In questi ultimi anni si sono susseguiti eventi epocali che hanno messo a dura prova la pazienza di molti, minando alla base la reputazione delle banche. In realtà la storia è ciclica e una più attenta rilettura del passato può aiutarci a comprendere come certi fatti, spesso si ripetano a distanza di secoli, seppur mai nella stessa maniera.
Nel tardo medioevo ci fu un periodo di rinascita che diede un nuovo impulso alle società e segnali di sviluppo economico, l’attività del prestar denaro riprese e si affermarono nuove figure sul mercato finanziario. Questo portò verso la fine del ‘300 alla nascita delle prime banche commerciali. In quel periodo burrascoso che va dall’anno 1000 al 1300, furono moltissimi gli avvenimenti rilevanti e tantissimi i personaggi che influenzeranno indelebilmente il corso del tempo.

Da un lato figure virtuose come i Francescani che diedero origine ai Monti di Pietà e come il finissimo banchiere pistoiese Francesco Datini che ci ha lasciato un archivio di enorme rilevanza storica. O più tardi Jacob Fugger, il Ricco, di cui ho trattato in un mio articolo recente. Ma prima di questi ci furono anche personaggi deprecabili che legarono i loro nomi a tremende malefatte. Come si è giunti quindi a organizzare il sistema bancario in chiave moderna? Ahinoi passando attraverso una crisi non solo finanziaria ma soprattutto morale. A ridosso dell’anno Mille l’Europa versava nella più profonda indigenza, con un calo demografico vistoso che ne deprimeva lo sviluppo economico. Ci vollero diversi anni prima che la barca invertisse la rotta.

L’usura era praticata anche da categorie insospettabili: i Templari, i Banchieri “Lombardi”, i prestatori dell’Italia centrale, i Francesi di Lione, i commercianti Fiamminghi nonché dagli Ebrei. Proprio i Cavalieri partiti per le crociate, iniziarono a raccogliere il denaro per conto del Papa, con l’intento di finanziare le spedizioni successive, e per suo conto lo gestivano. In quell’epoca le strade della Terrasanta erano percorse da pellegrini provenienti da tutta Europa, che venivano assaliti, depredati e spesso uccisi. Per difendere quei luoghi e i viaggiatori, nacquero alcuni ordini religiosi con addestramento militare. Intorno al 1118, un pugno di cavalieri coraggiosi, decise di fondare il nucleo originario dell’ordine templare. La nuova congregazione venne ufficializzata nel 1129, sotto forma di un gruppo cattolico, con l’appoggio di Bernardino di Chiaravalle. Monaci-Guerrieri, una contraddizione in termini. Forse! Ma proprio per questo diventarono tra le altre cose, i prestasoldi dei pellegrini e gli antesignani dei moderni banchieri d’affari.

In pochi anni crearono una cupola di potere con proprie città Stato e adepti, come in una setta segreta, restando attivi anche dopo la cacciata dei cristiani da Gerusalemme. Arrivarono persino a finanziare, influenzandoli pesantemente, i Re di Francia. Ma come in ogni storia romanzesca che si rispetti, fu proprio un monarca francese, Filippo il Bello, a portare l’ordine alla soppressione. Le accuse che investirono i Templari furono terribili: sodomia, eresia, idolatria. Nelle carceri del Re gli arrestati furono torturati così duramente che iniziarono a confessare. Papa Clemente V, di fronte alle prime ammissioni, ordinò l’arresto di tutti i Cavalieri ovunque si trovassero.

Dopo il Concilio di Vienne del 1311, l’ordine fu definitivamente soppresso. Filippo il Bello distrusse il sistema bancario che avevano creato, e, riuscì ad impossessarsi in parte del loro tesoro. Questi eventi e le originali operazioni bancarie dei Templari, costituirono alcuni dei passaggi cruciali verso un sistema di stampo militare per riprendere il controllo delle finanze europee, fino ad allora nelle mani della Chiesa. Come i Templari, anche i “Banchieri Lombardi” operavano con una certa libertà d’azione; a partire dal 1100 la loro attività creditizia si dispiegava tra Francia, Paesi Bassi, Germania e Inghilterra. A questo proposito è utile ricordare come esistano a Parigi la Rue des Lombards e a Londra, nel cuore della City, la Lombard Street. Per capire poi quanto la loro eredità fu determinante, basti pensare che “Lombard banking” è ancor oggi il termine che indica l’attività di prestito su pegno. II concilio di Lione del 1274 e quello ancor più decisivo di Vienne del 1311 condannarono senza appello la pratica dell’usura, minacciando di scomunica chiunque la permettesse. Ciò, naturalmente, non frenò lo sviluppo dell’attività creditizia. Anzi, il mercato reagì in senso etico.

La ripresa dei commerci, attraverso le fiere, fece moltiplicare gli operatori e la nascita di nuovi strumenti del credito mettendo le basi per la fondazione dei primi istituti di credito moderni. Per comprendere come da sempre, i banchieri, abbiano operato sul filo del rasoio, basta rileggere il capolavoro di William Shakespeare. Analizzando la figura di Shylock ne “Il Mercante di Venezia” emerge con tutta la sua forza il discredito del quale i prestatori di denaro erano fatti oggetto già nella società del tempo. Infine nella Divina Commedia, Dante relega banchieri e commercianti all’Inferno. Nel quarto girone colloca gli avidi e gli sperperatori, obbligandoli a spostare a mano enormi macigni per l’eternità. Mentre nel settimo inserisce gli usurai accanto ai sodomiti.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Articolo precedente

Il mattone Usa riparte anche dal crowdfunding. I fondi immobiliari per investire

Articolo successivo

Columbus day: dove va l'innovazione di Apple dopo Steve Jobs. I fondi per investire

Autore

Alex Ricchebuono

Alex Ricchebuono

Alex Ricchebuono ha oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’asset management maturati in Europa e in Italia. Ha ricoperto ruoli di responsabilità di sviluppo commerciale a livello europeo in società di primaria importanza come, Brevan Howard (UK), Credit Suisse, Janus Capital, Bnp Paribas e La Francaise AM. Laureato in Economia e Commercio a Torino, è sposato, vive a Milano, scrive libri e articoli sulla storia della finanza ed è un appassionato di storia economica.

1 Commento

  1. Avatar
    22 Dicembre 2015 a 14:13 — Rispondi

    Questo intervento mi trova senza dubbio d’accordo. In linea generale il sito internet https://www.onlinesim.it è postomolto
    bene, mi piace. Congratulazioni, buona giornata.

    vai verso questo link

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *