Aprire un conto previdenziale a ogni bambino appena nasce e lasciare che sia il tempo a costruire una parte della sua pensione. È l’idea sulla quale stanno lavorando governo, ministero dell’Economia e INPS in vista della prossima legge di Bilancio. Una proposta ancora in fase di studio, ma che arriva mentre l’Italia deve fare i conti con due fenomeni strettamente collegati: denatalità e sostenibilità del sistema pensionistico.
Nel 2025 in Italia sono nati appena 355 mila bambini, il 3,9% in meno rispetto all’anno precedente e nuovo minimo storico. Il numero medio di figli per donna è sceso a 1,14. Il problema riguarda direttamente anche le pensioni. Il sistema pubblico italiano funziona prevalentemente a ripartizione: i contributi versati oggi dai lavoratori finanziano le pensioni correnti. Una popolazione che invecchia e una base di futuri lavoratori che si restringe rendono quindi più difficile mantenere nel tempo l’equilibrio tra entrate contributive e prestazioni. Da qui l’idea di affiancare sempre prima alla pensione pubblica una componente a capitalizzazione. Non più soltanto dal primo lavoro, ma potenzialmente dalla nascita.
La Germania si è già mossa in questa direzione. Nell’agosto 2026 il governo federale ha approvato il disegno di legge sulla Frühstartrente: lo Stato dovrebbe versare 10 euro al mese, dai 6 ai 18 anni, in un conto previdenziale individuale a capitalizzazione intestato al bambino. La misura dovrebbe diventare operativa nel 2027 e punta non soltanto ad accumulare un primo capitale, ma anche ad avvicinare le nuove generazioni al risparmio e agli investimenti di lungo periodo.
In Italia, però, non è necessario aspettare un eventuale intervento pubblico per cominciare. Un fondo pensione per minorenni può essere aperto già oggi, nel rispetto delle condizioni previste dalla forma pensionistica scelta. Vediamo come funziona, quali sono i vantaggi fiscali e quali differenze ci sono rispetto a un normale piano di accumulo.
- Il modello tedesco: la pensione comincia a sei anni
- La proposta italiana: un fondo pensione dalla nascita
- Fondo pensione per bambini: il dibattito tra vantaggi e limiti
- Si può aprire un fondo pensione per un neonato?
- Come funziona un fondo pensione intestato a un figlio minorenne
- Perché aprire un fondo pensione alla nascita: il vantaggio del tempo
- Quanto versare in un fondo pensione per un neonato
- Fondo pensione per figli e deducibilità: chi ottiene il vantaggio fiscale?
- I soldi restano bloccati fino alla pensione? Anticipazioni e utilizzi possibili
- Cosa succede al fondo pensione quando il figlio diventa maggiorenne e inizia a lavorare
- Fondo pensione per un neonato o PAC: quali differenze?
Il modello tedesco: la pensione comincia a sei anni
La Germania ha scelto di affrontare una parte del problema previdenziale portando l’investimento di lungo periodo direttamente nelle famiglie. Nell’agosto 2026 il governo federale ha approvato il disegno di legge sulla Frühstartrente: per ogni bambino, dai 6 anni fino al compimento dei 18, lo Stato versa 10 euro al mese in un conto previdenziale individuale a capitalizzazione. La partenza operativa è prevista nel 2027, con il riconoscimento retroattivo dei contributi relativi al 2026 per i bambini nati nel 2020. Il contributo pubblico complessivo può arrivare così a 1.440 euro per ragazzo.
La cifra sembra piccola. Ma è proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’esperimento tedesco: il vero capitale iniziale non è rappresentato soltanto dai soldi, ma dal tempo. In particolare:
- I genitori possono aprire presso un operatore privato un prodotto previdenziale certificato. I contratti standard ammessi alla misura devono rispettare un tetto ai costi effettivi dell’1% e non possono prevedere costi di sottoscrizione o distribuzione fino alla maggiore età. Se la famiglia non sceglie un prodotto, il bambino non perde il beneficio: le somme vengono investite collettivamente sul mercato attraverso una soluzione gestita dalla Bundesbank. Sono inoltre possibili versamenti aggiuntivi fino a 6.840 euro l’anno.
- Il capitale finanziato dallo Stato è destinato alla previdenza e, in linea generale, non può essere utilizzato prima dei 65 anni. I rendimenti maturati durante la fase di accumulo sono esenti da tassazione.
