Il 30 gennaio 2020 è stato firmato il divorzio con l’Unione europea che sancisce il divorzio con Uk dopo 47 anni di matrimonio, ma la Brexit è ancora un processo lungo che terrà impegnati politici e mercati fino al 31 dicembre 2020 che segna il termine del periodo di transizione salvo proroghe. Fino ad allora il Regno Unito sarà un Paese terzo, ma sarà trattato come un Paese membro con alcune eccezioni, ma senza alcun diritto di intervento nel processo decisionale Ue e senza alcun diritto di rappresentanza.
Tra l’Ue e il Regno Unito le cose sono destinate a cambiare inevitabilmente e lentamente per portare il rapporto da alleati a partner. Per i mercati la firma dell’accordo è una notizia rassicurante ed elimina una spina nel fianco dello scacchiere geopolitico.

In realtà la Brexit non è ancora finita perché resta un punto chiave da risolvere: la negoziazione di un accordo commerciale permanente tra Ue e Uk – presumibilmente un accordo di libero scambio – per evitare quello che secondo un’analisi di Amundi può essere definito un “precipizio Brexit” a fine dicembre. In questa fase di transizione ecco come saranno regolati i rapporti e cosa  aspettarsi:

  • Il Regno Unito mantiene il suo accesso al mercato unico dell’Ue. In assenza di un’estensione o di un accordo commerciale, il Regno Unito perderà questo accesso il 1° gennaio 2021 e gli scambi commerciali tra Regno Unito e Ue verrebbero quindi regolati solo dalle norme della World Trade Organization (WTO), l’organizzazione mondiale del commercio.
  • Se non ci sarà l’accordo entro dicembre 2020 si andrà verso un grave shock commerciale, con tariffe e controlli alle frontiere per le merci. In particolare, i prodotti inglesi pagherebbero dazio alla dogana Ue da un minimo del 10% fino a un massimo 23%.

Per capire che strada prenderanno i negoziati gli occhi sono puntati sulla data del 25 febbraio 2020 quando i 27 Paesi Ue si siederanno al tavolo per approvare le linee guida che dovranno essere seguite nel negoziato commerciale. In questo incontro è attesa una decisione anche su chi dovrà ratificare il trattato con due ipotesi sul piatto: tutti i Parlamenti oppure solo i governi nel Consiglio europeo. Ma un punto è già deciso: il trattato non potrà essere ratificato con una maggioranza qualificata in sede di Consiglio europeo. Questo significa che ogni stato membro potrà dire la sua e porre dei veti. La Brexit, dunque, è ancora in salita.

IDEE DI INVESTIMENTO

Se si guarda all’anno di transizione verso la fine della Brexit con lo sguardo agli investimenti, l’impatto maggiore si avrà sul mercato inglese. Ecco cosa c’è da sapere:

  • Nel mercato valutario, la sterlina probabilmente si deprezzerà nel 2020, colpita da possibili flussi di notizie negative sui negoziati in corso e sulla retorica accomodante della Bank of England (BoE).
  • Sull’azionario, il mercato del Regno Unito ha valutazioni interessanti rispetto ai suoi fondamentali e sembra attraente nel lungo termine. Secondo il consesus degli analisti di Bloomberg è un’opportunità di acquisto, soprattutto in relazione a titoli orientati al mercato interno, per i quali il profilo di rischio/rendimento è più interessante.
  • Sul fronte obbligazionario il Gilt, ovvero il titolo di Stato decennale inglese, può essere una fonte di valore per gli investitori obbligazionari in un contesto di bassi rendimenti, in particolare con molte banche centrali attualmente in fase attendista secondo l’analisi di Amundi.

In momenti di transizione che portano a cambi di scenario economico è sempre bene fare un check-up del portafoglio che consideri se tutti gli elementi presenti sono coerenti con il proprio profilo di rischio e l’orizzonte temporale di investimento.

Per fare il check-up di portafoglio e scoprire come migliorare il tuo investimento in fondi visita il sito Online SIM.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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