L’inizio della stagione delle trimestrali conferma che il 2026 si profila come un anno interessante per i mercati azionari. Le principali case d’investimento internazionali stimano potenzialità di rendimento ancora solide, pur in un contesto più maturo del ciclo economico e con valutazioni non più a sconto. Secondo le analisi di Goldman Sachs, Morgan Stanley e J.P. Morgan, la chiave per investire in azioni nel 2026 non sarà tanto indovinare il mercato, quanto scegliere i settori giusti e mantenere una buona diversificazione. Vediamo quali settori appaiono più promettenti, analizzandoli secondo quattro criteri fondamentali: total return, crescita degli utili (EPS), valutazioni (P/E) e dividendi.

I migliori per total return

Per total return si intende il rendimento complessivo di un investimento azionario, dato dalla somma tra crescita dei prezzi e dividendi.

Le principali banche d’affari concordano su alcuni settori con un potenziale superiore alla media nel 2026:

  • Industriali
    Sono tra i settori più citati da Goldman Sachs e Morgan Stanley. Beneficiano della crescita economica globale, degli investimenti infrastrutturali e della spesa in difesa. Il potenziale di total return deriva soprattutto dalla crescita degli utili.
  • Finanziari
    In particolare il comparto bancario europeo viene indicato come interessante da Morgan Stanley. Valutazioni ancora contenute e dividendi elevati contribuiscono a un profilo di rendimento complessivo attraente.
  • Consumer discretionary
    I consumi discrezionali possono continuare a beneficiare di mercati del lavoro solidi e redditi reali in crescita, soprattutto nelle economie sviluppate.

In sintesi, per il total return il 2026 sembra favorire settori ciclici, che tendono a performare bene quando l’economia cresce.

I migliori per EPS e P/E

Un altro punto centrale nelle analisi degli strategist riguarda il rapporto tra crescita degli utili (EPS) e valutazioni (P/E).

  • Industriali e materiali
    Goldman Sachs segnala una crescita degli EPS particolarmente robusta. Allo stesso tempo, i multipli P/E restano più bassi rispetto ai settori growth, offrendo un equilibrio interessante tra crescita e valutazione.
  • Finanziari
    Presentano EPS solidi e P/E generalmente inferiori alla media di mercato. Questo rende il settore interessante per chi cerca valore senza rinunciare al potenziale di crescita.
  • Tecnologia
    Rimane un motore strutturale di crescita degli utili, grazie anche agli investimenti in intelligenza artificiale. Tuttavia, i P/E sono elevati: secondo Goldman e J.P. Morgan, nel 2026 i rendimenti dipenderanno più dalla crescita reale degli utili che da ulteriori rialzi delle valutazioni.

Il messaggio chiave: non tutta la crescita è uguale. I settori con EPS in aumento e P/E ragionevoli possono offrire un miglior rapporto rischio/rendimento.

I migliori per dividendo

Per molti investitori, il dividendo rappresenta una componente importante del rendimento e della stabilità del portafoglio.

I settori più interessanti sotto questo profilo sono:

  • Finanziari
    Storicamente tra i più generosi in termini di dividendi. Le banche combinano cedole elevate con potenziali programmi di riacquisto di azioni.
  • Utilities ed energia
    Offrono flussi di cassa più prevedibili e rendimenti da dividendo superiori alla media, risultando utili per bilanciare la volatilità di altri comparti.
  • Materie prime
    In fasi favorevoli del ciclo economico, possono offrire dividendi interessanti insieme alla crescita degli utili.

Secondo Goldman Sachs, nel 2026 il contributo dei dividendi resta una parte rilevante del rendimento azionario complessivo.

Le implicazioni per gli investitori

Mettendo insieme le analisi di Goldman Sachs, Morgan Stanley e J.P. Morgan emerge un concetto chiave: la performance dei mercati azionari nel 2026 sarà sempre più legata alla diversificazione settoriale.

Nessun settore domina tutte le metriche:

  • alcuni eccellono nel total return,
  • altri nella crescita degli utili,
  • altri ancora nel reddito da dividendo.

Per questo motivo, puntare su un solo tema o settore può aumentare il rischio, soprattutto in una fase di mercato più matura.

Consigli pratici

Per un investitore retail che utilizza fondi comuni azionari, alcuni suggerimenti operativi possono essere:

  1. Diversificare tra più settori, combinando ciclici, value e comparti più difensivi.
  2. Bilanciare crescita e reddito, affiancando fondi orientati agli utili a fondi con focus sui dividendi.
  3. Evitare concentrazioni eccessive, soprattutto sui settori con valutazioni molto elevate.
  4. Mantenere un orizzonte di medio-lungo periodo, lasciando tempo ai fondamentali (EPS e dividendi) di riflettersi sui rendimenti.
  5. Usare i fondi come strumento di selezione, affidandosi alla gestione professionale per navigare tra settori e cicli di mercato.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il 2026 non si presenta come un anno facile, ma come un contesto ricco di opportunità per chi saprà selezionare i settori giusti e restare ben diversificato. Industriali, finanziari, consumi e tecnologia selettiva emergono come protagonisti, con un ruolo chiave giocato da utili e dividendi. Per gli investitori in fondi comuni, la parola d’ordine resta una: equilibrio.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Competenze:
Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Per Online SIM scrive di scenari e storie di mercato, megatrend e idee di investimento, educazione finanziaria.

Esperienza:
É stata caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

Formazione:
Ha una laurea in lingue e letterature straniere e una specializzazione in giornalismo.

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