Il suo metodo è semplice: «Compra e aspetta». Ed è così da sempre. In questo modo Warren Buffett, 85 anni da compiere il 30 agosto 2015, è diventato il finanziere più noto al mondo e ha costruito un impero: la sua Berkshire Hathaway è un colosso da 20 miliardi di dollari di profitti all’anno, e può contare su 117 miliardi di investimenti azionari e 63 miliardi in contanti.

Una poltrona per due. Un impero che Buffett ha messo insieme in 50 anni di acquisizioni miliardarie: dalle ferrovie al real estate statunitensi, fino alle auto ibride cinesi e all’abbigliamento tedesco per motociclisti.
Adesso sembra arrivato il momento di passare la mano. Chi sono i pretendenti al suo “trono”? Si tratta di Ajit Jain, 63 anni, già alla guida del business assicurativo del gruppo, e di Greg Abel, 53 anni, a capo dell’altra gamba miliardaria di Berkshire: l’energia.

Il mercato continua a studiare le sue mosse. Succederà, lo ha annunciato Buffett stesso a marzo con l’invio della consueta lettera annuale spedita agli investitori. E lo ha confermato anche Charles Munger, vicepresidente e braccio destro di Buffett.
Ma il mercato non riesce ad abituarsi a fare a meno del suo Oracolo di Omaha, il nomignolo con cui Buffett è noto. Tanto che non c’è investitore, grande o piccolo che sia, che non dia una occhiata al portafoglio di Buffett. Per imitarlo, ovviamente.

Entrare in società in crescita, no alla leva. Per imitarlo nella maniera giusta non si può solo comprare i titoli che mette in portafoglio. Bisogna applicare il suo metodo. Come? Costruendo nel tempo uno zoccolo duro di partecipazioni in società in crescita, lasciandole lì per anni, per decenni se serve. Senza demoralizzarsi al primo scossone. E sono due le regole chiave: dimenticarsi di investire con leva e di realizzare un profitto di breve termine; individuare una partenza positiva – di un titolo, un settore, un’economia – e cavalcarla, avendo sempre a disposizione della liquidità per incrementare la posizione.

Coca-Cola e l’Europa le sue ultime mosse. A parole sembra facile. Chiunque può iniziare con un portafoglio di titoli di crescita, oppure scegliere un fondo che crei alfa, ovvero un fondo che punta su una gestione attiva e sulla capacità del fund manager di dare valore con la selezione di titoli.
L’importante è non scoraggiarsi come fa Buffett.
Un esempio? Coca-Cola. L’Oracolo di Omaha ha 400 milioni di azioni della società americana, pari al 9,2%, e ha incrementato la posizione a marzo 2015. Il secondo più importante investimento di Buffet dopo quello in Wells Fargo, dove ha messo 26,4 miliardi di dollari. Eppure dal 2007 il titolo è salito del 113% e ha fatto meglio sia della diretta concorrente Pepsi (+94% nello stesso periodo) sia dell’indice S&P’s 500. E c’è un’altra mossa che sta tenendo il mercato con il fiato sospeso: per la prima volta Buffett si è messo a studiare seriamente il mercato europeo. Che stia arrivando la ripresa?

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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