- L’obiettivo è duplice: accumulare una base per la pensione futura e avvicinare molto presto le nuove generazioni al risparmio e agli investimenti. È la stessa logica della capitalizzazione composta: su orizzonti di diversi decenni anche somme inizialmente limitate possono beneficiare del reinvestimento dei rendimenti. Naturalmente, nessuna simulazione può trasformarsi in una promessa: i rendimenti dipendono dall’andamento dei mercati, dai costi, dall’inflazione e dalla strategia di investimento scelta.
La proposta italiana: un fondo pensione dalla nascita
In Italia si pensa di anticipare ulteriormente il momento di partenza. Non sei anni, ma il giorno della nascita. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha rilanciato il tema a settembre, parlando del “deserto demografico” e della necessità di dedicare particolare attenzione alla questione nella prossima legge di Bilancio. Secondo le indiscrezioni raccolte da Repubblica, INPS e ministero dell’Economia stanno valutando la fattibilità e i costi di un conto previdenziale intestato a ogni nuovo nato. In particolare:
- Una delle ipotesi circolate prevede 50 euro al mese versati dallo Stato per i primi tre anni di vita, quindi 1.800 euro complessivi per ogni bambino nato dal 2027. Genitori e familiari potrebbero aggiungere contributi volontari e, una volta entrato nel mondo del lavoro, il titolare continuerebbe personalmente ad alimentare la posizione.
- Il progetto è però ancora in evoluzione. Il presidente dell’INPS Gabriele Fava ha successivamente rilanciato un’ipotesi ancora più ampia: un libretto di risparmio per i nuovi nati, alimentato dallo Stato con 1.000 euro l’anno. Con circa 355 mila nascite, questa versione avrebbe un costo iniziale nell’ordine di 355 milioni di euro annui.
È importante quindi distinguere il principio della proposta dai numeri: al momento non esiste ancora una misura approvata e importi, durata dei contributi e modalità di gestione possono cambiare durante la preparazione della manovra.
Non sarebbe comunque il primo tentativo italiano. Nella precedente legge di Bilancio era stato presentato un emendamento, poi non approvato, che prevedeva almeno 100 euro iniziali versati dalla famiglia e un contributo statale una tantum di 50 euro. Esistono inoltre già esperienze territoriali che applicano un principio simile. Il punto centrale del nuovo progetto nazionale è però un altro: rendere l’avvio della previdenza complementare potenzialmente universale, anziché lasciarlo esclusivamente all’iniziativa delle singole famiglie.
Resta da sciogliere soprattutto chi dovrebbe gestire il capitale. Una possibilità è attribuire un ruolo centrale all’INPS, sotto la vigilanza della COVIP; l’alternativa è utilizzare il sistema delle forme pensionistiche complementari che già investono sui mercati il risparmio previdenziale. È un nodo tutt’altro che secondario perché coinvolge costi, concorrenza, modalità di investimento e libertà di scelta delle famiglie.
C’è poi la questione della finalità. Il denaro dovrebbe essere esclusivamente previdenziale oppure potrebbe essere utilizzato prima, per esempio per finanziare università e formazione? Maggiore flessibilità renderebbe il conto più utile durante la vita, ma ridurrebbe il capitale disponibile al momento della pensione.
Fondo pensione per bambini: il dibattito tra vantaggi e limiti
Il primo argomento a favore di un conto previdenziale dalla nascita è matematico: prima si comincia, più tempo ha il capitale per crescere. Ma conviene? Secondo un’analisi di Vanguard e Deutsches Aktieninstitut, investendo 10 euro al mese dalla nascita ai 18 anni e ipotizzando un rendimento medio annuo del 6%, a 18 anni si arriverebbe a circa 3.829 euro. Lasciando poi investito il capitale senza ulteriori versamenti, a 67 anni il valore teorico salirebbe a circa 66.500 euro. Si tratta naturalmente di una simulazione che non considera imposte, commissioni e inflazione e non rappresenta una previsione dei rendimenti futuri.
