L’inquinamento atmosferico causato dai combustibili fossili sta generando perdite economiche di 8 miliardi di dollari al giorno, secondo un rapporto di Greenpeace. Si tratta di circa il 3,3% del Prodotto interno lordo (PIL) globale, pari a quasi 2.900 miliardi di dollari all’anno. Secondo il report sono Cina, Stati Uniti e India i principali responsabili del costo economico dell’inquinamento dell’aria che ammonta rispettivamente a circa 900 miliardi di dollari, 600 miliardi di dollari e oltre 150 miliardi di dollari all’anno. Fuori dal podio dei Paesi che causano più inquinamento da combustibili fossili ci sono la Germania, con oltre 140 miliardi di dollari l’anno, e il Giappone con 130 miliardi di dollari di costi l’anno che pesano sul PIL globale.

L’aria inquinata è certamente un costo per l’umanità ma è soprattutto un pericolo per la salute: l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che oltre 1,8 miliardi di bambini (oltre il 90% della popolazione infantile globale) in tutto il mondo respirano aria inquinata e, più in generale, la combustione di carbone, petrolio e gas causa potenzialmente 4,5 milioni di morti premature in tutto il mondo ogni anno, con 40.000 bambini che muoiono prima del loro quinto compleanno a causa dell’esposizione a particelle di polvere fine inferiori a 2,5 micrometri, noto come PM 2.5 secondo il report di Greenpeace.

Come si può ripulire l’aria? La soluzione è eliminare le infrastrutture di carbone, petrolio e gas esistenti e passare alle energie rinnovabili secondo il report World energy outlook – Energy ad Air Pollution dell’International Energy Agency (IEA) che ha lanciato l’allarme nel 2016. Basterebbe un aumento del 7% degli investimenti per l’energia rinnovabile per arrivare a dimezzare entro il 2040 l’inquinamento dell’aria secondo IEA, se ciò non accadrà, secondo quanto riportato da Oxford Economics in un report di novembre 2019, la terra potrebbe riscaldarsi di 2 gradi Celsius entro il 2050, riducendo il PIL globale dal 2,5% al ​​7,5%.
Va nella direzione di imprese meno inquinanti e di un maggior utilizzo delle energie rinnovabili il piano Green Deal appena lanciato dall’Unione europea che però rischia di non essere efficace secondo l’Agenzia europea dell’ambiente che ha pubblicato una relazione dal titolo L’ambiente in Europa: Stato e prospettive 2020 (SOER 2020) secondo cui senza un intervento urgente non potranno essere raggiunti gli obiettivi 2030 per correggere la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici e l’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali.

IDEE DI INVESTIMENTO

La soluzione del problema dell’inquinamento dell’aria è uno dei megatrend di investimento legati al climate change. Dietro alla soluzione c’è la necessità di riorganizzazione industriale a livello globale che guarda alle energie rinnovabili come principale carburante per le imprese e per le città. Dietro alla soluzione ci sono anche una serie di comportamenti virtuosi che ogni persona può mettere in atto con una serie di azioni quotidiane che riducono i consumi domestici e le emissioni inquinanti come regolare il termostato su una temperatura più bassa, moderare l’uso dell’aria condizionata, spegnere le luci, non lasciare gli apparecchi in stand-by, scegliere caldaie ed elettrodomestici a basso consumo.
Una spinta verso il miglioramento dell’aria arriva anche dalla finanza e in particolare dal risparmio gestito con alcune azioni concrete: alla fine del 2019 le grandi società di gestione hanno firmato un documento per salvare le foreste. Il movimento di finanza sostenibile legato al mondo del risparmio gestito ha preso ancora più forza a gennaio 2020 dopo la dichiarazione di Larry Fink, amministratore delegato di Blackrock, la più grande società d’investimento del mondo, che è pronto a votare contro le decisioni dei cda delle aziende di cui è azionista se non faranno progressi sufficienti nella sostenibilità con piani industriali che puntano al rispetto per l’ambiente. Più in generale, il movimento dei gestori verso la sostenibilità ha portato le società di gestione verso la decarbonizzazione dei portafogli e a scappare dai titoli delle aziende che inquinano. Il Gruppo Pictet, uno dei principali gestori patrimoniali indipendenti in Europa, per esempio, ha preso la decisione di eliminare del tutto l’esposizione di bilancio (lorda e netta) verso i produttori e gli estrattori di combustibili fossili (petrolio e gas, carbone termico) che sono già scesi del 90% e saranno azzerati entro il 2020.

Per investire sulla decarbonizzazione del pianeta puntando sullo sviluppo delle energie rinnovabili ci sono fondi azionari specializzati che investono sullo sviluppo di solare, eolico e anche idrogeno come alternative al carbone (Categoria Morningstar: Azionari Settore Energie Alternative)

I migliori fondi che investono sulle energie alternative

ProdottoRendimento 1yRendimento 3y
Pictet - Clean Energy Classe R Eur33,30%9,38%
Robecosam Smart Energy Fund-eur Classe B28,92%14,07%
BlackRock Global Funds - Sustainable Energy Fund A2 (EUR)28,43%11,30%
Pictet - Clean Energy Classe R Usd28,13%10,28%
Multipartner SICAV - RobecoSAM Smart Energy Fund E EUR27,95%13,21%
Nella tabella, i fondi azionari che investono a livello globale sulle energie alternative. Dati in euro aggiornati a febbraio 2020. Fonte Morningstar.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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