Non appena l’effetto post elezioni americano si sarà placato, il mercato obbligazionario tornerà a essere influenzato pesantemente dall’azione delle Banche Centrali. La musica che si suona nel settore dei bond globali ormai da un paio di anni non cambia per il 2017 secondo i principali outlook delle case di investimento mondiali consultati da Online Sim. La decisione presa a dicembre dalla Federal Reserve che ha cominciato ad alzare i tassi di interesse unita a quella della Banca centrale europea, che ha ampliato il programma di Quantitative easing, hanno dato una direzione precisa agli investitori che hanno imparato a fare i conti le manovre sui tassi.
L’interazione tra il lento inasprimento di politica monetaria negli USA e il solido ancoraggio dei rendimenti dei bond giapponesi e dei bond core europei suggerisce che ci saranno opportunità da sfruttare nel 2017, sia tra diverse scadenze che tra Paesi. In generale, i gestori consigliano di sovrappesare le obbligazioni Usa rispetto alla zona Euro, aumentare l’esposizione alle obbligazioni indicizzate all’inflazione e mantenere una buona posizione sui corporate bond rispetto ai titoli di Stato e se si è a caccia di rendimento la soluzione sono gli emergenti.

IDEE DI INVESTIMENTO

Ecco le linee guida delle principali case di investimento globali per investire in fondi obbligazionari nel 2017:

  • Meglio restare sui bond globali Secondo l’analisi di T. Row Price, in un contesto del genere gli investitori continueranno a essere premiati dalla diversificazione globale tra Paesi che si trovano in fasi diverse dei rispettivi cicli economici, inclusi quelli meno noti che non sono inclusi nei benchmark tradizionali. I prodotti più indicati sono i fondi obblogazionari globali. “Stiamo assistendo a un miglioramento della gestione del debito pubblico, a un incremento della trasparenza istituzionale e a un ulteriore potenziale sul fronte delle riforme, soprattutto in Europa dell’Est e in alcuni parti dell’Asia” ha scritto Arif Husain, Head of Global Fixed Income e gestore della strategia Global Unconstrained Bond, T. Rowe Price. “I mercati del credito probabilmente continueranno a ricevere sostegno dall’espansione dei bilanci e dai programmi di acquisto delle Banche Centrali, ma le valutazioni sono già tese, quindi la selezione singola dei titoli sarà importante”.
  • La caccia al rendimento aumenta il rischio. Secondo l’analisi in un contesto di tassi di interesse al di sotto dello zero il rischio è destinato a salire. La ragione è semplice secondo Nordea: i rendimenti annui attesi dei titoli di Stato americani sono pari a solo lo 0,2%. Se ci spostiamo più in alto lungo lo spettro del rischio, prevediamo rendimenti dello 0,8% delle obbligazioni corporate investment grade americane e + 2,2% nel segmento high yield nel medio termine. Per gli asset del reddito fisso europeo, le attese in termini di rendimento sono ancora più basse. In altre parole, l’industria dei fondi faticherà a realizzare rendimenti storici nel proprio portafoglio, a patto che non sacrifichi il profilo di rischio basso, ma un rendimento annuo atteso del 2% con un rischio limitato è un obiettivo possibile per Nordea.
  • Emergenti e materie prime favoriti dall’inflazione. In questo contesto, secondo l’analisi di Schroders, gli investimenti in aree che di solito traggono beneficio da un generalizzato incremento dei prezzi, come le commodity, i finanziari e le compagnie cicliche, stanno già beneficiando positivamente del trend di inflazione superiore alle attese. L’oro, asset che normalmente performa bene quando l’inflazione sale, resta uno degli asset favoriti nel 2017. Anche via del dollaro forte, per investire è meglio usare un fondo azionario specializzato in materie prime. Secondo Amudi, per scommettere su una ripresa generalizzata dei prezzi delle materie prime, è meglio puntare sulle materie prime industriali e agricole a scapito dell’oro.
    La ripresa dei prezzi di alcune commodity ha contribuito a migliorare l’outlook economico di alcuni Paesi in via di sviluppo e di conseguenza i fondi obbligazionari emergenti restano la strada maestra per battere tassi zero e banche centrali. “Ci aspettiamo che sorgano delle opportunità su mercati obbligazionari locali come il Brasile, il Messico e la Russia, dove le Banche Centrali potrebbero diventare più accomodanti e dove sul fronte delle divise le valutazioni restano attraenti” ha detto Arif Husain, Head of Global Fixed Income e gestore della strategia Global Unconstrained Bond, T. Rowe Price.

 

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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