Dopo una settimana di silenzio assoluto, come imposto dalle nuove regole della Banca centrale europea (Bce), è arrivata già scontata dalle Borse di tutto il mondo la mossa del governatore Mario Draghi che, come da previsioni degli economisti (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim) non aveva altra scelta. Era previsto, infatti, il taglio sui depositi dello 0,4% non lo era, invece, la sforbiciata del tasso principale di interesse allo 0,0%: era fermo da mesi allo 0,05%, un livello definito invalicabile dagli analisti e dallo stesso Governatore. E invece no, Super Mario, come è soprannominato Draghi, ha fatto capire che la Bce è pronta a valicare il limite, se serve.

Ampiamente previsto è il rilancio del Quantitative easing che passa da 60 a 80 miliardi di euro al mese di acquisto di titoli con l’aggiunta, anche questa ipotizzata dagli economisti, di corporate bond a rating non speculativo. L’ultima mossa è a favore delle banche: da giugno la Bce lancerà un pacchetto di prestiti a loro destinato, i cosiddetti di Tltro, legati per la prima volta al tasso sui depositi. Cosa significa? In pratica la Bce pagherà alle banche che ricevono un prestito dello 0,40%.

Tutto previsto, o quasi, adesso, però, comincia il bello. Ciò significa come fa notare, per esempio, uno studio della società di gestione Pimco, che la Bce deve fare i conti con un margine limitato di manovra sui tassi dal momento che ormai è quasi esaurito.
E poi c’è il nodo chiave: tassi fortemente negativi potrebbero finire con l’avere più costi che benefici, soprattutto per le banche dell’Eurozona. Morgan Stanley ha definito l’era dei tassi negativi “un pericoloso esperimento” perché potrebbe erodere il 5-10% dei profitti degli istituti di credito, secondo i calcoli della banca d’investimento americana.

E allora la mossa di Draghi è positiva solo per le Borse? Per rispondere alla domanda bisogna intanto chiedersi se con queste misure la Bce può davvero dare una spinta alla ripresa e domandarsi anche tra quanto tempo è ipotizzabile un nuova recessione. La ragione? Con i tassi negativi la Banca centrale non avrebbe più nessuna arma per difendersi o, almeno, non nel modo tradizionale che si conosce.
La risposta possibile, infatti, può essere anche un’altra: Draghi ha fatto bene a patto che il sistema europeo sia pronto a vivere a tassi sotto zero, cambiando prospettiva.

Mario Draghi ha introdotto così una politica “non convenzionale” che non piace agli analisti europei, soprattutto tedeschi. La prova è un’analisi del colosso assicurativo Allianz che proprio alla vigilia della manovra aveva chiesto alla Bce di abbandonare il target d’inflazione ufficiale del 2% in modo da poter lasciare stare i tassi. Ma è proprio l’inflazione, anzi la deflazione, una delle ragioni che hanno spinto Draghi a prendere queste misure.

IDEE DI INVESTIMENTO



I tassi sotto zero sono una realtà con cui il Giappone convive da anni e per chi investe, spesso, un Paese in deflazione è un affare (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim). Il Paese del Sol Levante non è l’unico esempio. Ci sono casi simili anche in Europa, si tratta di Svezia, Danimarca e Svizzera. Le banche centrali di questi Paesi hanno già preso decisioni simili alla Bce ribaltando secoli di finanza.

Ecco qualche esempio di come può cambiare il rapporto con gli investimenti e il risparmio quando i tassi sono sotto zero:

  • I rendimenti delle obbligazioni di Stato sono negativi. Questo è un punto con cui gli investitori hanno già cominciato a fare i conti: investire in titoli di Stato svizzeri, per esempio, non solo non rende nulla ma anzi costa soldi di interesse a chi impiega il suo denaro. Per i titoli di Stato italiani il rendimento resterebbe negativo costringendo chi vuole investire in obbligazioni ad aumentare il proprio grado di rischio esattamente come già accade (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim).
  • Il denaro non costa, rende. Un’altra inversione di tendenza è che se il costo del denaro va sotto zero non è più chi lo presta che guadagna. Questo accade già in Danimarca dove è la banca che corrisponde interessi a chi accende un mutuo e non viceversa. Il lato negativo della medaglia è che questa situazione di vantaggio per gli acquirenti ha creato nel Paese una bolla immobiliare senza precedenti.
  • La difesa dell’euro chiama altri tagli dei tassi. Una volta entrati nella spirale del tasso zero è difficile uscirne in maniera rapida soprattutto perché l’arma dei tassi è l’unica in grado di difendere il cambio dell’euro contro dollaro ma non solo. E questa è un’altra variabile a cui Draghi tiene e che ha un impatto su investimenti e risparmi (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim). Non è un caso che l’euro abbia cominciato a scendere davvero nei confronti del dollaro quando i tassi dell’Eurozona sono finiti in negativo.
  • Un Pac per investire a piccole dosi. Per chi investe in queste fasi di grandi cambiamenti la formula migliore è sempre quella dell’ingresso a piccole dosi sia che si tratti di obbligazioni, sia che si punti sul mercato azionario. I benefici del Piano di accumulo (Pac) in queste fasi di mercato sono evidenti: Online Sim li ha analizzati qui con i consigli sui migliori fondi su cui puntare dopo le mosse di Draghi.

    Note

    Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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