Sullo Standard & Poor’s 500 è il best performer del 2015. Per il suo fondatore e ceo Reed Hastings è “una macchina che sgranocchia ogni secondo cosa piace a chi guarda Tv ed è in grado di proporre subito un’offerta che piace”. Ora per Netflix è arrivato il momento di conquistare l’Italia e di “sgranocchiare” anche i gusti degli italiani. Il debutto è dal 22 ottobre e l’obiettivo è quello di scuotere il mercato televisivo nostrano, che ha già visto una crescita esponenziale dei canali tematici negli ultimi anni con l’affermazione di gruppi come Discovery.

Il mercato Tv è saldamente in mano a Sky, regina dei ricavi 2014 con una quota del 34,1%, Mediaset al secondo posto con il 27,8% e la Rai al 27,2%. E sono molti i dubbi sull’accoglienza che riceverà il gigante dello streaming, che ha rimandato più volte lo sbarco nel nostro Paese a causa della diffusione inadeguata della banda larga.
A far crescere i dubbi è anche la tendenza del pubblico italiano a cambiare lentamente le proprie abitudini nella fruizione dei contenuti. Netflix mette sul piatto ad un prezzo fortemente concorrenziale un’offerta potenzialmente dirompente, anche se priva di sport, che può contare sul cinema e sulle serie originali. Ma gli italiani forse non sanno che il prezzo che è loro destinato non è affatto a buon mercato se si guarda alla politica di marketing del colosso dello streaming fino a ieri.

In vista dell’arrivo in Europa – non c’è solo l’Italia, ma anche la Spagna – Netflix ha aumentato il prezzo di sottoscrizione da 1 dollaro al mese fino a 9,99 per i nuovi clienti Usa, Canada e pare dell’America Latina proprio per allinearsi all’offerta in Europa. In Italia il piano Base costa 7,99 euro al mese, un piano Standard con due sessioni di streaming contemporanee e alta definizione 9,99 euro al mese e un piano Premium, che consentirà quattro sessioni di streaming alla volta e la visione in Ultra HD 4K costa 11,99 euro.

E i concorrenti cominciano a storcere il naso: “Netflix è una fantastica società ma dovrà dimostrare di essere competitiva e avere successo per un lungo periodo: bisogna vedere se ci riuscirà”, ha detto James Murdoch, presidente di Sky Italia e Ceo di 21st Century Fox, a proposito dello sbarco di Netflix in Italia.
Se si guarda all’accoglienza in Europa continentale di Netflix, il pessimismo di Murdoch è in qualche modo giustificato. In Francia l’azienda americana fondata da Reed Hastings e Marc Randolph nel 1997 per il noleggio di dvd è arrivata in un anno a quota 750 mila abbonati, al di sotto delle previsioni, ma con un’aspettativa di 3 milioni di abbonati da qui al 2019. In Germania i clienti sono 650 mila.

Molto meglio va nei paesi abituati a fruire contenuti in lingua inglese, come i Paesi Bassi dove ci sono 1 milione e 200 mila abbonati. Ma è in Gran Bretagna con 4,5 milioni di utenti e soprattutto negli Usa, dove risiedono 40 degli oltre 60 milioni di fruitori complessivi, che Neflix ha sfondato. Ma i sottoscrittori Usa adesso crescono meno delle previsioni degli analisti e per questo il gigante dello streaming è stato in qualche modo costretto a spingere sull’estero, guardando anche a un possibile ingresso in Cina forse già nel 2016.
Oltreoceano però il servizio streaming non sembra aver intaccato gli spettatori della tv tradizionale e resta lontano per il momento dagli utili del gigante della tv via cavo Hbo, che conta 130 milioni di abbonati nel mondo.

È ipotizzabile che l’Italia risponda come o più timidamente dei paesi europei continentali, ma in ogni modo qualche contraccolpo ci sarà. Non a caso Telecom e Vodafone si sono affrettate a chiudere accordi con il nuovo arrivato. Netflix sarà disponibile anche tramite il set-top box TIMvision e i clienti della compagnia telefonica potranno pagare l’abbonamento Netflix tramite la bolletta TIM, mentre Vodafone offrirà diverse promozioni esclusive che includeranno abbonamenti Netflix con l’acquisto di servizi di fibra ottica o 4G.
Primo mese di lancio gratis per tutti e la promessa iniziale di abbonarsi facilmente con un clic e altrettanto facilmente disdire. Si potrà accedere da Smart Tv, tablet e smartphone, computer e da una serie di console per videogiochi e set-top box connessi a Internet, oltre che da Apple TV e Google Chromecast. Insomma, un film o una serie tv si potranno vedere davvero ovunque.

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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