Negli ultimi anni la tecnologia ha spesso guidato i mercati più con le promesse che con i risultati. Il 2026 segna invece un cambio di passo: l’innovazione continua a muoversi rapidamente, ma entra in una fase più matura, selettiva e orientata alla creazione di valore reale. Secondo il report Tech Trends 2026 di CB Insights il mercato sta premiando le soluzioni capaci di incidere concretamente sui modelli di business, sui margini e sulla produttività, mentre l’hype fine a sé stesso perde centralità. L’innovazione viene filtrata da criteri più stringenti di sostenibilità economica, adozione reale e impatto operativo.

In parallelo, il contesto geopolitico e macroeconomico rafforza l’importanza di settori chiave come semiconduttori, cybersecurity, cloud e data center. La tecnologia non è più soltanto un motore di crescita futura: è sempre più un fattore strutturale che guida la competitività delle aziende, orienta i flussi di capitale e contribuisce a definire i vincitori di lungo periodo sui mercati. In questo scenario, comprendere i trend tecnologici significa comprendere dove e come può crearsi valore per gli investitori. Vediamo quali sono i trend tecnologici del 2026.

Intelligenza artificiale: quando l’innovazione diventa business

Per i mercati finanziari, una tecnologia inizia a contare davvero quando smette di essere sperimentale e diventa parte del funzionamento quotidiano delle aziende. Nel caso dell’intelligenza artificiale, questo passaggio è già in corso: oltre il 50% delle società che sviluppano soluzioni di AI avanzata ha raggiunto una fase di utilizzo operativo, non più di semplice test.

Il dato più interessante è come le aziende misurano il successo dell’AI: più del 60% guarda a risparmio di tempo, riduzione dei costi e aumento della produttività, non ancora ai ricavi diretti.

Le conseguenze per gli investimenti

Dal punto di vista finanziario, questo significa che l’AI sta contribuendo a migliorare l’efficienza delle imprese, un fattore che nel tempo può riflettersi su margini più solidi e risultati più stabili. È uno dei meccanismi attraverso cui l’innovazione può sostenere la crescita degli utili, anche senza boom immediati. Per un investitore in fondi comuni, questo trend favorisce società software e tecnologiche con ricavi ricorrenti, clienti enterprise e forte integrazione settoriale, rispetto a player puramente sperimentali. I fondi azionari tematici o globali orientati alla qualità possono intercettare questa transizione verso utili più stabili.

Automazione: produttività come risposta alla crescita lenta

In un contesto economico caratterizzato da crescita moderata, le aziende cercano di fare di più con le stesse risorse. Non è un caso che nel settore finanziario oltre il 90% delle soluzioni di AI utilizzate per attività come controlli, gestione documentale e assistenza clienti sia già pienamente operativo. Inoltre, la finanza rappresenta circa il 21% di tutte le collaborazioni attive tra aziende e fornitori di AI .

Le conseguenze per gli investimenti

Quando una tecnologia viene adottata così rapidamente in un settore, spesso diventa un vantaggio competitivo strutturale. Per i mercati questo può tradursi in aziende più resilienti, capaci di contenere i costi anche in fasi economiche meno favorevoli. L’automazione strutturale migliora i margini delle imprese utilizzatrici e rafforza il posizionamento dei fornitori di soluzioni enterprise. Nei fondi azionari globali questo può tradursi in maggiore crescita degli utili nel medio periodo, soprattutto nei settori ad alta intensità di processi.

Data center e semiconduttori: l’infrastruttura dietro la crescita

Ogni trend digitale ha bisogno di fondamenta fisiche. Il report mostra che entro il 2030 il 38% dei data center prevede di produrre autonomamente parte dell’energia necessaria, contro il 13% del 2024. Questo perché la domanda di calcolo cresce più velocemente delle infrastrutture energetiche tradizionali.

Un altro dato chiave: secondo le stime, basterebbe ridurre i consumi di elettricità dell’1% nei momenti di picco per rendere sostenibile l’espansione dei data center fino al 2035 .

Le conseguenze per gli investimenti

Questi numeri aiutano a capire perché semiconduttori, infrastrutture digitali ed energia non siano “mode”, ma temi strutturali di lungo periodo, spesso presenti nei fondi azionari globali e industriali. Questo trend sostiene le prospettive di lungo periodo per aziende attive in hardware, infrastrutture digitali ed energia, spesso presenti nei fondi azionari globali e settoriali a vocazione tecnologica e industriale.

Cloud sovrano: quando la tecnologia entra nella politica economica

La tecnologia è sempre più una questione strategica. Tra il 2024 e il 2025, i governi hanno annunciato oltre 280 miliardi di dollari di investimenti pubblici in AI, cloud e semiconduttori. Solo l’Unione Europea ha stanziato 200 miliardi di euro per rafforzare l’autonomia tecnologica del continente.

