Non importa se Time Magazine ha appena incoronato l’iPhone come il dispositivo tecnologico più influente di tutti i tempi. Essere in cima alla lista dei 50 gadget che più di tutti hanno cambiato la vita e il lavoro dell’uomo contemporaneo non salverà Apple dall’avanzata dei cinesi dello smartphone che hanno deciso di conquistare il mondo a colpi di Android. La prima sfidante della lista, quella più avanti delle altre, è senza dubbio Huawei che con il lancio di P9 e P9 Plus punta ad affermarsi come primo operatore mondiale, superando non solo Apple, ma anche Samsung.

L’obiettivo dell’azienda fondata nel 1987 dall’imprenditore Rhen Zhengfei, che siede ancora alla presidenza, è conquistare l’Occidente con partnership di peso. L’ultimo modello si avvale della collaborazione del marchio tedesco di fotocamere Leica e proprio con le immagini Huawai intende rubare quote di mercato ai competitor. Come? Puntando alla fascia alta del mercato con un modello che costa 600 euro. L’Italia è uno dei mercati su cui la società, che è totalmente privata e in mano ai 170 mila dipendenti, punta di più.

Secondo l’ultima analisi condotta dalla società di consulenza Gfk con dati aggiornati a marzo il gruppo cinese in Italia ha una quota di mercato del 19,7% al numero due dopo Samsung e già davanti alla Apple, che era seconda fino a pochi mesi fa, ma ancora leader se si prendono in considerazione i margini e non i telefoni venduti. Per Huawei l’Italia è il secondo mercato al mondo in ambito consumer con 60,8 miliardi di dollari di ricavi globali.

E non è un caso che l’Italia sia importante per Huawei ma anche per gli altri operatori che producono smartphone. La ragione? Secondo gli ultimi numeri di International Data Corporation (Idc) il mercato a livello mondiale dei telefonini è per la prima volta stabile, anche per colpa del primo calo in 13 anni registrato da Apple (-16% rispetto allo scorso anno). In sostanza, si vendono meno smartphone perché ormai tutti o quasi ne hanno in tasca uno e la qualità fa sì che non il tasso di sostituzione sia molto basso.

Tanto che, anche il colosso coreano Samsung, il primo a mettere in discussione la leadership mondiale di Apple, ha dovuto incassare una contrazione delle vendite (-0,6% secondo l’analisi di Idc) anche se resta sul tetto delle vendite con 82 milioni di telefonini spediti nel mondo contro i 51,2 milioni di Apple e i 27,5 milioni di Huawei che non è l’unico operatore cinese alla conquista del mercato. Ci sono altri operatori come Oppo e Vivo che nei primi tre mesi del 2016 hanno raddoppiato i volumi, e sono entrati nella top 5 delle vendite scalzando Lenovo e Xiaomi.

Oppo, nata in America ma poi passata ai cinesi, e Vivo, nato come operatore specializzato sul mercato locale delle “piccole” cità cinesi, che hanno venduto insieme circa 33 milioni di smartphone e sono usciti da subito fuori dai confini puntando su Asia, Middle East e Africa. Non c’è dubbio che l’ascesa delle cinesi sia un fatto concreto, e che il Paese del Sol Levante si sia trasformato da terra promessa per il boom di domanda degli smartphone a culla dei principali produttori di telefonini.

IDEE DI INVESTIMENTO

Apple resta l’azienda che con il lancio di iPhone nel 2007 è stata la prima a mettere nelle tasche di milioni di utenti un vero e proprio computer. Ha inaugurato una nuova era di telefonini cambiando per sempre il modo in cui comunichiamo, lavoriamo e giochiamo.
Non a caso nella classifica della rivista Time Magazine ci sono ben cinque prodotti Apple: oltre all’iPhone, il Macintosh, l’iPod, l’iPad e l’iBook a dimostrazione di come l’azienda co-fondata da Steve Jobs abbia cambiato il modo in cui viviamo la tecnologia. Ma non è detto che sia ancora la Mela a scrivere il futuro.
Il baricentro della tecnologia produttiva si sta spostando in Asia con Cina e anche India come Paesi produttori. Per puntare sulle nuove tecnologie la scelta migliore è un fondo specializzato (categoria Morningstar: Azionati tecnologia). Online Sim ha analizzato qui i migliori a tre anni, che diversificano il portafoglio anche sulla robotica.

 

Note

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Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

1 Commento

  1. Avatar
    25 Maggio 2016 a 21:54 — Rispondi

    Che info dettagliate.. Ho visto in tv un reportage su Hawaei e la sua organizzazione aziendale e sono rimasta stupefatta puntano a diventare i n. 1
    Grazie

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