Quando si parla di riduzione della quantità di Co2 nell’atmosfera e di miglioramento delle condizioni ambientali e della lotta ai cambiamenti climatici, gli occhi del mondo sono puntati su Stati Uniti e Cina. La ragione è semplice: sono i due Paesi a maggior emissione di Co2 nel mondo (Cina con 8,2 tonnellate e gli Stati Uniti con 5,4 tonnellate). Per questo Barack Obama ha lavorato a lungo al Clean Power Plan, il Piano per la protezione dell’ambiente, che chiude, di fatto, il suo mandato presidenziale in vista della Conference of the parties (COP) di Parigi sul clima (Cop 21) che si terrà a dicembre 2015.

Il piano da presentare come esempio al vertice delle Nazioni Unite sull’ambiente in programma nella capitale francese ha come punto cardine l’impegno da parte degli Stati Uniti a tagliare le emissioni del 32% dai livelli del 2005 ed entro il 2030. L’Agenzia americana per l’ambiente sta fissando per la prima volta gli standard per mettere fine all’emissione senza limiti di carbonio dalle centrali elettriche, che sono la fonte di un terzo dell’inquinamento da monossido in America. L’obiettivo? Ridurremo le morti premature legate all’inquinamento del 90%.

Il piano è stato attaccato duramente dai Repubblicani e in particolare dai candidati alla presidenza. Per Jeb Bush quello di Obama è un atto “irresponsabile”, che va “contro i governi degli Stati, che farà perdere il lavoro ad infinite persone ed aumenterà il costo dell’energia per tutti”. Sul fronte democratico trova molti sostenitori convinti, a partire dalla candidata alla Casa Bianca Hillary Clinton, che si è detta pronta, se diventerà presidente, a difendere il piano. Così la lotta ai cambiamenti climatici è entrata ufficialmente nella campagna elettorale americana che terrà banco sul mercato per i prossimi 10 mesi.

IDEE DI INVESTIMENTO

Per Obama i cambiamenti climatici sono “un danno economico” e quindi, prima che una minaccia per la salute, una “minaccia per la sicurezza nazionale”. Con il Clean Power Plan, in vista della conferenza internazionale di dicembre a Parigi, gli Usa vogliono guidare la comunità internazionale in questa battaglia. Un ruolo importante in Europa lo ha la Germania di Angela Merkel che, secondo molti osservatori, è la capofila del cambiamento di mentalità dei 7 grandi Paesi industrualizzati. A inizio giugno nel corso del vertice di Elamu, in Baviera, ha messo tutti i Paesi del G7 d’accordo proprio in vista della Cop 21 di Parigi. Per chi investe il tema è davvero da cavalcare: Online sim ha selezionato i migliori gestori che investono nei cambiamenti climatici che trovate a questo link.

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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