La banca d’affari americana Goldman Sachs aveva preparato all’inizio di giugno una lista di società tecnologiche che entro la fine dell’anno avrebbero potuto essere oggetto di fusione e acquisizione. Tra queste c’era Linkedin che Microsoft ha deciso di acquisire per 23 miliardi di dollari. L’operazione però non è stata condotta da Goldman Sachs che aveva affiancato Microsoft  per l’acquisto di Nokia e Skype, ma da Morgan Stanley. La ragione? Goldman Sachs era advisor di un altro cliente che voleva acquisire Linkedin. Il nome dell’azienda resta un mistero, ma è il segno che l’operazione di fusione tra il colosso guidato da Satya Nadella e il social network dedicato al mondo del lavoro apre le porte a una nuova stagione di fusioni e acquisizioni che vedrà proprio i social media protagonisti. Spulciando l’elenco dei possibili terget individuati dal Goldman Sachs compaiono TripAdvisor, e Twitter.

TripAdvisor, il social media che dà indicazioni su alberghi e ristoranti ai viaggiatori di tutto il mondo, è da tempo nel mirino di Expedia, il sito di viaggi guidato da Dara Khosrowshahi, 47 anni, Ceo balzato agli onori delle cronache per aver ottenuto nel 2015 un compenso di ben 94,6 milioni di dollari che parametrato alle performance della sua azienda è risultato il più immeritato tra i titoli dell’indice S&P’s 500. TripAdvisor, secondo un’analisi di Morgan Stanley, ha un valore di mercato di circa 9 miliardi di dollari e, a queste valutazioni, ha riscosso l’interesse anche di Priceline, la società americana che aiuta i viaggiatori a ottenere voli e hotel al miglior prezzo, che non è nuova a operazioni di fusione e acquisizione avendo digerito prima Booking.com e poi Kayak. L’acquisizione di TripAdvisor che fa il 53% del suo business in America, rappresenterebbe, però, una nuova frontiera per Priceline e per il turismo online in generale, unendo l’e-commerce lowcost al social media gestito dai consigli degli utenti. Secondo i calcoli effettuati da Bloomberg, TripAdvisor sarebbe valorizzata 45 volte gli utili attesi, quasi 20 punti in più rispetto ai multipli pagati da Microsoft per Linkedin.

 

Social media: Twitter tratta con Yahoo!

Questi numeri dimostrano che il rischio di sopravvalutazione delle aziende tecnologiche è reale. Del resto, sul mercato, non solo americano, è proprio il comparto tecnologico ad essere il più vivo. Secondo i calcoli del Wall Street Journal che cita uno studio di Dealogic data nel corso del 2016 sono state annunciate operazioni nel settore tecnologico per 260 miliardi di dollari, contro un totale di 1.450 miliardi del mercato fusioni e acquisizioni (M&A) globale. Per il comparto tecnologico il 2016 è il periodo più prolifico dal 2000 a questa parte e l’operazione Microsoft-Linkedin può dare un’ulteriore spinta al settore. La ragione?

L’accordo si discosta dal trend delle operazioni di M&A che hanno caratterizzato il boom recente e che ha visto la combinazione di grandi aziende che si sono fuse per mettere insieme la stessa linea di business tagliando costi e accontentando gli azionisti. Con l’acquisto di un social network, Microsoft ha deciso di ampliare la sua area di business e potrebbe essere da esempio per altri colossi. Tra i social media che fanno gola, secondo la lista di Goldman Sachs, c’è Twitter che da qualche settimana si è iscritto nelle liste dei compratori, uscendo da quelle della preda. Il Ceo di Twitter, Jack Dorsey, ha in mente un’alleanza con Yahoo! e le possibilità di una fusione tra le due, secondo il New York Post, sono concrete. Per alcuni si tratta di rumors, mentre si sa che da tempo Verizon ha messo gli occhi su Yahoo! e che per il Ceo, Marissa Mayers, attaccarsi al telefono potrebbe essere un buon affare. Ma la musica dopo Microsoft-Linkedin potrebbe cambiare e Twitter, che è stato appena superato da Snapchat per numero di utenti e Jack Dorsey che ha già dovuto cambiare strategia per risollevare i conti, potrebbe trovare in Yahoo! un alleato.

 

IDEE DI INVESTIMENTO

La vivacità del mercato delle fusioni e acquisizioni nel settore tecnologico dimostra che questo comparto è immune alla flessione. La stagione delle trimestrali americane appena conclusa ha incoronato proprio il settore tecnologico come quello dominante seguito dai beni di consumo e il comparto è ripartito in Borsa da inizio maggio e ora può beneficiare di una nuova stagione di fusioni e acquisizioni. Per seguire il trend la migliore scelta è un fondo azionario specializzato in tecnologia.

Ecco i migliori fondi azionari tecnologia a tre anni:

  • AB SICAV I International Technology Portfolio C USD rende il 14,2% a tre anni investe prevalentemente in società per le quali si prevede che gli sviluppi nel settore tecnologico miglioreranno in modo consistente il potenziale di crescita. Il 74% è investito in tecnologia e l’America vale l’82% del portafoglio. Microsoft è tra le cinque partecipazioni più importanti.
    AB SICAV I International Technology Portfolio C USD rende il a tre anni. Fonte: Morningstar.
    AB SICAV I International Technology Portfolio C USD rende il 14,2% a tre anni. Fonte: Morningstar.

     

  • Allianz Global Hi-Tech Growth A USD rende il 13% a tre anni e investe l’81% del portafoglio in tecnologia con Microsoft tra le prime cinque partecipazioni rilevanti. Il 95% dei titoli detenuti dal fondo sono quotati in America.
    Allianz Global Hi-Tech Growth A USD rende il a tre anni. Fonte Morningstar.
    Allianz Global Hi-Tech Growth A USD rende il 13% a tre anni. Fonte: Morningstar.

     

  • Aberdeen Global Technology Equity Fund Classe S2 rende il 10,95% a tre anni e investe il 67% del portafoglio in titoli della tecnologia di cui il 45% in America. Microsoft è tra i primi cinque titoli in portafoglio.

    Aberdeen Global Technology Equity Fund Classe S2 rende il a tre anni. Fonte: Morningstar.
    Aberdeen Global Technology Equity Fund Classe S2 rende il a tre anni. Fonte: Morningstar.

 

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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