A 100 giorni dalla salita all’Eliseo del presidente francese Emmanuel Macron, i mercati europei non hanno avuto la stessa spinta che Trump ha dato all’America. Anzi è vero il contrario. Da inizio maggio alla fine di agosto, Macron ha rappresentato un’opportunità di vendita piuttosto che di acquisto. La prova? Il Dow Jones Euro50 Equity Index ha registrato i massimi da inizio anno, l’8 maggio – ovvero il giorno dopo del ballottaggio – prima di perdere il 6% nei primi cento giorni del mandato di Macron. La stessa cosa è accaduta all’indice della borsa francese, CAC 40. «Queste performance contrastano con l’entusiasmo che la maggior parte degli osservatori hanno espresso di fronte all’elezione di Macron, sia in Europa che all’estero», ha sottolineato Francois-Xavier Chauchat, capo economista e membro del comitato di investimenti di Dorval Asset Management.

E mentre la Borsa non premia il presidente francese, Macron ha passato l’estate a difendere le sue riforme e, in particolare, la sua idea mercato del lavoro, con scarso successo, però, se si guardano i sondaggi: la sua popolarità è scesa sotto il 40% ed è a livelli più bassi rispetto ai suoi predecessori inferiore ai suoi predecessori in questo momento ai loro termini. Ma proprio come risulta sciocco ricondurre il merito della fantastica performance di Wall Street a Donald Trump, è ingiusto attribuire a Emmanuel Macron la colpa delle scarse performance registrate dalle azioni europee. «Nei primi cento giorni di Macron è accaduto approssimativamente quanto ci si aspettava e anche se la politica economica di Macron ha offerto agli investitori qualche motivo di entusiasmo, occorre cautela» ha detto Chauchat. «Il nuovo governo francese ha assunto una posizione molto dura sulla spesa pubblica e ha messo a punto una nuova riforma del mercato lavoro».

Effetto Macron: cosa c’è nella riforma del lavoro francese

Ed è proprio sulla riforma del lavoro che Macron si è giocato tutta la sua popolarità. Il progetto presentato il primo settembre riduce il codice del lavoro francese da 3 mila e 159 pagine e punta tutto sulla flessibilità in entrata, ma anche in uscita. Ecco alcuni punti chiave:

  • I contratti potranno essere negoziati a livello aziendale e non solo a livello nazionale.
  • I licenziamenti aziendali saranno possibili anche se l’azienda ha i conti in attivo.
  • Ci sarà una tabella di compensazioni fissa per i licenziamenti scorretti.
  • I contratti a tempo determinato saranno liberalizzati.

Non c’è dubbio che per Macron sarà un autunno caldo – il primo sciopero generale contro la riforma è atteso il 12 settembre – ma non c’è dubbio anche che la riforma verrà approvata perché il presidente francese ha la maggioranza del Parlamento e la metà dei sindacati dalla sua parte. Secondo l’analisi di Dorval, la ripresa economica della Francia è in atto – con una crescita attesa del Pil francese superiore all’1,5% sia quest’anno che nel 2018 per la prima volta dal 2011 – la rotta intrapresa da Macron sembra praticabile. Ma allora cosa ha penalizzato i mercati azionari europei nei primi 100 giorni di Macron? Per Chauchat ci sono due ragioni: Brexit che ha spinto l’area euro, ma anche le prevedibili prese di profitto dopo una fase Toro così lunga; e il fatto che le buone notizie dall’Europa e quelle meno buone dall’America hanno contribuito a un netto apprezzamento dell’euro.

IDEE DI INVESTIMENTO

Ragionando in termini di dollaro americano, le azioni europee hanno continuato a segnare nuovi massimi, facendo bene come quelle americane sin da maggio. Ma in termini di valuta locale, i mercati azionari europei hanno sofferto dell’impatto negativo che l’aumento del 13% del cambio euro-dollaro ha avuto sui profitti degli esportatori. Con un P/E medio della zona euro al di sotto attualmente del 12% di quello di Wall Street, contro quello del 6% di maggio, crediamo che il recente declassamento dell’Europa dovrebbe finire presto, secondo l’analisi di Dorval, ma nel breve termine molto dipenderà dal comportamento del dollaro americano che, in parte, sarà condizionato dalle azioni di Donald Trump.
«I mercati europei hanno in qualche modo “anticipato” l’effetto Macron grazie o a causa dell’elezione di Trump. Inoltre i primi 100 giorni come ormai accade spesso si stanno rivelando subito problematici per i neo-eletti sia perché le aspettative sono elevate sia (e soprattutto) perché le resistenze al cambiamento radicate», ha sottolineato Massimo Saitta, direttore investimenti di Intermonte Advisory e Gestione, la divisione di Intermonte SIM che si occupa di risparmio gestito ed advisory. «Il mancato raggiungimento in tempi brevi delle promesse elettorali fa sì che il consenso scenda velocemente e questo tende a sua volta a complicare l’implementazione di nuove politiche. Il tempo giocherà però a favore anche perché le elezioni tedesche dovrebbero confermare l’attuale quadro di stabilità politica in Europa». E per Tomás Pintó, Senior Investment Manager e Co-Lead European Equities di Pictet Asset Management la robusta ripresa economica e il miglioramento delle prospettive aziendali fanno dell’Europa la più interessante delle principali piazze azionarie. «Il taglio dei costi e la maggiore produttività hanno permesso alle imprese di conquistare una fetta più ampia dell’export globale», ha detto Pintò. «Più in generale, i bilanci di governi, aziende e consumatori stanno migliorando per la prima volta in tanti anni. Tutto ciò dovrebbe proteggere l’economia da un’eventuale riduzione degli stimoli monetari della Banca centrale europea».

Per investire in Europa cercando di seguire il più possibile l’andamento del mercato azionario puntando sulle large cap ci sono i fondi che Morningstar ha catalogato come Azionari Europa Large Cap blend che adottano uno stile di gestione misto. Ecco i migliori fondi da gennaio ad agosto 2017.

La top ten dei fondi con stile misto per investire in Europa

ProdottoRendimento YTDRendimento 1y
Schroder ISF European Alpha Focus C Acc17,68%29,64%
BL-European Family Businesses B EUR15,98%---
8a+ SICAV - Eiger R14,02%25,63%
Generali IS SRI Ageing Population DX EUR12,21%13,50%
Pictet - European Equity Selection Classe R Eur11,59%17,56%
DNCA Invest Norden Europe A EUR11,64%---
LO Funds Eurp Eq Fctr Enh EUR NA11,11%18,59%
DPAM INVEST B Equities Europe B Cap10,85%18,10%
INTECH European Core A € Acc10,23%14,30%
Sidera Funds Eq Eurp Active Sel B Acc10,07%16,74%
Nella tabella, i migliori fondi per rendimento da gennaio ad agosto 2017 disponibili in Italia nella categoria Azionari Europa large cap blend. Fonte: Morningstar.

 

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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