Secondo un sondaggio del Financial Times che ha intervistato 46 economisti delle principali banche mondiali, la Banca Centrale americana (Fed) non alzerà i tassi nella riunione del 27-28 ottobre ma aspetterà fino al 15-16 dicembre. La pensa così il 65% degli intervistati che ritiene che il primo rialzo dal 2006 arriverà prima di Natale, quasi come un regalo. Dall’altra parte dell’Oceano la Banca centrale europea (Bce) ha già previsto a dicembre nuove manovre per correre in soccorso della ripresa dell’Eurozona e dell’inflazione, anticipando nuove misure espansive dopo che il Quantitative easing (Qe) non è riuscito a impedire ai prezzi di tornare sottozero.

Quello che i mercati hanno definito un divorzio tra Fed e Bce ha già prodotto i suoi effetti: l’euro in discesa, le Borse europee ai massimi da due mesi a questa parte e il Buono poliennale del tesoro (Btp) che per la prima volta da marzo di quest’anno ha un rendimento sotto zero.

Ma c’è un altro effetto visibile prodotto dalla politica dicotomica delle banche centrali. E lo si vede nel portafoglio degli italiani che, nonostante il calo estivo delle Borse, hanno già deciso di abbandonare i titoli di Stato per correre verso i fondi comuni. La prova? Per la prima volta nella storia, la quota di fondi comuni nel portafoglio delle famiglie italiane a ottobre 2015 dovrebbe superare quella dei titoli obbligazionari. Lo si legge nel Rapporto previsionale della società bolognese di consulenza Prometeia che sancisce il sorpasso con numeri precisi: la quota di fondi dovrebbe salire all’11,3% contro un 10,3% di titoli di Stato e obbligazioni detenuti direttamente nei portafogli. In questo modo, il totale dei prodotti gestiti vale ormai un terzo degli investimenti in mano agli italiani.

IDEE DI INVESTIMENTO

Se c’è un vincitore in questa fase di mercato, quindi, è il fondo comune. Ma cosa comprano gli italiani? 

  • Flessibili e monetari, stando ai dati della raccolta forniti da Assogestioni, l’associazione che rappresenta l’industria del risparmio gestito, fermi ad agosto. Queste due categorie hanno subito una battuta d’arresto ad agosto a causa del crollo delle Borse: i flessibili sono passati da 5,2 a 3,7 miliardi, i monetari raggiungono gli 1,66 miliardi da 1,37 miliardi.
  • In negativo obbligazionari (-836 milioni) e azionari (-401 milioni). In netto calo la raccolta dei bilanciati a 192 milioni (da 434).
  • Per puntare sulla flessibilità massima, Online sim ha analizzato qui i migliori fondi multiasset. E per chi cerca la strada dei bond, una buona scelta può essere quella dei fondi obbligazionari flessibili che sanno domare i tassi.

E per il 2016 quale sarà il trend? Con questa dinamica dei tassi, secondo un sondaggio del Wall Street Journal, con i principali money manager americani questi sono i punti fermi:

  • Le obbligazioni continuano ad essere meno redditizie e, di conseguenza, gli investimenti nell’azionario più attraenti;
  • L’euro dovrebbe continuare a scendere rispetto al dollaro;
  • Il rafforzamento della divisa americana di conseguenza peserebbe sui prezzi delle materie prime che sono espressi in dollari, e in particolare sull’oro che sta già cominciando a scendere.
  • Pertanto, se si vuole restare sui fondi monetari una buona scelta potrebbe essere quella di puntare su prodotti che beneficiano anche del rafforzamento del dollaro. Online sim ha analizzato qui i migliori fondi monetari di questa categoria.

    NoteLe informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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