L’intelligenza artificiale generativa è stata addestrata su miliardi di parole e immagini. La prossima rivoluzione tecnologica potrebbe invece essere alimentata da qualcosa di diverso: i dati che raccontano come gli esseri umani si muovono, manipolano oggetti e interagiscono con il mondo fisico. Sono gli egocentric data, o più semplicemente ego data, informazioni raccolte dalla prospettiva diretta di una persona attraverso smart glasses, telecamere indossabili, smartphone e sensori. Se i dati testuali sono il carburante dei chatbot, gli ego data potrebbero diventare il carburante della robotica intelligente.

La loro importanza è crescente perché permettono ai robot di osservare e imparare dai comportamenti umani. Un tema che interessa non solo ricercatori e aziende tecnologiche, ma anche gli investitori che guardano ai megatrend dell’intelligenza artificiale e dell’automazione.

Cosa sono gli ego data e come funzionano

Gli ego data sono dati raccolti in prima persona, cioè dal punto di vista dell’individuo che svolge un’attività. A differenza dei tradizionali video ripresi da una telecamera esterna, questi dati registrano ciò che una persona vede durante un’azione e come interagisce con l’ambiente circostante. Le informazioni possono includere immagini, video, movimenti delle mani, posizione della testa nello spazio, orientamento del corpo e interazioni con gli oggetti.

Uno degli esempi più avanzati è EgoVerse, un progetto sviluppato da università e aziende internazionali per creare un grande archivio di comportamenti umani destinato all’addestramento dei robot. Il dataset comprende oltre 1.362 ore di registrazioni, circa 80.000 episodi, 1.965 attività diverse e più di 2.000 persone coinvolte. Le attività registrate spaziano da operazioni semplici come prendere e spostare oggetti fino a compiti più complessi come piegare vestiti, preparare alimenti o sistemare la spesa. L’obiettivo è consentire ai robot di apprendere osservando gli esseri umani, replicando poi le stesse azioni in contesti diversi.

Quanto vale il mercato degli ego data

Il mercato degli ego data è ancora nelle sue fasi iniziali, ma si trova al centro di diversi settori in forte crescita. Da un lato c’è il mercato dei dispositivi che generano questi dati, come smart glasses, wearable device e sistemi di visione artificiale. Dall’altro c’è l’industria che utilizza tali informazioni per addestrare modelli di intelligenza artificiale e robot. Secondo le stime di International Data Corporation, la quantità di dati generati a livello globale dovrebbe superare i 390 zettabyte entro il 2028. Una quota crescente sarà costituita da dati provenienti da sensori, dispositivi wearable e sistemi di visione artificiale. Più direttamente collegato agli ego data è il mercato degli smart glasses. Secondo Grand View Research, il mercato globale degli occhiali intelligenti potrebbe superare i 20 miliardi di dollari entro il prossimo decennio grazie alla diffusione di applicazioni di realtà aumentata e intelligenza artificiale.

Ma il vero valore economico degli ego data potrebbe emergere dal loro utilizzo come infrastruttura per l’addestramento dei robot. Più aumenta la domanda di automazione intelligente, più cresce il bisogno di dataset ampi, diversificati e di qualità. In altre parole, gli ego data potrebbero diventare una risorsa strategica simile a quella che i dati testuali hanno rappresentato per l’AI generativa.

Perché gli ego data sono strategici per la robotica

La sfida principale della robotica moderna non è costruire macchine sempre più sofisticate, ma insegnare loro a comprendere il mondo. I robot hanno bisogno di enormi quantità di esempi per imparare a manipolare oggetti, adattarsi a nuovi ambienti e svolgere compiti non programmati in modo rigido. Gli ego data permettono di accelerare questo processo perché offrono una rappresentazione dettagliata del comportamento umano.

Lo studio EgoVerse evidenzia come l’utilizzo di dati umani migliori in modo significativo le prestazioni dei robot. Nei test effettuati su diverse piattaforme robotiche, l’integrazione di dati egocentrici ha consentito miglioramenti fino al 30% nelle performance e nella capacità di adattarsi a nuovi contesti. I ricercatori hanno inoltre osservato che la varietà degli ambienti e delle persone coinvolte nella raccolta dei dati migliora la capacità dei robot di generalizzare le conoscenze acquisite. In altre parole, più ricco è il patrimonio di esperienze umane registrate, maggiore è la probabilità che il robot riesca a operare efficacemente in situazioni mai viste prima.

Questo approccio sta diventando particolarmente importante per lo sviluppo dei robot umanoidi e dei modelli Vision-Language-Action (VLA), sistemi che combinano immagini, linguaggio naturale e capacità operative. La direzione è chiara: i robot del futuro saranno addestrati sempre meno tramite programmazione tradizionale e sempre più attraverso l’osservazione degli esseri umani. Secondo le stime di McKinsey & Company, il mercato globale della robotica potrebbe superare i 400 miliardi di dollari entro il prossimo decennio.

IDEE DI INVESTIMENTO

Per gli investitori non esistono ancora strumenti focalizzati esclusivamente sugli ego data, ma è possibile esporsi al megatrend della robotica e dell’intelligenza artificiale adottando una strategia di lungo termine. Esistono fondi specializzati che investono in aziende attive nella robotica, nell’automazione industriale e nell’intelligenza artificiale. Questi strumenti consentono una diversificazione immediata lungo tutta la filiera tecnologica.

  • DWS Invest Artificial Intelligence Classe NC EUR Acc è un fondo azionario tematico che investe a livello globale su società la cui attività trarrà vantaggio o è correlata all’evoluzione dell’intelligenza artificiale. Lanciato nel 2018 rende a tre anni il 15,76% (dati Morningstar aggiornati a luglio 2026). Tecnologia e servizi alla comunicazione sono i primi settori in portafoglio. Il mercato Usa vale il 63% del portafoglio, lil 30%% è investito in Asia.
  • Pictet – Robotics Classe HR Eur è un fondo azionario internazionale che investe in azioni e titoli legati ad azioni (come obbligazioni convertibili, ADR, GDR) emessi da società che contribuiscono e traggono profitto dalla catena del valore nella robotica e nelle tecnologie abilitanti. Lanciato nel 2015 rende a tre anni il 13,70% (dati Morningstar aggiornati a luglio 2026). Tecnologia e servizi alla comunicazione sono i primi settori in portafoglio. Il 75% è investito sul mercato americano, il 7+% in Europa.
  • Candriam Equities L Robotics & Innovative Technology Classe C Eur Acc è un fondo azionario internazionale che investe in società che operano in ambito tecnologico e robotico tramite una gestione discrezionale. Lanciato nel 2017 rende a tre anni il 12,80% (dati Morningstar aggiornati a luglio 2026). Tecnologia e beni industriali sono i primi settori in portafoglio. Il 73% è investito sul mercato americano, il 13% in Europa.
  • Thematics AI and Robotics Fund Classe R EUR Acc è un fondo azionario tematico che investe a livello globale in azioni che hanno un’esposizione alla crescita potenziale in relazione al tema d’investimento dell’intelligenza artificiale globale (Al) e della robotica. Investe secondo criteri ESG. Lanciato nel 2019 rende a tre anni il 7,81% (dati Morningstar aggiornati a lugli 2026). Tecnologia e industria sono i primi settori in portafoglio. Il 73% è investito sul mercato americano il 12% in Europa.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Competenze:
Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Per Online SIM scrive di scenari e storie di mercato, megatrend e idee di investimento, educazione finanziaria.

Esperienza:
É stata caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

Formazione:
Ha una laurea in lingue e letterature straniere e una specializzazione in giornalismo.

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