C’è un nuovo trend che si sta affermando tra i grandi investitori in valute: vendere il rand sudafricano per comprare il rublo russo. La raccomandazione è circolata nelle sale operative alla fine di agosto e porta la firma di due colossi come Citigroup e Société Générale. La ragione? La valuta russa, nonostante abbia già corso molto da gennaio 2016 sia contro euro (+10%) sia contro dollaro (+13%), per gli analisti delle società di investimento mondiali può apprezzarsi di un altro 10% entro i prossimi tre-sei mesi, grazie all’atteso rialzo del prezzo del petrolio su cui la Russia basa circa il 40% delle entrate di bilancio e di cui è maggiore esportatore al mondo.

Soltanto due anni fa, il rublo era carta straccia. Adesso la sua forza ha dato una grossa spinta alla performance sia del mercato azionario – l’indice MICEX della Borsa di Mosca ha raggiunto il record storico ad agosto 2016 con un rialzo del 25% da gennaio – sia di quello obbligazionario russo – il rendimento del bond decennale è 8,2%. Cosa è accaduto? Per il Wall Street Journal la svolta della valuta e del Paese si deve al governatore della banca centrale russa Elvira Nabiullina e alla politica monetaria che si è basata su due decisioni chiave: evitare che il rublo fosse collegato al dollaro alla fine del 2014 nel momento in cui la Russia ha invaso la Crimea e sono scattate le sanzioni prima di Usa e poi di Ue e il petrolio è crollato ai minimi; imboccare in maniera decisa la strada dell’aumento dei tassi di interesse per contrastare la fuga di capitali e contenere l’inflazione.

Russia, Brasile e Arabia Saudita trainano gli emergenti

Adesso la Russia è di nuovo attraente per gli investimenti esteri, e secondo JP Morgan è la locomotiva dell’Europa emergente e una delle protagoniste della pioggia di emissioni obbligazionarie emergenti: sul mercato dovrebbero arrivare circa 100 miliardi di dollari di nuovi bond nei prossimi due mesi. Russia, Brasile e Arabia Saudita, secondo Jp Morgan saranno i tre protagonisti perché si trovano nelle condizioni economiche ideali per farlo.

La situazione in Russia infatti, è profondamente cambiata: a luglio 2016, l’inflazione è scesa ai minimi da 2 anni, al 7,2% rispetto allo stesso periodo del 2015. E anche la politica monetaria di Nabiullina è mutata. Dopo la stagione dei rialzi a ripetizione che hanno portato i tassi fino a un massimo del 17% a fine 2014, adesso la banca centrale ha imboccato quella dei tagli dei tassi di interesse molto ravvicinati. Così dopo la sforbiciata di luglio, con il tasso che è passato dall’11% al 10,50%, è atteso un nuovo ribasso a settembre verso il 10%. Ma siamo ancora lontani dal 6% su cui si era stabilizzato il costo del denaro russo prima di ottobre 2014.

IDEE DI INVESTIMENTO

I gestori di fondi hanno cominciato a credere nella ripresa del mercato russo già da gennaio 2016. Gli strategist di Goldman Sachs e di JPMorgan Chase hanno poi dato una spinta ulteriore rivedendo al rialzo le stime sul rublo lo scorso marzo, basandosi sull’andamento del prezzo del petrolio, che influenzano in gran parte i mercati russi. C’è da considerare, però, che le sanzioni internazionali con la Russia a causa del conflitto con l’Ucraina potrebbero essere prolungate a gennaio 2017, hanno colpito duro la debole economia russa che sta affrontando la peggiore crisi di deficit dal 2010 e il Paese non dovrebbe crescere più dell’1% il prossimo anno. Il rublo, però, secondo gli analisti di Swissquote, ha battuto le sanzioni.

Ecco i migliori fondi azionari Russia da gennaio 2016:

  • Pictet – Russian Equities Classe R Eur rende il 32,5% da gennaio 2016 (-0,83% a tre anni). Il team di gestione guidato da Klaus Bockstaller cerca di individuare società che operano prevalmente sul mercato russo che siano sottovalutate e dotate di fondamentali solidi.
    Pictet - Russian Equities Classe R Eur rende il 32,5% da gennaio 2016 (-0,83% a tre anni). Fonte: Morningstar.
    Pictet – Russian Equities Classe R Eur rende il 32,5% da gennaio 2016 (-0,83% a tre anni). Fonte: Morningstar.

     

  • East Capital Russian Fund Classe A Eur rende il 29,9% da gennaio 2016 (-6,98% a tre anni). Il gestore Peter Elam Håkansson sceglie i titoli attraverso l’analisi fondamentale e adotta una gestione attiva. In questo momento energia e finanza sono i primi settori in portafoglio.
    East Capital Russian Fund Classe A Eur rende il 29,9% da gennaio 2016 (-6,98% a tre anni). Fonte: Morningstar.
    East Capital Russian Fund Classe A Eur rende il 29,9% da gennaio 2016 (-6,98% a tre anni). Fonte: Morningstar.

     

  • HSBC Global Investment Funds – Russia Equity Class IC rende il 29,3% da gennaio 2016 (-0,08% a tre anni). Il gondo gestito da Douglas Helfer che punta su una combinazione ristretta di azioni di società russe di qualunque dimensione e su azioni di società di qualsiasi Paese che conducono gran parte dell’attività in Russia. Energia e finanza sono i primi settori in portafoglio.
HSBC Global Investment Funds - Russia Equity Class IC rende il 29,3% da gennaio 2016 (-0,08% a tre anni). Fonte: Morningstar.
HSBC Global Investment Funds – Russia Equity Class IC rende il 29,3% da gennaio 2016 (-0,08% a tre anni). Fonte: Morningstar.

 

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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