Sul settore biotech americano, che ha messo a segno una performance negli ultimi cinque anni del 347%, ma “solo” del 19,5% da inizio 2015, il rating degli analisti di Morgan Stanley è sceso a neutrale, visti i multipli elevati a cui trattano molti titoli. Cosa vuol dire? Gli analisti della casa di investimento americana non pensano ci possano essere grosse fiammate al rialzo o al ribasso dei titoli nei prossimi tre mesi. Ma soprattutto pensano che, in fasi come questa, la selezione del giusto titolo da mettere in portafoglio sia essenziale. Perché il settore biotech resta interessante e Morgan Stanley non è l’unica a pensarla in questo modo.

“Le società biotech sono ancora un buon affare nel medio e lungo periodo perché il settore è caratterizzato da un flusso costante di promettenti risultati clinici e dall’approvazione di nuovi farmaci innovativi” ha detto Stefano Reali, gestore azionario di Pharus Sicav. “Le valutazioni sono tuttora interessanti ed in linea alla media storica, con i titoli a grande capitalizzazione che sono appena più cari dei farmaceutici puri e del mercato nel suo complesso, a fronte però di un profilo di crescita decisamente superiore”.

IDEE DI INVESTIMENTO

Non c’è dubbio però che le azioni del settore siano care in questo momento, soprattutto in America, che resta il primo mercato in cui i gestori specializzati in questo comparto vanno a caccia di titoli da mettere in portafoglio. Da mettere in conto c’è anche che il settore biotech è molto sensibile alla volatilità di mercato perché è uno dei settori più amati e soffre di “disinvestimenti di massa” appena il sentiment degli investitori gira al negativo.

Resta, comunque, un tema da medio lungo periodo interessante. Ecco i fondi che lo stanno cavalcando meglio:

  • Candriam Equities L Biotechnology Classe C è un fondo azionario globale che a tre anni rende il 48,29% e ha il 93% del portafoglio investito sul mercato americano.
  • Ubs Equity fund biotech a tre anni rende il 46,7% anche in questo caso si tratta di un fonso gobale, che investe in tutti mercati.
  • Credit Suisse (Lux) Biotechnology Equity Fund ClasseB USD Cap a tre anni rende il 46,3% e investe in società che sono vicine al rilascio di nuove tecnonologie medicali. Il portafoglio è per il 91% investito in America.
  • T. Franklin Biotechnology Discovery Fund Classe A (acc) che a tre anni rende il 45,5% e punta per il del portafoglio su azioni americane o che fanno la maggior parte del fatturato in America.
  • Pictet – Biotech Classe R Eur che a tre anni rende il 39,9% ed è investito all’89% in America.

    Note

    Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Articolo precedente

La moneta di Giunone va oltre il mito

Articolo successivo

Guerra fredda: la sfida nucleare di Putin

Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

1 Commento

  1. Avatar
    Alessandro
    18 Luglio 2015 a 13:25 — Rispondi

    interessante

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *