Proprio quando sembrava che il rally dell’oro fosse arrivato alla fine, il metallo giallo ha stupito tutti ad agosto raggiungendo un valore di 1.555 dollari l’oncia. Un prezzo così non si vedeva dal 2013. Con la fine di agosto la corsa ha rallentato e il valore si è riportato su 1.525 dollari l’oncia, ma le potenzialità dell’oro restano invariate e la corsa può continuare per due ragioni fondamentali:

  • La prima è che il metallo giallo è diventato il bene rifugio per eccellenza delle banche centrali mondiali. Tanto che nei primi sei mesi del 2019 le banche centrali hanno acquistato 374,1 tonnellate di oro, contribuendo a spingere la domanda totale di lingotti al massimo da tre anni a questa parte, secondo il World Gold Council. La tendenza dovrebbe continuare, secondo un recente sondaggio condotto tra le banche centrali che mostra come il 54% del campione intervistato preveda che le partecipazioni di oro aumenteranno nei prossimi 12 mesi.
  • La seconda ragione è la ripresa delle ostilità commerciali tra Stati Uniti e Cina che, proprio ad agosto, ha avuto una nuova escalation aggravata dalle dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che ha affermato come l’economia degli Stati Uniti sia di fronte a rischi significativi a causa del rallentamento della crescita globale.

IDEE DI INVESTIMENTO

Secondo le principali società di analisi le ragioni che spingono il prezzo dell’oro restano valide nei prossimi mesi. Per Deutsche Bank, in particolare, l’appetito delle banche centrali per i lingotti contribuirà a sostenere il prezzo dell’oro su questi livelli, mentre per  Goldman Sachs il rally è destinato a continuare spinto dalle banche centrali dei Paesi emergenti che preferiscono l’oro al dollaro perché la valuta americana è troppo esposta al rischio geopolitico. In particolare Russia, Turchia, Kazakistan e Cina potrebbero guidare il prossimo rally dell’oro che, secondo Wayne Gordon, Executive Director di Commodities e Foreign Exchange a UBS Wealth Management, può arrivare a 1600 dollari l’oncia entro la fine del 2019.

Per approfittare del rally dell’oro esistono sul mercato italiano fondi specializzati in metalli preziosi che consentono una buona diversificazione di portafoglio (Categoria Morningstar: Azionari Settore Metalli Preziosi) e hanno già beneficiato del rally.

La Top 10 dei fondi che investono in oro

ProdottoRendimento YTDRendimento 1y
Multipartner Konwave Gold Equity B EUR59,38%48,80%
Schroder ISF Global Gold A Acc USD51,74%65,05%
Franklin Gold & Precious Metals Fund Classe A Acc USD48,95%61,42%
EdR Goldsphere E47,67%61,39%
Falcon Gold Equity UCITS Fund T USD46,04%53,63%
VanEck - Global Gold UCITS I145,26%54,51%
DWS Invest Gold and Precious Metals Equities NC44,79%67,03%
Amundi Funds CPR Global Gold Mines Classe FU Usd44,15%61,37%
Lo Funds World Gold Expertise (usd) Classe R44,12%52,81%
Investec GSF Glb Gold C Inc USD43,24%67,77%
Nella tabella i migliori fondi che investono in metalli preziosi ordinati per rendimento da gennaio 2019. Fonte: Morningstar Direct. Dati % in euro disponibili al 30 agosto 2019. Sono escluse le classi istituzionali.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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