C’è lo spot che passa ripetutamente sui canali Rai con ragazzi diciannovenni che invitano i loro coetanei a votare per la prima volta. E c’è la colonizzazione di TikTok da parte dei politici italiani. I giovani della Generazione Z – 3 milioni al primo voto assoluto e quasi 4 milioni alla prima elezione del Senato – sono diventati il target della campagna elettorale che porta l’Italia al voto il 25 settembre.

Perché tanto interesse? La risposta più facile è combattere il fenomeno dell’astensionismo giovanile. Secondo il Rapporto dell’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica, due under 30 su tre pensano di non votare. Ma non ci sono solo i giovani a volersi astenere. Secondo l’ultimo sondaggio Swg, circa il 40% degli italiani non è sicuro di andare a votare.

La soluzione per combattere tanta disaffezione alla politica è TikTok? Secondo la misurazione fatta dal Sole24Ore, sicuramente i politici hanno ottenuto un mare di visualizzazioni, con Berlusconi in testa, ma non è chiaro se questi clic diventeranno voti. Anzi, data la scarsa padronanza del mezzo, lo sbarco su TikTok potrebbe essere un boomerang e convincere i giovani a non votare.

TikTok nuove regole contro la propaganda politica

La TikTokizzazione della politica italiana ha avuto un effetto sul media che non possiamo più chiamare social, ma vero e proprio canale di entertainment.

Due le scelte della piattaforma:

  • Nuove misure per contrastare le fake news politiche. TikTok ha creato un Centro Elezioni molto simile agli hub informativi creati da Facebook per le elezioni americane e per l’info-demia durante il Covid-19. Nel Centro Elezioni si possono trovare solo notizie da fonti verificate e aggiornamenti ufficiali e in tempo reale sulle elezioni politiche del 25 settembre 2022.
  • No alla pubblicità politica. Questo vuol dire che il contenuto di un politico non può essere spinto da una campagna pubblicitaria a sostegno del post. Il contenuto deve essere quindi interessante al punto che l’algoritmo lo consigli all’utente.

IDEE DI INVESTIMENTO

Mentre i politici si sfidano a colpi di video sui social, secondo il consensus degli analisti di Bloomberg, l’uscita di scena di Mario Draghi è un elemento di ulteriore preoccupazione per chi investe sul mercato italiano. Si prevede che una coalizione di destra vincerà le elezioni italiane, portando nuova incertezza. Un esito come questo può sollevare dubbi sul percorso delle riforme che è una condizione necessaria per ricevere i fondi dell’UE.

Giorgia Meloni, che è data come più probabile ​​prossimo Primo Ministro, ha sostenuto di lavorare in modo costruttivo con Bruxelles, ma il mercato la aspetta alla prova dei fatti. Secondo l’analisi di Edmond de Rothschild Asset Management, un’ampia vittoria con oltre il 60% dei seggi in Parlamento della coalizione di destra aprirebbe la porta a cambiamenti costituzionali, come un sistema presidenziale con potenziali possibilità di referendum più ampi su temi sociali cruciali (per esempio, aborto).

Gli effetti del voto italiano sul mercato

  • Cautela sull’obbligazionario. Le rassicurazioni di Meloni, per il momento, stanno funzionando. La prova è che lo spread tra BTP e Bund si è moderatamente allargato di circa 30 punti base: non c’è una minaccia a breve termine sull’euro come accaduto nel 2018 e gli acquisti di debito italiano da parte della BCE continuano ad essere favoriti. Nel lungo termine però, se i negoziati con l’UE diventassero difficili rallentando o stoppando gli aiuti UE, lo spread potrebbe tornare ben oltre i 250 punti base.
  • Volatilità sull’azionario. Nella corsa al voto e subito dopo, il mercato azionario potrebbe vivere una volatilità crescente. La preoccupazione più grande è sul medio termine poiché il prossimo governo dovrà affrontare un autunno difficile e sono possibili tensioni sociali. L’unico settore che non dovrebbe subire tensioni è quello bancario che è in condizioni migliori rispetto alle crisi passate dopo anni di ristrutturazioni.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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