Fino a pochi anni fa gli investitori erano abituati a ragionare seguendo un copione abbastanza prevedibile. La crescita economica rallentava o accelerava, le banche centrali modificavano i tassi di interesse e i mercati adeguavano gradualmente le proprie valutazioni. Oggi quel copione sembra essersi rotto. Nel giro di pochi anni il mondo ha attraversato una pandemia, il ritorno dell’inflazione, guerre alle porte dell’Europa e in Medio Oriente, tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, la rivoluzione dell’intelligenza artificiale e una successione di eventi climatici estremi. Ogni shock ha avuto conseguenze immediate sui mercati finanziari, modificando in poche settimane scenari che fino a poco prima sembravano consolidati. Secondo lo studio EY Megatrends 2026, non siamo di fronte a una semplice sequenza di crisi. Stiamo entrando in una nuova fase dell’economia mondiale, definita NAVI, nella quale il cambiamento è sempre più Nonlinear, Accelerated, Volatile e Interconnected: non lineare, accelerato, volatile e interconnesso.

Per chi investe la conseguenza è importante. Il punto non è più individuare quale sarà il prossimo scenario vincente, ma costruire un portafoglio capace di attraversarne diversi.

Cos’è il mondo NAVI

Il report di EY parte da una constatazione semplice: il mondo non è diventato soltanto più incerto, ma funziona in modo diverso rispetto al passato.

  • Il primo elemento è la non linearità. I grandi cambiamenti non maturano lentamente, ma arrivano attraverso improvvisi punti di svolta. È successo con il Covid, con il boom dell’intelligenza artificiale generativa e con il ritorno dell’inflazione dopo oltre dieci anni di prezzi sostanzialmente stabili.
  • Il secondo elemento è la velocità. L’innovazione tecnologica corre sempre più rapidamente, ma anche la geopolitica cambia ritmo. Come osserva EY, se in passato un accordo commerciale richiedeva anni di negoziati, oggi nuovi dazi possono essere introdotti nel giro di pochi giorni.
  • Il terzo fattore è la volatilità. Mercati, banche centrali e investitori modificano continuamente le proprie aspettative alla luce di nuovi dati economici o di eventi geopolitici.
  • Il quarto fattore è l’interconnessione. Tecnologia, sostenibilità, demografia e geopolitica non agiscono più separatamente, ma si influenzano a vicenda creando effetti a catena difficili da prevedere. È questo il vero tratto distintivo del mondo NAVI.

Perché oggi gli shock arrivano più velocemente

L’idea che il mondo stia diventando più imprevedibile non riguarda soltanto EY. Secondo il World Economic Forum, i principali rischi globali non si presentano più in modo isolato ma tendono a rafforzarsi reciprocamente: tensioni geopolitiche, cambiamento climatico, trasformazione tecnologica e frammentazione economica si alimentano a vicenda, aumentando la probabilità di shock simultanei. Anche il Chief Economists Outlook del World Economic Forum evidenzia come la maggioranza degli economisti si attenda una crescita globale più debole accompagnata da un livello di incertezza superiore rispetto agli anni precedenti. Nella stessa direzione va l’analisi di McKinsey, secondo cui oggi le imprese considerano la geopolitica il principale fattore di rischio per gli investimenti, davanti perfino al ciclo economico.

In altre parole, il problema non è solo che gli shock sono più frequenti. È che si propagano molto più rapidamente da un settore all’altro e da un continente all’altro.

Dalla geopolitica all’intelligenza artificiale: oggi tutto è collegato

Nel mondo NAVI un evento raramente rimane confinato al settore in cui nasce. Una crisi geopolitica può far salire il prezzo del petrolio. L’aumento dell’energia alimenta l’inflazione, spinge le banche centrali a mantenere tassi elevati, influenza i rendimenti obbligazionari, modifica il cambio tra euro e dollaro e incide sulle valutazioni delle società quotate.

Lo stesso vale per l’intelligenza artificiale. La diffusione dell’AI aumenta la produttività delle imprese, alimenta la domanda di semiconduttori, accelera gli investimenti nei data center e incrementa il fabbisogno di energia elettrica, creando nuove opportunità ma anche nuove dipendenze lungo la filiera. Per gli investitori significa che osservare un singolo mercato non basta più. Occorre comprendere le connessioni tra economia, tecnologia, politica e mercati finanziari.

Come cambia il modo di investire nel lungo periodo

Se il futuro è meno prevedibile, anche il modo di investire deve evolvere. Questo non significa cambiare continuamente portafoglio inseguendo le notizie del momento. Al contrario, significa costruire una strategia sufficientemente robusta da resistere a scenari diversi. In un contesto come quello descritto da EY diventano ancora più importanti alcuni principi che sono alla base dell’investimento di lungo periodo.

  • La diversificazione riduce l’impatto dei singoli eventi imprevisti distribuendo il capitale tra aree geografiche, settori e classi di attivo differenti.
  • L’orizzonte temporale permette di assorbire la volatilità che inevitabilmente accompagna le grandi trasformazioni economiche.
  • Gli investimenti graduali, come i Piani di Accumulo del Capitale (PAC), aiutano a limitare il rischio di investire tutto il capitale in un momento particolarmente sfavorevole.

In questo scenario, diventa sempre più utile affiancare alle valutazioni di breve periodo una visione orientata ai megatrend strutturali, come digitalizzazione, innovazione tecnologica, transizione energetica e cambiamenti demografici.

IDEE DI INVESTIMENTO

Prepararsi a un mondo NAVI non significa cercare di indovinare il prossimo shock. Significa accettare che gli shock continueranno a esistere e costruire il portafoglio di conseguenza. Per un investitore questo si traduce in alcune caratteristiche fondamentali:

  • una diversificazione ampia tra aree geografiche, settori e strumenti;
  • un’esposizione coerente con il proprio profilo di rischio;
  • investimenti graduali per ridurre il peso del market timing;
  • attenzione ai megatrend di lungo periodo attraverso fondi comuni diversificati;
  • revisioni periodiche dell’asset allocation, evitando decisioni impulsive dettate dalle notizie del momento.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Competenze:
Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Per Online SIM scrive di scenari e storie di mercato, megatrend e idee di investimento, educazione finanziaria.

Esperienza:
É stata caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

Formazione:
Ha una laurea in lingue e letterature straniere e una specializzazione in giornalismo.

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