Maradona e Tango bond stanno all’Argentina come la pizza e il mandolino stanno all’Italia. E ora che sulla poltrona presidenziale del Paese sudamericano si è seduto Mauricio Macri, 56 anni, sangue italiano nelle vene e un passato da presidente del grande Boca Juniors negli anni 90 con ben 17 titoli in 12 anni, calcio e tango bond tornano di attualità. Tanto che alla Tfa, la task force argentina che rappresenta gli italiani sottoscrittori delle obbligazioni argentine fallite nel 2001 si aspettano che la nuova amministrazione vorrà impegnarsi per risolvere definitivamente la controversia in corso con gli investitori, non solo hedge fund, inclusi gli obbligazionisti italiani.

Quello che è certo è che Macri eredita dalla dinastia Kirchner, che è stata 12 anni al potere, un Paese vicino alla recessione, con un deficit in aumento, mentre non esistono stime ufficiali sull’inflazione. Sono ormai più di 10 anni che Buenos Aires vive in una sorta di isolamento finanziario e ha bisogno di recuperare credibilità sui mercati internazionali. Una delle ragioni è che le riserve della banca centrale ammontano ad appena 30 miliardi di dollari, quasi la metà rispetto al 2010.
Ma non solo. Secondo i calcoli degli analisti, il governo argentino ha di fronte a sè pagamenti in scadenza per circa 25 miliardi di dollari già nel 2016. Tra le prime dichiarazioni di Macri, che è al suo secondo mandato da sindaco di Buenos Aires, c’è la volontà di rimuovere i controlli sui capitali e di mettere fine al contenzioso con gli hedge fund.

Padre italiano imprenditore e miliardario, studi in ottime scuole e frequentazioni del jet set di Buenos Aires, Macri è arrivato alla Casa Rosada, il palazzo presidenziale argentino, con una storia triste alle spalle: è stato rapito quando aveva 32 anni e tenuto sotto sequestro per dodici giorni fino al pagamento di un riscatto da 6 milioni di dollari.
Laureato in ingegneria alla Università Cattolica della capitale, Macri ha due divorzi alle spalle ed è padre di quattro figli, tra i quali Antonia, quattro anni, figlia di Julieta Awada, first lady di ottima famiglia.

 

IDEE DI INVESTIMENTO

Ecco cosa tenere presente se si vuole investire in Argentina:

  • L’economia dell’Argentina e dei Paesi dell’America Latina in generale, a cominciare dal Brasile, sono alle prese con il deflusso di capitali esteri che erano affluiti in abbondanza negli scorsi anni. Una fuga innescata dalle prospettive di un aumento dei tassi statunitensi, prevista nella prima riunione di dicembre.
  • Secondo il consensus degli analisti di Bloomberg, a differenza di altri paesi sudamericani l’economia argentina è molto legata a quella brasiliana, verso cui esporta il 25% dei prodotti che vende all’estero. Dal Brasile inoltre il paese riceve quasi il 10% degli investimenti esteri. Scopri qui una selezione di Online Sim sui migliori fondi che investono in America Latina.
  • Non dovrebbe invece pesare troppo sull’Argentina il calo delle quotazioni di petrolio e rame che sta, invece, penalizzando paesi come Venezuela e, in misura molto più contenuta, Cile. Insieme le due commodities pesano infatti soltanto per il 6% sull’export totale del Paese. Leggi qui l’approfondimento di Online Sim su cosa aspettarsi sui mercati emergenti dopo il rialzo della Fed.

    Note

    Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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