Il mese da poco concluso ha giocato un ruolo chiave nell’interrompere quella continuità di narrazione che ci ha accompagnati nel primo semestre. Permangono alcuni elementi: non abbimao assistito ad una correzione diffusa, né ad una fuga generalizzata dal rischio, ma ad una rotazione brusca e selettiva, capace di ribaltare in poche settimane le gerarchie consolidate nei mesi precedenti. I comparti che avevano guidato il mercato fino a giugno hanno subito prese di beneficio rilevanti, mentre energia, petrolio e alcuni settori rimasti in secondo piano hanno recuperato centralità.

Indici di mercato: un luglio in positivo

Il dato aggregato racconta solo una parte della storia. Tra gli indici azionari di mercato espressi in valuta locale, circa il 66% ha chiuso luglio in territorio positivo, con una performance media prossima all’1%, confermando così una prevalenza dei rialzi. Tuttavia, sotto questo ordine apparente, la dispersione è aumentata sensibilmente.

La leadership si è concentrata soprattutto in Asia e nei mercati legati alle materie prime. L’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato circa il 13%, seguito da Jakarta con un progresso superiore al 10% e da Singapore, in rialzo di quasi il 9%. Anche il mercato norvegese ha beneficiato della forza dell’energia, avanzando di oltre il 7%. Il fronte negativo è stato altrettanto eloquente. Il Nikkei 225 ha perso poco più dell’8%, mentre Nasdaq 100, indice di Mosca, Taiwan e Shanghai hanno ceduto tra il 6% e il 7%.

La tecnologia statunitense e asiatica, dunque, ha rappresentato il principale epicentro della correzione. Dopo mesi nei quali acquistare crescita e semiconduttori sembrava essere diventato quasi un precetto morale, luglio ha ricordato agli investitori che anche i temi strutturali possono essere comprati a prezzi eccessivi. Gli FFI azionari, che rappresentano le categorie dei fondi, restituiscono un quadro ancora più netto. Su circa 88 categorie analizzate, poco più del 51% ha registrato una performance positiva. Il rendimento medio mensile è stato invece lievemente negativo, intorno al -0,5%, mentre la mediana è rimasta sostanzialmente invariata, poco sopra lo zero. In altri termini, il mercato non è arretrato in modo uniforme: poche correzioni molto profonde hanno trascinato verso il basso il risultato medio.

L’andamento dei settori nel mese

Tra i migliori FIDA Fund Index azionari, la Norvegia ha guadagnato circa il 10%, l’Indonesia quasi l’8% e l’Europa emergente esclusa la Russia oltre il 6%. Si tratta di una leadership profondamente diversa rispetto a quella osservata nel primo semestre, dominato dalle grandi aree tecnologiche asiatiche. Proprio i vincitori della prima parte dell’anno hanno registrato le flessioni più violente. L’FFI azionario Corea ha perso circa il 21%, Taiwan oltre il 14% e la Cina A Shares più del 10%. Le categorie azionarie globali emergenti large e mid cap growth hanno ceduto circa il 9%, mentre l’Asia Pacifico growth, escluso il Giappone, ha arretrato di oltre il 7%.

La dimensione della correzione va tuttavia letta alla luce delle performance precedenti. Nonostante il calo di luglio, Corea e Taiwan conservano risultati molto elevati dall’inizio dell’anno. La correzione appare quindi, almeno sulla base dei dati disponibili, più simile a una severa presa di profitto che a una completa demolizione della tesi strutturale legata alla tecnologia asiatica. È un’inferenza, non un fatto dimostrato, ma è coerente con l’ampiezza dei guadagni accumulati nei primi sei mesi. La lettura settoriale rafforza questa interpretazione. Solo circa il 43% degli FFI settoriali e tematici ha chiuso luglio in positivo. Il rendimento medio è stato prossimo al -1%, con una mediana intorno al -0,7%. La debolezza è stata quindi più diffusa rispetto agli indici geografici.

L’energia è risultata il miglior settore del mese, con un rialzo prossimo al 7%. Il fintech ha guadagnato oltre il 5%, così come la finanza europea, che ha beneficiato del ritorno di interesse verso i comparti ciclici e value. Il mercato sembra quindi aver premiato aree relativamente meno costose e più esposte alla dinamica dell’economia reale. All’opposto, le telecomunicazioni globali hanno perso quasi il 16%, l’intelligenza artificiale oltre l’11%, le energie alternative circa l’8% e l’information technology globale più del 6%. Anche la robotica ha subito una flessione superiore al 5%. È un rovesciamento quasi didascalico della classifica del semestre: i settori che avevano raccolto i maggiori flussi sono diventati quelli più esposti al riequilibrio delle posizioni.

