Dal report Ipsos Generations 2026 emerge una trasformazione profonda: denatalità, popolazione più anziana, giovani adulti sempre più fragili economicamente e nuovi modelli di consumo. Un cambiamento destinato a influire anche sui mercati finanziari e sulle strategie di investimento.
La crescita economica globale si è sempre basata su un presupposto implicito: ogni generazione sarebbe stata più numerosa della precedente. Più persone, più consumatori, più domanda, più crescita. Ma quel modello sta cambiando rapidamente. Ipsos Generations Report 2026 parla apertamente di consumer extinction, un’espressione provocatoria che descrive una tendenza ormai evidente: la popolazione mondiale continua a invecchiare mentre i tassi di fertilità scendono sotto la soglia di sostituzione quasi ovunque.
Non si tratta soltanto di un tema demografico. La riduzione delle nascite, il rinvio delle tappe tradizionali della vita adulta e l’allungamento dell’età media stanno modificando consumi, mercato del lavoro, abitazioni, servizi finanziari e priorità di spesa. Per aziende e investitori significa dover ripensare completamente il concetto stesso di crescita.
Denatalità globale: perché il mondo sta entrando nell’era della popolazione in calo
Secondo il report Ipsos, in 19 delle 20 maggiori economie mondiali il numero medio di figli per donna è ormai inferiore alla soglia di sostituzione della popolazione. I dati mostrano un declino strutturale che dura da decenni. In Italia il tasso di fertilità è passato da 2,18 figli per donna nel 1975 a 1,13 nel 2025. In Cina il dato è sceso addirittura a 1,02, mentre Giappone, Germania e Canada restano ampiamente sotto quota 1,5. Secondo Darrell Bricker, Global Service Line Leader di Ipsos e coautore del libro Empty Planet, il fenomeno nasce dall’intreccio di tre fattori principali: urbanizzazione, trasformazione del ruolo delle donne e cambiamento culturale.
La logica economica delle società moderne ha infatti modificato profondamente il significato della genitorialità. Vivere nelle città aumenta il costo dei figli, mentre istruzione e lavoro spingono molte persone a posticipare o rinunciare alla maternità e alla paternità. Il punto centrale del report è che la denatalità non viene più considerata un problema temporaneo correggibile con incentivi economici. Ipsos sostiene che si tratti di una trasformazione culturale molto più profonda.
Popolazione anziana e silver economy: il nuovo centro dei consumi
Mentre diminuiscono le nascite, aumenta rapidamente il peso della popolazione anziana. Entro il 2050 le persone sopra i 60 anni potrebbero arrivare a 2,1 miliardi, pari al 26% della popolazione globale. Questo fenomeno sta creando una nuova economia della longevità. Ipsos definisce questa fascia omnigenarians: persone che vivono molto più a lungo rispetto al passato e che trascorrono anche vent’anni o più in fase post-pensionamento.
Per le aziende significa adattare prodotti e servizi a esigenze completamente diverse rispetto al passato:
- protezione del patrimonio;
- salute e prevenzione;
- nutrizione specifica;
- housing per anziani;
- servizi finanziari semplici;
- strumenti digitali accessibili.
Il report sottolinea inoltre che gli over 50 non rappresentano un gruppo omogeneo. Cambiano molto in base a reddito, salute, alfabetizzazione digitale e stile di vita. Questa trasformazione è già evidente nei mercati. Dalla sanità ai consumi premium, dal turismo senior all’assistenza domiciliare, la cosiddetta silver economy sta diventando uno dei segmenti più interessanti per la crescita futura.
I giovani adulti sempre più fragili economicamente
Un altro tema centrale del report riguarda il cambiamento delle tappe della vita adulta. Ipsos descrive la nascita di una nuova fase sociale: quella dei proto-adulti, giovani tra i venti e i trent’anni che rimangono più a lungo in una situazione di dipendenza economica. Le cause principali sono:
- aumento del costo delle case;
- precarietà lavorativa;
- salari insufficienti;
- costo della vita elevato;
- ritardo nel matrimonio e nella genitorialità.
L’età media del primo figlio continua a salire in quasi tutti i Paesi avanzati. In Corea del Sud supera ormai i 33 anni, in Spagna i 31 anni, mentre negli Stati Uniti si avvicina ai 28. Allo stesso tempo, il 71% delle persone in 29 Paesi ritiene che i giovani, anche lavorando duramente, avranno difficoltà a trovare una casa adeguata. Questo cambia radicalmente i consumi. In particolare, crescono:
- co-living e affitti flessibili;
- servizi condivisi;
- formule pay-per-use;
- microcredito;
- mutui agevolati per under 35;
- piattaforme per dividere le spese.
