A un anno dal debutto a Wall Street, Fitbit è già costretta a diversificare il proprio business per soddisfare la fame di ricavi del mercato.  La società fondata e gestita da James Park e Eric Friedman, ha fatto da apripista in Borsa alle aziende del settore wearable su cui si misurano i Big della tecnologia come Apple e Google (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim) e vive dell’innovazione di start up come Fitbit che creano oggetti per migliorare la vita usando la tecnologia e Internet che compie 30 anni in Italia il 30 aprile 2016.

Il mercato per ora non ha premiato Fitbit: l’8 maggio del 2015 l’azienda di San Francisco valeva a Wall Street 30 dollari, adesso vale circa la metà. Lo scivolone in Borsa è solo una delle ragioni della svolta dell’azienda conosciuta per i suoi prodotti tracciatori di attività che tramite wireless e dispositivi di tecnologia indossabili, misurano i dati quali il numero di passi, qualità del sonno, gradini saliti, e altre metriche personali. La svolta è puntare di più sui prodotti wearable dedicati alla salute delle persone, il cosiddetto e-healthcare, che stanno attirando anche le grosse aziende di telefonia. La sfida è diventare digital health company.

C’è l’esempio di Nokia che ha preferito rimandare il ritorno nell’area degli smartphone puntando sull’acquisto per 170 milioni di euro di Withings, una società di elettronica di consumo francese focalizzata sulla salute digitale. E poi c’è Samsung che ha già distribuito 150 milioni di wearable device dedicati alla salute in 130 Paesi.
Il mercato della salute digitale, del resto, è molto promettente. Stando a quanto riportato da una nuova ricerca di mercato condotta da Tractica, società di consulenza specializzata nelle analisi delle dinamiche di interazione tra uomo e tecnologia, nel 2021 il mercato dei soli wearable medici arriverà a generare ricavi per circa 17,8 miliardi di dollari, mentre il numero di device spediti passerà dagli attuali 2,5 milioni ai 97,6 milioni. Un vero e proprio boom che attrae anche Apple e la cinese Xiaomi che sono in crisi di vendite da smartphone.

Spingere sul digitale della salute per Fitbit, e anche per le aziende di telefonia che puntano tutto sul mercato consumer, significa diversificare il proprio target puntando all’industria dell’healthcare e delle assicurazioni.
I device della salute, secondo l’analisi PwC 2014 dal titolo The Wearable Future, è in cima ai desideri dei consumatori americani con il 75% delle preferenze, dietro solo agli strumenti per esercizi (77% delle preferenze) e subito prima delle applicazioni che danno consigli di nutrizione (67%), aiutano a fare shopping ( 46%), controllano la domotica (32%) e che facilitano la fruizione di spettacoli di intrattenimento (29%) e la condivisione sui social media (26%). Insomma, il futuro si indossa.

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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