In un momento in cui l’Africa è al centro della discussione geopolitica, dal World Economic Forum (WEF) 2019 di Davos arrivano segnali della rinascita del Sud Africa che potrebbe guidare il Continente verso una nuova globalizzazione. Nel 2019 il Sud Africa compie 25 anni di democrazia e si prepara a una svolta politica importante: a maggio è fissato l’appuntamento con le elezioni nazionali che possono dare una spinta alla rinascita economica dopo due anni di grandi turbolenze. Si tratta di uno dei tanti appuntamenti elettorali chiave che segneranno il 2019 dei Paesi emergenti e, in particolare, per Matamela Cyril Ramaphosa, Presidente della Repubblica Sudafricana dal febbraio 2018, è il banco di prova per la tenuta del suo partito, l’African National Congress (ANC), che governa dal 1994 ma è stato travolto dalle accuse di corruzione contro l’ex presidente Jacob Zuma.

In un solo anno di presidenza Ramaphosa ha ripulito l’immagine dell’ANC e ha riconquistato consensi, ma la sfida con i partiti dell’opposizione rappresentati da Democratic Alliance e Economic Freedom Fighters sarà durissima e si giocherà in larga parte sul terreno economico, in particolare sulla disoccupazione che è arrivata al 28% nel Paese, oltre che sulla sicurezza e i conflitti razziali. Un settore chiave per il Sud Africa è l’agricoltura e la riforma agraria prevista da Ramaphosa che prevede, tra le altre cose, l’esproprio agricolo, ha diviso in due il Paese. Il presidente sudafricano nel corso del WEF 2019 ha ribadito come il suo Paese abbia fatto grandi progressi negli ultimi 25 anni per combattere la povertà dando case, sostegno sociale, elettricità e acqua ai meno abbienti e come la cosiddetta classe media nera sia cresciuta di pari passo con il settore sanitario e l’istruzione.

Ramaphosa non ha potuto nascondere che negli ultimi 10 anni la crescita del Sud Africa si sia inceppata anche a causa della corruzione e che il livello di diseguaglianza sociale sia il più alto del mondo. Per far uscire il Sud Africa dalla stagnazione, Ramaphosa punta sull’innalzamento dei livelli di industrializzazione che può dare al Paese lo status di hub produttivo di tutto il continente africano e, ovviamente, sulla tecnologia (banda larga e telefonia). Sulle potenzialità tecnologiche del Sud Africa hanno già messo gli occhi i cinesi che puntano a colonizzare i Paesi esteri con i brevetti in campo informatico, industriale e di telecomunicazioni.
Per valorizzare industria e tecnologia, il presidente sudafricano ha bisogno della fiducia di investitori e ha un piano ambizioso: raccogliere circa 100 miliardi di dollari di nuovi investimenti nei prossimi cinque anni che serviranno sia a potenziare il sistema economico, sia a ribilanciare la politica mineraria del Paese, il vero asset del Sud Africa, con un piano energetico che guarda al 2050.

IDEE DI INVESTIMENTO

La corsa verso le elezioni politiche di maggio per il presidente sudafricano Ramaphosa è cominciata proprio al WEF di Davos davanti a una platea di possibili grandi investitori internazionali. Al momento i sondaggi sono favorevoli al suo partito, l’ANC, che, secondo dati Bloomberg, avrebbe il 60% dei consensi nel Paese contro il 54% delle elezioni comunali del 2016 quando l’insoddisfazione per lo scandalo corruzione dell’ex presidente Zuma era al massimo. Le premesse per una ripresa economica del Sudafrica ci sono secondo l’analisi di Deutsche Bank che pone però l’accento sui rischi legati al Paese nel report Politics, populism and power che analizza quanto le elezioni 2019 influenzeranno l’economia di diversi Paesi chiave. In particolare, per gli analisti di Deutsche Bank è improbabile che una vittoria elettorale dell’ANC apra da subito una crescita economica ma non c’è dubbio che possa rimuovere ogni ostacolo per una riforma del settore pubblico. «Un esecutivo forte può incidere sul miglioramento del sistema giudiziario e sulla burocrazia e questo favorisce le necessarie riforme economiche che possono portare vantaggi nel medio termine e dopo almeno due-tre mandati di un governi stabili» si legge nel report.

Per investire sulla ripresa del Sud Africa e in generale sull’area Middle East con un obiettivo di lungo termine, esistono fondi specializzati (Categoria Morningstar: Azionari Africa e Middle East)

I migliori fondi Azionari Africa e Africa-Middle East

ProdottoRendimento 1yRendimento 3yPeso % Sud Africa in portafoglio
Amundi Funds Equity MENA Classe FU15,34%8,79%0,0%
Magna MENA R Acc12,96%17,81%0,0%
T. Franklin Mena Fund Classe A (acc) Usd8,90%7,59%0,0%
Lazard MENA A Acc USD6,46%17,70%0,0%
Schroder ISF Middle East A Acc USD0,02%5,54%0,0%
T. Rowe Price Middle East & Afr Eq A USD-1,72%10,43%34,98%
BG Selection Africa & Middle East Eqs AX-2,78%6,38%13,20%
Templeton Africa A(acc)USD-8,05%1,32%37,46%
JPM Africa Equity D perf (acc) USD-10,44%5,18%40,17%
DWS Invest Africa NC-12,67%0,96%10,75%
Magna Africa R Acc-17,73%-5,40%0,0%
CompAM Eq Africa & Middle East B EUR Acc-20,99%-0,89%17,91%
JPM Emerging Middle East Eq D (acc) USD------0,0%
Fonditalia Africa & Mdl East Eq R------35,41%
Nella tabella, i fondi azionari Africa e Middle East ordinati per rendimento a un anno. Fonte: Morningstar Direct. Dati % in euro disponibili al 29 gennaio 2019. I rendimenti a tre anni sono annualizzati. Sono esclusi i fondi con portafogli non aggiornati negli ultimi sei mesi.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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