Dopo la correzione delle Borse la sensazione di spaesamento che provano gli investitori che si erano abituati al rialzo dopo oltre un anno e mezzo di rendimenti in salita è non solo normale, ma scientificamente provata dalla teoria del punto di riferimento. Tutti, grandi e piccoli investitori, hanno perso il punto di riferimento secondo la definizione che diedero quasi 40 anni fa gli psicologi Daniel Kahneman e Amos Tversky e che valse all’esperto d neuroscienze Kahneman il premio Nobel per l’economia nel 2002. Ma c’è di più. E lo ha dimostrato lo psicologo Richard Thaler, Nobel per l’economia nel 2017, che ha reinterpretato la teoria del punto di riferimento mostrando l’importanza delle scelte quando si tratta di economia, sia che si parli di lavoro, sia che si tratti di investimento.

Il punto di riferimento è, ovviamente, soggettivo. E da questo dipende la scelta di lavorare di più, e guadagnare in proporzione di più, o accontentarsi; oppure in caso di crollo dei prezzi nel mercato immobiliare la teoria spiega come corrisponda anche un crollo delle transazioni perché chi vende non è disposto a scendere e ritira il bene dal mercato. Sul mercato azionario il meccanismo non è diverso, ma entra una variabile emotiva in più che Thaler chiama mental accounting, ovvero contabilità cerebrale che muove le persone a vendere nel momento sbagliato o a prendere denaro a prestito invece di smobilizzare posizioni di investimento a lungo termine. Se a questo poi aggiungiamo che spesso le persone preferiscono rimandare la decisione di investire a tempi migliori, abbiamo il quadro di come Thaler abbia dimostrato che la psiche umana influenza il funzionamento dei mercati.

In pratica, secondo la finanza comportamentale, gli investimenti finanziari, le oscillazioni dei prezzi delle azioni e perfino le crisi finanziarie sono frutto delle scelte delle persone, e spesso sono irrazionali. In un momento come questo, dopo la doccia fredda sui mercati, seguendo il ragionamento di Thaler l’unica vera arma di difesa è il realismo. «La correzione dei mercati azionari può essere vista non tanto come un riprezzamento dei fondamentali e quindi degli utili futuri, ma piuttosto come un riprezzamento dell’equilibrio tra rischio e rendimento condito da fattori tecnici», ha detto Alessandro Tentori, Chief Investment Officer di AXA IM Italia. «Il contesto macroeconomico è caratterizzato da una crescita forte e sincronizzata, nonché da una politica monetaria che a livello globale non appare per nulla restrittiva. Inoltre, una stima approssimativa del livello neutrale del Treasury decennale si avvicina al 3.5% e non possiamo quindi considerare il livello attuale come un inibitore di crescita».

Cosa è cambiato rispetto a un mese fa? In realtà nulla a livello macroeconomico. L’unica variabile in più adesso è il ritorno della volatilità che costringe a rivalutare il rischio che si corre investendo. Ma come si calcola il rischio? Questa è una variabile che, a differenza del rendimento, non è così facile da misurare. Si può però facilmente stabilire quanto è il proprio grado di tolleranza al rischio in pochi passi:

  • Valutazione del rischio. Per prima cosa bisogna comprendere che il rischio è strettamente collegato al rendimento e se un asset – azione, obbligazione e così via – esprime un rendimento al di sopra della media di mercato è per definizione più rischioso.
  • Quantificazione del rischio. La definizione corretta e razionale di rischio può essere questa: il prezzo che ognuno di noi è disposto a pagare per ottenere un rendimento del proprio investimento superiore alla media. In sostanza, le aspettative di rendimento devono essere realistiche dall’inizio e in base a queste va definita quanta parte del proprio patrimonio investire.
  • Tolleranza al rischio. Per capire quanto si è disposti a correre un rischio per guadagnare investendo bisogna misurare prima di tutto quanto si è capaci a sopportare una perdita. Più si è disposti ad accettare che l’investimento fatto non consegua il risultato atteso e più si è disposti a rischiare.

IDEE DI INVESTIMENTO

La variabile su cui tutti gli occhi del mercato sono puntati è l’inflazione americana. Tanto più subirà un brusco rialzo, tanto più i tassi americani potrebbero ripartire velocemente all’insù creando di nuovo problemi alle Borse e alle obbligazioni. Come posizionarsi? Monica Defend Head of Strategy, Deputy Head of Research e Vincent Mortier Deputy Cio di Amundi hanno sottolineato come le aspettative di inflazione saranno la chiave per indirizzare le linee guida di investimento nel 2018. «A questo punto, non vediamo il rischio di picchi di inflazione negli Stati Uniti e confermiamo il nostro scenario base di inflazione in crescita ma sotto controllo», hanno scritto in un report dopo il sell off. Anche per AXA IM la correzione è temporanea e quindi offre una opportunità di rientrare sui mercati a rischio e a multipli molto interessanti. Il consiglio è di adottare una strategia di prudente attesa che porta verso lo strumento del Piano di accumulo (PAC) che consente di domare la volatilità investendo a rate. Ecco i vantaggi del PAC:

  • Facile e accessibile per pianificare il futuro. Basta un conto corrente per aprire un Piano di accumulo di capitale. Le rate dei PAC sono accessibili a tutti, si può partire da 100 euro mese. Un’altra caratteristica a favore del PAC è che dà una disciplina di investimento a chi risparmia e aiuta a pianificare i risparmi.
  • Domare la volatilità. Il PAC consente un ingresso graduale sul mercato che offre l’opportunità di mediare in caso di volatilità al ribasso, ma anche al rialzo: se il mercato sale bruscamente non si ottengono tutti i guadagni che si avrebbero investendo l’intero importo subito, vale lo stesso ragionamento in caso di discesa.
  • Il rischio è diversificato. Per gestire il rischio sul mercato, il PAC in fondi offre una protezione in più grazie al fatto che il denaro in un fondo d’investimento è investito in modo da diversificare il rischio grazie a una gestione professionale.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

 

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