Sono 150 mila gli italiani che il 26 aprile si vedranno recapitare la cosiddetta Busta arancione dell’Inps che ha un unico messaggio ma davvero importante: indica la data esatta di quando il diretto interessato potrà andare in pensione e soprattutto con quanto. 
La Busta arancione, in realtà, doveva essere il regalo di Natale del presidente dell’ente previdenziale Tito Boeri (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim) che si è però trovato a fare i conti con la spesa per l’invio e ha rimandato la spedizione di quattro mesi.

L’invio delle buste è assolutamente casuale relativamente all’età e alla professione dei destinatari e tocca tutta l’Italia. Una cosa però è certa: a riceverla saranno solo i “non digitalizzati”, quelli che non hanno richiesto il codice di accesso personale (Pin) dell’Inps o dello Spid, la password unica che permette l’accesso online ai diversi servizi della Pubblica amministrazione (Pa).

Lo scopo della Busta Arancione è quello di mettere gli italiani di fronte alla realtà previdenziale che li aspetta. E l’invio arriva proprio nel momento in cui la politica ha ricominciato a discutere di aggiustamenti alla legge Fornero, di riduzione della penalizzazione per le uscite anticipate (attualmente arriva fino al 4%) e di possibilità di uscite “soft” per chi va in pensione di vecchiaia già dal 2018 con un contratto part time agevolato.

Come funziona il part time agevolato? Secondo il decreto attuativo firmato dal Governo a metà aprile 2016 è prevista la possibilità di fare un contratto per il lavoratore vicino alla pensione che riduca l’orario tra il 40% e il 60%. Il lavoratore riceverà, però, ogni mese in busta paga, in aggiunta alla retribuzione per il part time, una somma esentasse corrispondente ai contributi previdenziali a carico del datore di lavoro sulla retribuzione per l’orario non lavorato. In questo modo il lavoratore percepirà l’intero importo della pensione, senza alcuna penalizzazione.

IDEE DI INVESTIMENTO 


Tutte le ipotesi di flessibilità in uscita dal lavoro sono sul tavolo del Governo e già entro l’estate potrebbero essere discusse nel merito. Accanto a queste misure, c’è anche l’intenzione di un rafforzamento del cosiddetto secondo pilastro, la previdenza complementare dei fondi pensione, che sarà rafforzato grazie a una riduzione dell’aliquota fiscale: adesso è pari al 30% dovrebbe essere riportata all’11,5%.
 Questa misura allo studio del Governo Renzi rende più appetibile la costruzione di una previdenza integrativa basata sui fondi comuni.
Per i futuri pensionati, la scelta è da fare oggi per assicurarsi una pensione integrativa domani. Una strada è quella dei fondi pensione (Leggi qui per capire come funzionano).

Online Sim, la piattaforma italiana del risparmio gestito, offre ai suoi clienti la possibilità di investire in fondi pensione in completa autonomia scegliendo a zero commissioni di ingresso e con commissioni di gestione molto competitive. Tra i prodotti ci sono:

  • Arca previdenza. Fondo pensione che investe sui mercati finanziari con differenti profili ed offre 5 linee di investimento, diversificate per grado di rischio, dal più alto al più basso, di cui 2 garantite.
  • Seconda Pensione. Il fondo gestito da Amundi Sgr che consente di costruire nel tempo un trattamento pensionistico complementare al sistema obbligatorio investendo i contributi versati nelle differenti possibilità offerte dal fondo pensione. Il fondo è articolato in 5 comparti di investimento, differenziati per grado di rischio dal più dinamico al più prudente, e in 1 comparto garantito.

    Note

    Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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