Luglio e commodity

Luglio ha invece restituito centralità alle commodity. Circa il 73% dei sottostanti analizzati ha chiuso il mese in rialzo, con una performance media prossima al 3%. Il Brent ha guadagnato oltre il 20%, il caffè circa il 12% e il mais oltre l’11%. Anche cacao e zinco hanno registrato progressi rilevanti, rispettivamente intorno al 6% e al 4%.

La principale eccezione è stata il gas naturale statunitense, che ha perso circa il 16%. Negativi anche l’argento, in calo tra il 2% e il 4% a seconda del riferimento, e il legname, in arretramento di poco più dell’1%. Il comparto ha quindi mantenuto la propria natura profondamente eterogenea, che rende poco significativo parlare delle materie prime come entità aggregabili o intercambiabili. Il comparto obbligazionario è stato il segmento più debole e uniforme del mese. Solo circa il 13% degli FFI obbligazionari ha chiuso luglio in territorio positivo, con un rendimento medio e mediano prossimi al -0,9%. La flessione non è stata particolarmente violenta in termini assoluti, ma è risultata estremamente diffusa.

Le categorie governative dell’area euro con scadenze superiori a dieci anni hanno perso circa il 3,5%, risultando le peggiori del campione. Le obbligazioni convertibili globali e quelle coperte in dollari hanno ceduto tra il 2% e il 2,5%, così come il credito societario statunitense e i governativi USA a medio-lungo termine. Tra le poche aree positive si distingue l’obbligazionario in corone norvegesi, in rialzo di circa il 3%, seguito dalle convertibili dell’Asia Pacifico e dalle esposizioni in dollari australiani coperte, entrambe positive di circa l’1%.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il quadro complessivo di luglio è quindi quello di un mercato ancora capace di produrre rendimento, ma, almeno in una certa misura, più esigente rispetto al primo semestre. A parere di chi scrive, i dati non consentono (ancora) di affermare che il mercato abbia smesso di scommettere nella tecnologia, nell’intelligenza artificiale o nell’Asia. Molto più probabilmente i prezzi hanno raggiunto livelli da contrarre l’appetibilità e l’impellenza di cavalcare questi temi.

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NOTE

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Autore

Monica Zerbinati

Monica Zerbinati

Competenze:
Analista finanziario presso l’Ufficio Studi di FIDA, Finanza Dati Analisi, è specializzata su temi legati al risparmio gestito, attivo e passivo, sul quale cura diversi studi periodici. Le competenze generali riguardano l’analisi di scenario dal punto di vista quali-quantitativo. Cerca di individuare tendenze e semplificare la complessità delle dinamiche di mercati finanziari e reali, combinando analisi macroeconomica, tecnica e fondamentale. Segue inoltre l’evoluzione della normativa in ambito finanziario con particolare focus sulla compliance nell’ambito della consulenza finanziaria. Ha competenze generali su database ed elaborazione dati, produzione di materiale di marketing ed interazioni tecnico-commerciali.

Esperienza:
Al netto di alcune esperienze giovanili in realtà industriali e bancarie, contestuali agli studi, la sua esperienza lavorativa è maturata interamente in FIDA, all’interno della quale – negli anni – ha avuto occasione di collaborare ad ogni genere e tipologia di attività. Data entry, strutturazione banche dati, elaborazioni quantitative, redazione di contenuti editoriali di taglio customizzato e reportistica specifica, supporto nello sviluppo di nuovi tools informatici per operatori della finanza, ma anche assistenza clienti, formazione, organizzazione di campagne informative ed eventi. Gli obiettivi sono molteplici e spaziano dall’integrazione di dati e strumenti informatici a supporto degli operatori della finanza nello svolgere la loro professione, nell’espletamento degli obblighi normativi, ma anche fini filantropici come la diffusione dell’educazione finanziaria.

Formazione:
Ha una laurea magistrale in Finanza Aziendale e Mercati Finanziari conseguita presso la Scuola di Economia e Management di Torino.

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