Le conseguenze per gli investimenti

Quando un settore è sostenuto da politiche pubbliche di lungo periodo, tende ad avere maggiore visibilità e stabilità. Nei fondi comuni questo può significare esposizione a trend meno dipendenti dal ciclo economico e più legati a scelte strategiche di lungo termine. Il tema favorisce player tecnologici con forte presenza locale e competenze regolamentari. Nei portafogli di fondi comuni, questo può tradursi in diversificazione geografica e riduzione del rischio di concentrazione.

Cybersecurity: una spesa che diventa strutturale

Con l’aumento della digitalizzazione cresce anche il rischio informatico. Il report evidenzia che le aziende di cybersecurity assumono a ritmi superiori alla media del settore tecnologico, segnale che la domanda non è episodica ma continua.

Le conseguenze per gli investimenti

Dal punto di vista finanziario, la cybersecurity è interessante perché offre ricavi ricorrenti e alta prevedibilità, caratteristiche che nel lungo periodo possono rendere i risultati aziendali più stabili. Le aziende di cybersecurity beneficiano di una domanda strutturale e ricorrente. Nei fondi azionari, il settore offre visibilità sugli utili e resilienza nei cicli economici.

Sanità e tecnologia: innovazione guidata dai bisogni

Nel settore sanitario, circa l’80% delle piattaforme di voice AI è già in fase di utilizzo operativo. Il motivo è chiaro: la carenza di personale è strutturale e negli Stati Uniti si stimano oltre 100.000 operatori sanitari mancanti entro il 2028.

Le conseguenze per gli investimenti

Quando l’innovazione risponde a un bisogno reale e duraturo, tende a creare valore nel tempo. Per i mercati, questo rende il settore healthcare un esempio di connessione tra crescita, difensività e innovazione. L’integrazione tra tecnologia e salute rafforza il profilo di crescita di aziende farmaceutiche e di servizi sanitari. I fondi azionari healthcare possono beneficiare di innovazione con barriere all’ingresso elevate.

IDEE DI INVESTIMENTO

Le tendenze tecnologiche del 2026 segnano un passaggio chiave: meno promesse, più fatti. Per gli investitori, il valore non sta nel scommettere sulla prossima moda, ma nel partecipare a trasformazioni strutturali che migliorano produttività, efficienza e competitività delle imprese nel tempo.

Per investire su innovazione, trasformazione digitale e tecnologia emergente, ci sono fondi azionari settoriali che investono su società tecnologiche e livello globale con la massima diversificazione. Ecco i migliori sulla piattaforma di Online SIM.

  • JPM US Technology A (dist) USD è un fondo azionario internazionale che investe in società tecnologiche aventi la propria sede o comunque operanti negli Stati Uniti. Lanciato nel 1997, il fondo rende a 3 anni il 35,21% (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2025). Investe il 58% nel al settore tecnologico, il 18% del portafoglio in servizi alla comunicazione e il 14% in beni di consumo ciclici. A livello geografico, l’America è il primo mercato (86%) seguito da Asia (7,3%).
  • Bgf World Technology Fund Classe E2 Usd è un azionario internazionale che investe a livello mondiale almeno il 70% del patrimonio in azioni di società operanti prevalentemente nel settore tecnologico. Lanciato nel 2002, il fondo rende a 3 anni il 32,13% (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2025). Investe il 75% del portafoglio nel settore tecnologico. A livello geografico, l’America è il primo mercato (82%) seguito da Asia (8%).
  • Fidelity Global Technology Fund Classe A Acc USD è un fondo azionario internazionale che investe a lungo termine nel settore tecnologico di tutto il mondo e ci concentra su aziende che hanno sviluppato o svilupperanno prodotti, processi produttivi o servizi direttamente o indirettamente legati all’evoluzione della tecnologia. Lanciato nel 2014, il fondo rende a 3 anni il 27,95% (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2025). Investe oltre il 70% nel settore tecnologico. A livello geografico, l’America è il primo mercato (59,5%) seguito da Asia (13%).

Per trovare un supporto nelle tue scelte di investimento anche settoriali puoi utilizzare i nostri portafogli modello. Rispondi a poche semplici domande e scopri il portafoglio più affine alle tue esigenze.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Competenze:
Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Per Online SIM scrive di scenari e storie di mercato, megatrend e idee di investimento, educazione finanziaria.

Esperienza:
É stata caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

Formazione:
Ha una laurea in lingue e letterature straniere e una specializzazione in giornalismo.

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