Duecentotrenta investitori istituzionali tra fondi e assicurazioni con oltre 16 mila miliardi di dollari in attività gestite, hanno firmato un documento comune che invita le società ad attuare politiche anti-deforestazione e impegnarsi su come affrontare il problema. La preservazione della biodiversità è al centro di questa iniziativa che è coordinata dai gruppi no profit PRI e Ceres. Tra i grandi investitori che hanno firmato il documento ci sono: Amundi, il più grande gestore patrimoniale europeo, Bnp Paribas Asset Management, Aberdeen Standard Investments, Candriam, Hermes investment Management, Mirova e il fondo pensione dei dipendenti pubblici della California solo per citarne alcuni tra i più impegnati nella gestione sostenibile.

I grandi investitori sottolineano nel documento che la deforestazione e gli impatti associati sulla biodiversità e sui cambiamenti climatici amplificano i rischi sistemici dei portafogli e vedono nella riduzione della deforestazione una soluzione chiave per la gestione di questi rischi oltre che una maniera di rendere i mercati finanziari efficienti e sostenibili nel lungo termine. Per questa ragione, considerando i crescenti rischi dovuti all’aumento della deforestazione in Brasile, Bolivia e altri paesi amazzonici, gli investitori istituzionali chiedono urgentemente alle aziende di raddoppiare i loro sforzi e dimostrare chiaramente il loro impegno nell’eliminazione della deforestazione nel loro modello rivedendo le catene di approvvigionamento (supply chain) secondo quattro regole base di comportamento:

  • La divulgazione pubblica delle politiche anti deforestazione che scenda nei dettagli dell’approvvigionamento delle merci indicando quantità e aree geografiche.
  • Rivedere la catena di approvvigionamento per ridurre il rischio di deforestazione al livello più basso possibile, sempre divulgando queste informazioni al pubblico.
  • Istituire un sistema trasparente di monitoraggio e verifica per la conformità dei fornitori con la politica anti deforestazione dell’azienda.
  • Segnalare annualmente l’esposizione e la gestione del rischio di deforestazione che corre l’azienda, fornendo dati sull’impatto che un modello di approvvigionamento più sostenibile ha per l’azienda.

Il documento dei grandi investitori istituzionali che muovono i risparmi globali è arrivato a 5 anni dalla firma della Dichiarazione di New York sulle foreste che nel 2014 è stata firmata dal oltre 200 aziende e governi e che ha come obiettivo il dimezzamento della deforestazione (Degradation) entro il 2020 e la cosiddetta Zero Net Deforestation, ovvero lo stop alla deforestazione entro il 2030. Ma secondo le valutazioni Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) del gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici siamo lontani dal raggiungimento del primo obiettivo fissato al 2020 e, anzi, la perdita di foreste è accelerata di oltre 40% all’anno dal lancio della dichiarazione di New York. Sotto accusa ci sono le industrie agroalimentari multinazionali che non stanno facendo abbastanza per fermare il problema, soprattutto perché non stanno monitorando adeguatamente la deforestazione nelle loro catene di approvvigionamento.

IDEE DI INVESTIMENTO

La difesa della biodiversità è uno dei temi centrali per i gestori attenti alla costruzione di un portafoglio sostenibile e un trend tematico di investimento. Il documento firmato nelle ultime settimane dai grandi gestori riguarda in primo luogo le aziende che producono, commerciano e utilizzano materie prime agricole. In particolare, questo settore è da tempo sotto pressione tanto che centinaia di aziende agricole nel mondo si sono già impegnate a porre fine alla deforestazione che deriva dall’utilizzo di materie prime entro il 2020, ma ricerche recenti indicano che sono ancora poche le aziende sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo. Eppure trovare una strada sostenibile per cambiare l’agricoltura è al punto 2 dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile SDGs. E’ vero però che il settore agricolo sta vivendo una rivoluzione tecnologica che può dare una spinta sulla strada della sostenibilità.

  • Per investire sulle foreste del pianeta esiste al momento un unico fondo specializzato venduto in italia. Si tratta di Pictet Timber che rende il 7,4% da gennaio a settembre 2019 e investe oltre il 26% del portafoglio sui terreni boschivi.
  • Per puntare sulla trasformazione del settore agricolo ci sono sul mercato fondi azionari specializzati (Categoria Morningstar Azionari Settore Agricoltura).

I migliori fondi che investono sul cambiamento dell'agricoltura

ProdottoRendimento YTDRendimento 3y
DWS Invest Global Agribusiness NC19,18%5,96%
Pictet – Nutrition Classe R Eur17,67%6,92%
BlackRock Global Funds - Nutrition Fund A2 USD15,49%2,92%
DPAM INVEST B - Equities Sustainable Food Trends W Cap14,87%5,05%
Allianz Global Agricultural Trends It Eur14,47%-1,74%
Nella tabella, i migliori fondi azionari specializzati nel settore agricoltura ordinati per rendimento da gennaio 2019. Dati in euro aggiornati a settembre 2019. Fonte: Morningstar.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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