La decisione degli inglesi di uscire dall’Unione Europa ha avuto un effetto immediato sui portafogli dei grandi investitori che avevano scelto Londra come base operativa. Lo sa bene Mikhail Fridman, 52 anni, secondo uomo più ricco di Russia con un patrimonio stimato di quasi 16 miliardi di dollari secondo i calcoli di Forbes, e fondatore di Alfa Group Consortium, il più grande fondo di investimento privato russo. Brexit ha dato un’accelerata ai suoi progetti di investimento che lo avevano portato fuori dai confini russi in cerca di alternative al petrolio. Fridman e i suoi tre soci di Alfa Group hanno deciso di attraversare l’Atlantico e di puntare sul settore sanitario americano investendo 3 miliardi di dollari nei prossimi tre anni. La ragione? Il settore healthcare è meglio del petrolio russo e rappresenta già un quinto dell’economia americana e la spesa sanitaria negli Stati Uniti probabilmente crescerà in media del 5,8% all’anno nel prossimo decennio, a causa dell’invecchiamento della popolazione, dell’aumento dei prezzi dei medicinali, secondo le proiezioni aggiornate dal governo federale. La pensa come Fridman anche John Sculley, ex CEO di Apple e Pepsi,  secondo il quale non c’è mai stato un momento migliore per investire in start-up, in particolare quelli che cercano di modernizzare il settore sanitario. E anche Sculley, investirà 3 miliardi di dollari.

 

Salute: la spesa sanitaria Usa vale 3,2 miliardi di dollari

Quanto potrebbe crescere il mercato? Secondo i calcoli contenuto in un rapporto del Centers for Medicare e Medicaid Services (CMS) la crescita annuale della spesa sanitaria tra il 2015 e il 2025 sarà di 1,3 punti percentuali più veloce di crescita del prodotto interno lordo e rappresenterà il 20,1% del totale dell’economia del Paese entro il 2025, rispetto al 17,5% nel 2014.
Per investire in America, Fridman intende utilizzare il fondo di private equity LetterOne con sede in Lussemburgo che ha proprio il compito di acquisire partecipazioni nei Paesi occidentali. In LetterOne ci sono società energetiche del Mare del Nord, compagnie di alloggi per studenti in Gran Bretagna e una grossa partecipazione in Uber Technologies Inc. Adesso arriverà l’healthcare americano con una divisione di LetterOne dedicata e sede in America.
Il valore del mercato è importante, secondo i calcoli di Cms, la spesa sanitaria americana a fine 2016 raggiungerà 3,2 miliardi di dollari, che dovrebbero diventare 5,6 miliardi di dollari entro il 2025. Nello stesso decennio, i costi delle cure ospedaliere sono attesi in crscita dell’80% a 1,8 miliardi di dollari, mentre la spesa per la prescrizione di farmaci dovrebbe crescete del 91% a 615 miliardi di dollari. Innovazione, genomica e biotecnologie faranno la differenza. I grandi gruppi americani si stanno riposizionando. Ge Healthcare, divisione della conglomerata Usa General Electric, per esempio, punta a dare vita a un business da 1 miliardo di dollari offrendo strumenti per le terapie cellulari attraverso l’acquisizione della svizzera Biosafe. E i big farma si muove per lanciare farmaci di ultima generazione per le malattie ricorrenti come nel caso di Novo Nordisk, che ha in dirittura d’arrivo nuovi prodotti per il diabete e l’emofilia.

 

IDEE DI INVESTIMENTO

C’è chi lo ha definito un Toro tecnico, ma dopo Brexit la Borsa americana e gli indici S&P’s 500 e Dow Jones non si sono più fermati arrivando al massimo storico. A dare una mano alla ripresa ci sono state sicuramente le buone trimestrali con Citigroup e Jp Morgan in evidenza, ma tra i settori che hanno corso di più c’è proprio l’healthcare con l’indice in rialzo dell’1,2% nell’ultimo mese. E in questo caso il Toro tecnico c’entra poco secondo i calcoli di PriceWaterhouseCooopers, che guarda al lungo periodo e ipotizza una crescita dei costi sanitari americani del 6,5% nel 2017 in linea con il 2016, sottolineando però come il settore sia nel pieno di una trasformazione tecnologica paragonabile al boom di Internet nei primi anni 2000 quanto a innovazione. Tanto che il 48% dei fornitori mondiali di società medicali hanno dichiarato di aver adeguato i dispositivi con nuove tecnologie. La crescita del settore healthcare è un affare su cui investono i migliori fondi azionari specializzati nella salute, in biotecnolgia o tecnologia che mettono in portafoglio storie legate all’e-health, investendo in diagnostica, health information services, medical device e ditribution.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Articolo precedente

Azionari Brasile: perché i fondi vincono le Olimpiadi del rendimento. Come investire

Articolo successivo

Fondi obbligazionari: la caccia al rendimento è aperta. Come investire

Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *