Ancora una volta, è bastato un tweet del presidente americano Donald Trump per dare una scossa all’indice Nasdaq biotechnology e far partire la speculazione sui titoli biotecnologici a Wall Street. “Sto lavorando a un sistema nuovo in cui ci sarà più competizione nel settore farmaceutico e i prezzi per il popolo americano scenderanno di molto”, ha scritto il presidente americano su Twitter il 7 marzo 2017. Il cinguettio è arrivato dopo la decisione dei Repubblicani di presentare alla Camera una proposta di legge per sostituire l’Obamacare, la riforma sanitaria voluta da Barack Obama e approvata dal Congresso americano nel 2010. La discussione e la votazione per la legge che ha come obiettivo abrogare l’Obamacare è attesa e metà aprile. Per Trump questo “è favoloso”, lo è meno per Wall Street e l’indice biotech che dopo il tweet ha ripiegato quasi del 2%. E non è la prima volta. Era già accaduto il 7 dicembre 2016 quando al Times il presidente americano disse: “Ho intenzione di far scendere i prezzi dei farmaci. Non mi piace quello che è successo con i prezzi dei farmaci”. E la correzione allora fu del 4%, sempre al ribasso.

Ma non è stando dietro ai cinguettii che si ottiene un buon rendimento. La prova è che tra un tweet di Trump e l’altro, l’indice del comparto biotech è cresciuto del 13% nei primi due mesi del 2017 e i fondi azionari specializzati hanno messo a segno un rialzo medio da gennaio alla fine di febbraio 2017 del 10% secondo dati Morningstar. Perché sul settore non pesa solo l’effetto Trump nel bene e nel male, ma anche, anzi soprattutto, la stagione di fusioni e acquisizioni in corso da tempo e i nuovi farmaci che arrivati alla fine della sperimentazione stanno per arrivare sul mercato. Tra questi ultimi la grossa novità è made in Cina. Hutchison China MediTech Ltd, la società di biotecnologie sostenuta dal miliardario cinese Li Ka-shing, infatti, ha riportato risultati positivi in fase avanzata per il suo farmaco per il trattamento del cancro del colon-retto. Il farmaco è sviluppato in collaborazione con la Big Pharma statunitense Eli Lilly e ha raggiunto l’obiettivo primario: aumentare la sopravvivenza generale dei malati. Hutchison China si prepara a depositare la domanda di approvazione in Cina a metà del 2017.

 

Investire: dove il biotech è made in Cina

Questo farmaco per il trattamento del cancro al colon-retto è il biglietto da visita di China Med che nel 2016 si è quotata sul Nasdaq con un’Ipo da 100 milioni di dollari ed è una delle nuove aziende di biotech cinesi che stanno cercando di avere un impatto globale. I risultati di Chi-Med mostrano come le aziende di biotecnologia cinesi si stanno muovendo in avanti con i loro piani per sviluppare farmaci innovativi che possono vendere a prezzi più elevati rispetto ai generici. E puntano tutto sulla ricerca. Lo dimostra la storia di iCarbonX e anche la battaglia per Crispr, nome in codice per una nuova tecnica di modificazione genetica, che funziona come un correttore del Dna.

Il brevetto di quella che è stata definita la scoperta del secolo doveva essere delle due ricercatrici Jennifer Doudna e Emmanuelle Charpentier, che per prime hanno pubblicato uno studio in materia, ma l’Ufficio brevetti americano ha dato la paternità al ricercatore cinese naturalizzato americano Feng Zhang. Dietro c’è anche una battaglia tra università Usa con Berkeley, dove insegna Doudna, e il Mit dove lavora Zhang. Al momento però è il cinese in vantaggio per lo sfruttamento commerciale delle terapie e dei prodotti che verranno creati usando Crispr ed Editas Medicine, società biotech legata a Zhang, è già nel mirino di Wall Street. Un’arma in più per la Cina che vuole diventare una forza per l’innovazione nel settore farmaceutico globale nei prossimi 20 anni.

 

IDEE DI INVESTIMENTO

Il 2016 per i fondi specializzati in biotecnologia è stato un anno orribile una perdita media del 17%. Il 2017, invece, è cominciato alla grande con un rialzo medio del 10% (categoria Morningstar: Azionari settore biotech). La rinascita, secondo un’analisi di Morningstar, è dovuta principalmente all’ondata di fusioni e acquisizioni e alle rassicurazioni date dalla nuova amministrazione americana all’intero comparto farmaceutico riguardo a procedure più snelle per l’approvazione di nuove cure, oltre che per l’avvicinamento delle aziende biotech al Big Pharma. Insomma, secondo l’analisi di Pictet, il settore biotech potrebbe essere impattato in misura inferiore a quanto immaginato durante la campagna elettorale di Trump e anche le valutazioni risultano adesso interessanti a seguito della correzione del 2016 (il segmento sanitario presenta uno sconto del 7% rispetto all’S&P500 in base al P/E relativo agli utili stimati per il 2017, ben al di sopra dello sconto medio degli ultimi 25 anni, pari al 3,5%).

Nella tabella una selezione dei fondi biotech ed healthcare che hanno un portafoglio più del 30% di titoli biotecnologici.

I fondi azionari biotech e healthcare che puntano sull'innovazione

Prodotto Peso biotech in portafoglioRendimento YTDRendimento 3y
UBS (Lux) EF Biotech (USD) P-acc94,29%-12,73%17,31%
Zeus Capital SICAV DNA Biotech B Acc93,28%-6,79%---
Selectra J. Lamarck Biotech A92,76%1,42%16,15%
CS (Lux) Glb Biotech Innovtr Eq B USD88,01%-15,04%17,40%
Candriam Eqs L Biotechnology C USD Acc85,00%-15,33%17,42%
Polar Capital Biotechnology I USD Inc83,98%-2,73%29,38%
Franklin Biotechnology Discv A Acc $82,44%-13,70%16,70%
Pharus SICAV Biotech A EUR Acc80,21%---*---*
Pictet-Biotech P USD79,77%-20,43%11,88%
Variopartner Sectoral Biotech Opps P$Acc76,73%-18,71%---
SEB Concept Biotechnology D64,10%-15,67%15,39%
Charlemagne Magna Biopharma Income B Acc47,63%-17,52%7,68%
JB EF Health Innovation-USD B36,89%-13,56%18,08%
EdRF Global Healthcare A-EUR36,02%-7,12%15,54%
JPM Global Healthcare A (acc) USD35,32%-11,60%12,44%
Janus Global Life Sciences A USD33,86%-9,73%17,89%
Nella tabella, i fondi azionari biotech e healthcare con più del 30% di titoli biotech in portafoglio. *Il fondo è nato il 2 novembre 2016 dalla fusione tra Multi Stars Sicav Biotech nel comparto di nuova creazione Pharus Sicav Biotech. Fonte: Morningstar Direct.

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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