Il conto alla rovescia per l’acquisto delle emissioni corporate bond da parte della Banca centrale europea (Bce) di Mario Draghi è cominciato. A giugno è prevista la prima manovra all’interno del Quantitative easing (Qe) come annunciato a marzo 2016 dalla Bce con acquisti fino a 80 miliardi di euro per la maggioranza di bond statali.

All’interno della manovra c’è anche l’acquisto di obbligazioni societarie area euro che comprenderanno anche i titoli delle assicurazioni e delle società non bancarie che controllano banche, secondo quanto ha spiegato Draghi, e riguarderanno le obbligazioni con scadenze fino a 30 anni. La Bce non potrà acquistare più del 70% di una singola emissione.

L’effetto Draghi sul mercato corporate bond

Non c’è dubbio però che l’effetto Draghi si sia già fatto sentire sul mercato dei corporate bond. La prova? Secondo il Morningstar Asset Flow Report si deve proprio alla Bce l’inversione di direzione del reddito fisso di cui hanno beneficiato i fondi specializzati sulle emissioni societarie in euro, dal momento che il portafoglio è composto principalmente da titoli investment grade. La categoria a marzo 2016 ha raccolto circa 3 miliardi di euro di nuove sottoscrizioni ed è il miglior risultato da un anno a questa parte. È andata bene anche anche ai fondi obbligazionari high yield euro con una raccolta positiva di 1,72 miliardi a marzo 2016.

Idee di investimento

Se la Bce spinge i flussi di acquisto, non aiuta però il rendimento dei corporate bond area euro che, sempre secondo l’analisi di Morningstar, sono sempre meno generosi. La ragione? La Bce non investe seguendo le logiche del profitto, ma semplicemente per portare liquidità nel sistema economico europeo e questo contribuirà a restringere gli spread dei corporate bond. Cosa significa? Per ottenere rendimento è meglio investire su titoli investment grade che sono emessi da società con una forte stabilità finanziaria, e che garantiscono uno spread superiore alla media. Per farlo nel miglior modo possibile la scelta migliore è posizionarsi sul fondo obbligazionario corporate area euro (Categoria Morningstar: Obbligazionari Corporate area euro).

Ecco i migliori tre a tre anni e come costruiscono il portafoglio:

  • Nordea 1 – European Financial Debt Fund Classe Bp Eur è gestito da Jacob Topp e a tre anni rende il 5,41% (perde l’1,67% da gennaio 2016). Il fondo investe principalmente in obbligazioni societarie, covered bond e CoCo bond del settore finanziario direttamente o indirettamente, mediante l’utilizzo di derivati. Due terzi del patrimonio complessivo sono investiti in istituzioni finanziarie europee. Tra i titoli più pesanti in portafoglio figurano le emissioni di Ubs e Assicurazioni Generali. L’80% delle emissioni in portafoglio ha rating BBB e BB con una una scenda media di 7 anni.
  • Schroder Euro Corporate Bond Classe B Acc rende il 5,09% a tre anni (+3,40% da gennaio 2016). E’ gestito da Patrick Vogel che investe in titoli emessi da governi, agenzie governative, organismi soprannazionali ed emittenti societari. La maggioranza delle obbligazioni ha scadenze tra 5 e 7 anni. Tra i titoli più pesanti ci sono Ubs e Société Fonciere Lyonn.
  • BNP Paribas Flexi I Bond Euro Focus Corporate Classic-Dis è gestito da Victoria Whitehead e rende il 4,76% a tra noi (+0,07% da gennaio 2016). Il fondo investe in obbligazioni emesse da società europee o aziende che lavorano in Europa, fatta eccezione degli istituti finanziari e derivati su tale tipologia di attività. La scadenza 3-5 anni è quella più presente in portafoglio. Enel, Veolia e Bmw sono tre dei primi 10 titoli in portafoglio.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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