Dalla blockchain all’onchain finance: l’evoluzione dell’infrastruttura finanziaria sta entrando in una nuova fase. Non si parla più soltanto di criptovalute o di sperimentazioni isolate, ma di un modello in cui asset, pagamenti e processi operativi vengono gestiti direttamente su registri distribuiti, anziché su sistemi legacy frammentati.
Il report The Future is Onchain: How Blockchain Infrastructure Can Transform the Future of Financial Services di Dfns e Boston Consulting Group descrive questa trasformazione come un cambiamento infrastrutturale paragonabile all’adozione del cloud: inizialmente graduale, poi sistemico.
L’onchain finance nasce proprio per rispondere a queste inefficienze. Le istituzioni che si muovono per prime possono acquisire competenze operative e vantaggi competitivi. Chi resta ancorato ai sistemi legacy rischia invece costi crescenti e perdita di rilevanza.
La tokenizzazione diventa mainstream
Il punto di partenza è chiaro: la tokenizzazione non è più un esperimento legato al mondo crypto, ma sta diventando una vera e propria infrastruttura istituzionale.
Tokenizzare significa rappresentare su blockchain uno strumento finanziario tradizionale (quote di fondi, obbligazioni, crediti, strumenti di liquidità) sotto forma di token digitali programmabili. Il vantaggio non è solo tecnologico, ma operativo:
- regolamento più rapido;
- maggiore trasparenza e tracciabilità;
- riduzione delle riconciliazioni manuali;
- possibilità di utilizzo come collaterale in tempo reale.
Il report evidenzia, per esempio, il potenziale dei tokenized money market funds (TMMF): fondi monetari onchain utilizzabili come collaterale con regolamento quasi immediato, riducendo rischio di controparte e liberando liquidità intraday.
Secondo le stime citate nello studio, i soli fondi tokenizzati potrebbero raggiungere 600 miliardi di dollari di masse entro il 2030
Non si tratta, quindi, di una nicchia ma di una nuova modalità di distribuzione e gestione degli strumenti finanziari. Per l’investitore in fondi comuni, questo non significa comprare crypto, ma assistere a un’evoluzione dell’infrastruttura che rende i fondi più efficienti, liquidi e integrabili in ecosistemi digitali più ampi.
Le conseguenze per banche e asset manager
Il vero valore dell’onchain finance è l’automazione dei flussi finanziari tramite smart contract e nell’integrazione con sistemi di custodia istituzionale. In particolare, l’emissione e la gestione onchain di titoli, quote di fondi, crediti e strumenti di pagamento può ridurre significativamente:
- costi operativi,
- tempi di settlement,
- rischi di controparte
Per le società di gestione del risparmio questo significa:
- Maggiore efficienza operativa: meno riconciliazioni, meno passaggi intermedi.
- Gestione più dinamica della liquidità: asset tokenizzati utilizzabili come collaterale in tempo reale.
- Nuove modalità di distribuzione: accesso potenzialmente più ampio e frazionabile ai prodotti.
Il report sottolinea anche un punto cruciale: con l’aumento dell’adozione da parte di operatori regolamentati, la sicurezza diventa centrale. Custody, gestione delle chiavi crittografiche e governance dei wallet sono prerequisiti per la scalabilità del modello
Non si tratta quindi di disintermediazione totale, ma di una riorganizzazione dell’intermediazione, in cui banche e asset manager integrano nuove componenti tecnologiche nella loro architettura esistente.
La convergenza tra finanza tradizionale e digitale
Uno degli aspetti più interessanti del report è l’idea di un layer finanziario ibrido. Cosa significa? Il report delinea diversi scenari futuri: dalla banca “onchain” integrata fino a un sistema a doppia corsia in cui tradizionale e digitale convivono.
In prospettiva, l’esito più probabile sembra una ibridazione: infrastrutture onchain che si affiancano ai sistemi esistenti e, gradualmente, li integrano. Per l’investitore retail questo significa che il confine tra prodotto tradizionale e digitale potrebbe diventare sempre meno visibile. Proprio come oggi nessuno distingue più tra servizi online e offline.
Il risultato è una convergenza progressiva tra:
- finanza tradizionale (TradFi);
- operatori blockchain-native.
Le conseguenze sugli investimenti
Cosa cambia, concretamente, per chi investe in fondi comuni? Ecco alcuni punti chiave:
- Maggiore efficienza nei costi
Processi automatizzati e settlement più rapidi possono ridurre costi operativi nel lungo periodo, con potenziali benefici per i rendimenti netti. - Liquidità più dinamica
La tokenizzazione può rendere più fluida la gestione della liquidità nei fondi, soprattutto monetari e obbligazionari a breve termine. - Nuovi strumenti di collaterale
Asset tokenizzati potrebbero essere utilizzati più facilmente come garanzia, aumentando l’efficienza complessiva dei mercati. - Più trasparenza
Registri distribuiti e protocolli programmabili consentono maggiore tracciabilità dei flussi e delle operazioni. - Attenzione ai rischi tecnologici
Custody, sicurezza informatica e governance restano fattori chiave. L’adozione istituzionale riduce molti rischi, ma introduce nuove complessità operative.
IDEE DI INVESTIMENTO
L’onchain finance non è una moda passeggera né un sinonimo di criptovalute speculative. È una trasformazione infrastrutturale che punta a rendere il sistema finanziario più veloce, più efficiente e potenzialmente più inclusivo. Come accaduto con il cloud o con internet, il cambiamento sarà inizialmente invisibile per l’utente finale. Ma dietro le quinte, l’architettura potrebbe evolvere in modo profondo. Questa innovazione infrastrutturale può migliorare nel tempo l’efficienza e la qualità degli strumenti di investimento tradizionali.
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Note
Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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