark Burgess, Chief Investment Officer EMEA e Responsabile azionario globale di Columbia Threadneedle Investments, la reazione immediata dei mercati sarebbe probabilmente un picco di volatilità dovuto all’incertezza riguardo agli sviluppi futuri. “Il mercato europeo potrebbe cedere nell’immediato fino al 10% per via dell’incertezza sulle possibili implicazioni per l’UE, con ripercussioni potenzialmente maggiori sulle borse mondiali” ha detto Burgess.

Europa: perché la Francia può essere una sorpresa per i mercati

Per chi investe, la situazione politica europea è da monitorare con attenzione nei prossimi mesi dopo che il 1 marzo 2017 a Bruxelles è stato presentato dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker al Parlamento europeo il Libro Bianco che ha aperto il dibattito per ripensare il futuro dell’Ue a 27, dopo il divorzio della Gran Bretagna, da qui al 2025. Sul piatto c’è il tema di un’Europa a più velocità, che consenta di progredire verso una maggiore integrazione, altrimenti crolla tutto.

A pochi giorni dalle celebrazioni del sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma del 25 marzo 1957, lo statu quo dell’Unione europea vacilla. Dopo Brexit, le bordate anti-Ue di Donald Trump e i populisti alle porte del potere in Paesi come Francia (Marine Le Pen) e Olanda (Geert Wilders) è il momento del grande balzo in avanti. Italia, Germania, Spagna e Francia hanno la responsabilità di tracciare la via. “Dal report dei 5 Presidenti (Draghi, Junker, Dijsselboem, Tusk e Schulz) del giugno 2015, in cui le tappe future del processo di integrazione Europea sono rappresentate come i pilastri da rinforzare per mettere al riparo la casa comune europea da tempeste economiche e politiche, non sono stati fatti passi in avanti significativi” ha commentato Fabrizio Santin, Investment Manager di Pictet Asset Management. “I punti riguardanti l’Unione fiscale e bancaria (con schema mutualistico di protezione dei depositi sotto i 100 mila euro) restano sul tavolo senza avanzamenti significativi; sul piano politico sembra trapelare che la Germania nelle ultime settimane, da sempre recalcitrante ad assumere il ruolo di leader in Europa, potrebbe essere spinta a essere più intraprendente rispetto al passato”.

Cosa potrebbe accadere ora? Secondo Fabrizio Santin di Pictet Asset Management, soprattutto la sicurezza/difesa comune in Europa, declinata nelle forme di un esercito comune Europeo, l’armonizzazione dei sistemi d’intelligence per far fronte alla minaccia terroristica e un progetto di cyber sicurezza comune possono rappresentare un punto importante da cui ripartire verso un livello superiore di coesione politica. “L’elezione di Trump potrebbe trasformarsi in un catalizzatore positivo per portare a un cambiamento atteso a lungo in Europa: il caveat è, ovviamente non avere sorprese negative dalle elezioni in Francia” ha detto Santin.

IDEE DI INVESTIMENTO

Per chi investe in Europa, secondo il sentiment dei gestori, è la Francia la vera osservata speciale. Da mettere in conto ci sono un aumento del rischio e della volatilità e, come sempre in questi casi, è la selezione che conta. C’è un dato che fa sperare tutti i gestori che puntano sull’Europa: oggi le valutazioni europee sono relativamente interessanti.
L’avversione al rischio nei confronti degli imminenti eventi politici ha provocato un’impennata dei deflussi dai listini europei, lasciando il mercato azionario quotato a sconto rispetto, per esempio, agli Stati Uniti. Secondo dati Morningstar, le categorie di fondo che investono sull’Europa hanno reso in media il 2% da gennaio 2017, che sono state battute small cap che ha guadagnato il 2,74% e la corsa non sembra fermarsi.

Ecco una selezione dei migliori fondi azionari Europa small cap (categoria Morningstar: Azionari Europa Small Cap) per rendimento a un anno:

I migliori azionari Europa small cap

Prodotto Rendimento 1yRendimento YTD
Echiquier Entrepreneurs30,66%9,22%
Oddo Active Smaller Companies CR-EUR22,35%9,22%
Henderson Horizon PanEur Smr Cms A2€Acc20,49%8,31%
Henderson Gartmore PanEur Smr Cms B Acc17,76%6,94%
AXA WF Frm Europe Microcap F-C EUR17,67%4,62%
M&G European Smaller Coms Euro A Acc17,60%8,24%
Alken Small Cap Europe R17,07%7,13%
JB EF Europe S&Mid Cap-EUR B15,99%5,98%
Mirabaud Eqs Pan Eurp Sm & Md I cap EUR15,95%4,09%
MSMM European Small Cap B15,66%6,47%
Kempen (Lux) European Small-Cap Fund A15,45%6,34%
Vontobel Europ Mid & Sm Cap Eq B15,03%6,27%
Schroder ISF Eur Smaller Coms A Acc14,88%5,84%
Dimensional Europe Sm Comp B EUR14,76%5,02%
JPM Europe Small Cap A (dist) EUR14,33%6,51%
Nella tabella, i migliori fondi azionari che investono sui mercati europei per rendimento da marzo 2016 a marzo 2017. Fonte: Morningstar Direct. Dati in euro.

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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