Accelera la digitalizzazione finanziaria dei Big dell’asset management che hanno deciso di dare una svolta strategica al business per conquistare i Millennials. Dopo BlackRock e Legg Mason, che sono state le prime a lanciare progetti di fintech sotto forma si piattaforme di robo advisory per soddisfare le esigenze delle generazioni future, nell’arena adesso è scesa anche Merrill Lynch con una piattaforma che punta su prodotti previdenziali. Da Invesco che ha comprato Jemstep a Goldman Sachs che ha acquisito Honest Dollar fino a Fidelity che ha deciso di creare servizi in casa così come Wells Fargo e Morgan Stanley, gli asset manager sono stati folgorati sulla strada del robo advisor che secondo la mappa della consulenza online disegnata da Pwc advisory a maggio 2016 sul mercato sono forti anche se indipendenti dalle banche.

Il settore è in fermento: crescono le startup nel settore fintech che offrono consulenza robotizzata agli investitori. Secondo l’analisi di Pitchbook, società di ricerca su fondi e private equity, sono stati investiti da gennaio a novembre 2016 più di 2,5 miliardi di dollari in start-up nel settore della gestione degli investimenti, in leggero calo sui 3,1 miliardi di dollari del 2015. E il mercato è in continua evoluzione. Lo dimostra il fatto che l’offerta degli asset manager si sta modulando più su prodotti che propongono il raggiungimento di un obiettivo preciso come il risparmio per comprare casa, la pensione, l’educazione dei figli. Il servizio Merrill Lynch Guided Investing va proprio in questa direzione e segna l’ingresso del colosso dell’asset management detenuto da Bank of America, con circa 80 miliardi di dollari di asset, nella consulenza automatizzata, ma mirata agli investitori che vogliono ritirarsi dal lavoro con una pensione più alta.

La scelta di usare i robo advisor è fatta per indirizzare i clienti su obiettivi precisi di risparmio. In questa direzione sta investendo anche Morgan Syanley che vuole tenere i clienti pronti a creare una relazione completamente digitale, senza abbandonare però la consulenza fatta con le persone. Per dare forza al suo modello, Morgan Stanley ha incontrato 45 asset manager, oltre che startup del settore fintech in Europa, America, Asia e Australia – un totale di 15 trilioni di dollari di asset in gestione – è ha lanciato una survey che porta a una conclusione: i modelli di successo combinano il robo advisor e il consulente finanziario. Lo studio indica anche la possibile evoluzione del mercato della cyber consulenza con una stagione di alleanze e fusioni tra big dell’asset management e start up del fintech.

Lo studio di Morgan Stanley è al centro del dibattito di ConsulenTia 2017, il salone dei consulenti finanziari che è in corso a Roma dal 14 al 16 febbraio 2017, ma non fa i conti con i Millennials che hanno meno soldi da investire rispetto alla generazione precedente anche se detengono già 1 trilione di dollari delle ricchezza globale, con soli 250 miliardi di dollari investiti, secondo l’analisi di Pitchbook, e sono alla ricerca di soluzioni di investimento hi tech e a basso costo. Cosa significa? Prediligono la gestione passiva rispetto a quella attiva, secondo l’analis di Pwc che afferma come i Millennials non abbiamo ancora un impatto significativo sugli asset dei grandi gestori. Così mentre le società fintech hanno asset in gestione modesti rispetto al settore degli investimenti tradizionali, il crescente spostamento delle attività dai baby boomer ai Millennials dovrebbe far guadagnare rapidamente scala ai robot consulenti. E a fare la differenza sarà l’indipendenza, una tecnologia sempre innovativa e massima flessibilità

IDEE DI INVESTIMENTO

Secondo i calcoli di Morgan Stanley, i robo advisor riusciranno a conquistare il 5% dei risparmi detenuti da chi ha patrimoni inferiori a 1 milione di euro pari a circa 6,5 trilioni di dollari. La nuova regolamentazione, che cambia il paradigma con il distributore e mette sotto pressione i margini per chi colloca e per chi produce, e la rivoluzione digitale portata dai Millennials, ha imposto ai distributori di allargare l’ambito dei servizi offerti e i robo advisor sono il futuro, già presente.

Online SIM, società d’intermediazione mobiliare leader di mercato in Italia nel collocamento di fondi online che fa capo al Gruppo Ersel, è entrata nel segmento con RoboBox, la prima piattaforma italiana di robo advisor, che nasce con l’obiettivo di offrire una selezione di robo advisor per consentire ai clienti di scegliere il servizio più adatto alle proprie esigenze di investimento: un posizionamento unico per il mercato italiano, che fino ad ora ha visto realtà che propongono esclusivamente il proprio servizio di robo advisory.

Ecco le caratteristiche del nuovo servizio RoboBox di Online SIM:

  • Il nuovo servizio è dedicato a clienti con un patrimonio da investire superiore a 50 mila euro ed è accessibile attraverso un conto “consulenza”, separato da quello tradizionale di Online SIM e sul quale il cliente normalmente opera in autonomia. L’area consulenza collegata al conto consente ai clienti di essere guidati nella costruzione e manutenzione di un portafoglio fondi in linea con le proprie esigenze, ideato in base ad un questionario di adeguatezza strutturato.
  • Sul conto “consulenza” il cliente riceve indicazioni puntuali sull’asset allocation da seguire e sui singoli fondi adeguati al suo profilo di investimento e con pochi click può creare da zero un portafoglio oppure ribilanciarlo automaticamente per seguire i consigli di investimento del robo advisor. Il consulente virtuale fornisce inoltre al cliente la possibilità di indicare obiettivi temporali di investimento legati a progetti personali (per esempio l’acquisto di una casa, il matrimonio, ecc.) per i quali vengono creati sottoportafogli dedicati e gestiti con logiche di “target date” (12 mesi, 24 mesi, 36 mesi).
  • Accedendo alla propria area riservata del sito il cliente ha sempre la situazione complessiva dei suoi investimenti, siano essi collegati al conto tradizionale in collocamento oppure al conto in consulenza con robo advisor, grazie a un cruscotto sintetico che gli consente di scegliere su quale conto operare. Può inoltre effettuare in ogni momento il passaggio di liquidità tra le due tipologie di conti. Se lo ritiene opportuno, può anche avvalersi di un servizio clienti dedicato.
  • La piattaforma prevede un advisory fee che va dallo 0,5% allo 0,7% in base alla consistenza di portafoglio (con un minimo di 50.000 euro), ma è previsto un innovativo meccanismo che sconta la competenza dell’ultimo trimestre se la performance complessiva del portafoglio è negativa nell’anno solare di riferimento.

 

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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