Per molti giovani adulti il tema non è più accumulare ricchezza, ma riuscire a sostenere il costo della vita quotidiana.
La generazione sandwich schiacciata tra figli e genitori anziani
Nel mezzo si trova la cosiddetta sandwich generation: adulti di mezza età che devono contemporaneamente sostenere figli ancora dipendenti e genitori anziani. Il report sottolinea come il rinvio della maternità e della paternità stia aumentando ulteriormente questa pressione. Molte persone si ritrovano infatti a gestire figli adolescenti proprio mentre i propri genitori iniziano ad avere bisogno di assistenza. Le conseguenze sono sia economiche sia psicologiche. In particolare:
- aumento dello stress;
- minore capacità di risparmio;
- difficoltà nella gestione del tempo;
- maggiore richiesta di servizi flessibili.
Per le aziende, secondo Ipsos, questo apre nuove opportunità in termini di servizi di cura, welfare aziendale, assicurazioni sanitarie e strumenti di gestione familiare.
Millennials: da generazione ribelle a nuova classe dominante
Una delle sezioni più interessanti del report riguarda i Millennials, oggi molto diversi dall’immagine costruita negli anni Dieci. Ipsos ricorda come questa generazione sia stata accusata di uccidere industrie, modelli di lavoro e stili di vita tradizionali. Oggi però i Millennials hanno tra 31 e 46 anni e rappresentano la fascia centrale dell’economia globale. Nelle prime 20 economie del mondo costituiscono la generazione più numerosa, con oltre 1 miliardo di persone. Il report evidenzia inoltre due aspetti importanti:
- i Millennials sono mediamente più istruiti delle generazioni precedenti;
- esiste però una forte polarizzazione economica tra laureati e lavoratori meno qualificati.
In pratica, una parte dei Millennials è riuscita a beneficiare della nuova economia digitale, mentre un’altra vive ancora una situazione di stagnazione salariale e fragilità patrimoniale.
IDEE DI INVESTIMENTO
Le trasformazioni demografiche descritte da Ipsos non sono soltanto un fenomeno sociale: avranno conseguenze profonde anche sui mercati finanziari. Per decenni la crescita economica è stata sostenuta dall’espansione della popolazione attiva e dei consumi. Ora gli investitori devono confrontarsi con uno scenario basato su una crescita demografica più debole e sull’aumento della popolazione anziana. Questo porta a diverse conseguenze. In particolare:
- consumatori più prudenti;
- minore domanda di beni tradizionali;
- maggiore domanda di servizi sanitari e assistenziali.
Questo potrebbe favorire alcuni settori strutturalmente legati all’invecchiamento della popolazione: healthcare, farmaceutica, assistenza agli anziani, wealth management, assicurazioni; robotica sanitaria e automazione. Allo stesso tempo, potrebbero emergere opportunità nei servizi dedicati ai giovani adulti economicamente fragili, come housing flessibile, fintech, pagamenti digitali e modelli di consumo condiviso.
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- Candriam Equities L Global Demography è un fondo azionario internazionale con uno stile blend che investe a livello globale su aziende che possono beneficiare dei cambiamenti demografici nel lungo termine. Partito nel 2012 il fondo rende il 13,98% a tre anni (dati Morningstar aggiornati a maggio 2026). Tecnologia e finanza sono i primi settori in portafoglio. Il 77% è investito in America.
- Generali IS SRI Ageing Population Classe DX Eur Acc è un fondo azionario Europa che in investe in società a grande capitalizzazione che contribuiscono agli obiettivi sociali legati alla tendenza a lungo termine dell’invecchiamento della popolazione (salute, invecchiare bene, vivere meglio e soluzioni sociali alle sfide di un mondo che invecchia). Partito nel 2015 investe secondo criteri SRI e rende il 12,25% a tre anni (dati Morningstar aggiornati a maggio 2026). Salute e finanza sono i primi settori in portafoglio. L’84% dell’asset allocation è sull’Europa.
- AXA World Funds – Framlington Longevity Economy A Capitalisation EUR è un azionario settore salute che investe in maniera globale in società attive nel settore della sanità e dei prodotti e servizi medici. Partito nel 2007 il fondo rende il 2,64%% a tre anni (dati Morningstar aggiornati a maggio 2026). Tecnologia e salute sono i primi settori in portafoglio. Il 66% dell’asset allocation è sull’America.
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NOTE
Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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