Vanguard sottolinea soprattutto cinque condizioni perché un modello di questo tipo possa funzionare: partenza molto precoce, accesso universale e semplice, possibilità di integrare il contributo pubblico con versamenti familiari, investimenti ampiamente diversificati e attenzione ai costi. A questi elementi si aggiunge l’educazione finanziaria: avere una posizione previdenziale fin dall’infanzia può rendere più familiare il concetto di investimento di lungo periodo.
Ed è un tema particolarmente rilevante in Italia. Nel 2026 Assofondipensione ha sottolineato come l’adesione alla previdenza complementare resti ancora nell’ordine del 35-38%, con una partecipazione particolarmente bassa tra i giovani.
Si può aprire un fondo pensione per un neonato?
Sì. La previdenza complementare italiana consente l’adesione anche dei soggetti fiscalmente a carico e, quindi, dei figli minorenni. La COVIP ha chiarito che anche i minori possono aderire alle forme pensionistiche individuali; per le forme collettive occorre invece verificare che lo statuto del fondo preveda l’adesione dei familiari fiscalmente a carico. Questo significa che i genitori possono aprire una posizione previdenziale intestata direttamente al bambino e cominciare a effettuare versamenti anche pochi mesi dopo la nascita.
La distinzione è importante: il denaro non viene semplicemente accantonato su un conto del genitore. La posizione previdenziale è intestata al figlio, che è il soggetto aderente, mentre fino alla maggiore età le decisioni sono assunte da chi ne esercita la responsabilità genitoriale.
Aprire un fondo pensione neonati significa quindi anticipare di molti anni l’avvio della previdenza complementare rispetto alla scelta più comune di cominciare con il primo impiego. Ne abbiamo già parlato nella nostra guida su perché aprire un fondo pensione per bambini.
Come funziona un fondo pensione intestato a un figlio minorenne
Il funzionamento di un fondo pensione minorenni non è molto diverso da quello di una normale posizione previdenziale. Il genitore sceglie una forma pensionistica che ammetta l’adesione del minore, apre la posizione a nome del figlio e decide quanto e con quale frequenza versare. Una volta effettuato il versamento, il capitale viene investito secondo il comparto scelto. Le diverse linee possono avere profili di rischio differenti: da quelle più prudenti a quelle con una maggiore componente azionaria.
Proprio perché l’orizzonte temporale di un neonato è eccezionalmente lungo, la scelta del comparto assume particolare importanza. Avere molti anni davanti può consentire di affrontare meglio le oscillazioni dei mercati, ma questo non significa che esista una soluzione adatta a tutti. Rendimento atteso, rischio, costi e caratteristiche del fondo devono essere valutati insieme.
Un altro elemento da controllare sono proprio i costi. Su un periodo di investimento che può durare diversi decenni, anche differenze apparentemente piccole nelle commissioni possono incidere sul capitale finale. Per orientarsi nella scelta può essere utile approfondire quali caratteristiche cercare nei migliori fondi pensione per giovani.
Perché aprire un fondo pensione alla nascita: il vantaggio del tempo
La ragione principale per cominciare presto non è versare molto. È avere molto tempo a disposizione. Il meccanismo è quello della capitalizzazione composta: se i rendimenti ottenuti dall’investimento restano nel fondo, negli anni successivi possono produrre a loro volta nuovi rendimenti. Più lungo è il periodo, maggiore può diventare l’effetto della capitalizzazione.
Un esempio aiuta a capire il meccanismo. Ipotizziamo di investire 50 euro al mese dalla nascita fino ai 18 anni, per un totale di 10.800 euro versati. Con un rendimento medio ipotetico del 4% annuo, alla maggiore età il capitale sarebbe nell’ordine di 15.800 euro. Se da quel momento non venisse più aggiunto neppure un euro e il capitale rimanesse investito fino a 67 anni allo stesso rendimento teorico, potrebbe superare i 100 mila euro.
Non è una previsione né una promessa di rendimento: il risultato reale dipende dall’andamento dei mercati, dai costi, dalla fiscalità e dalla linea di investimento scelta. L’esempio serve però a mostrare quanto possa pesare una variabile spesso sottovalutata: il tempo.
Per questo, quando si parla di pensione integrativa per giovani, partire presto può essere importante almeno quanto la dimensione dei primi versamenti.
Quanto versare in un fondo pensione per un neonato?
Non esiste una cifra ideale valida per tutte le famiglie. Il vantaggio di iniziare alla nascita è proprio la possibilità di partire anche con importi relativamente contenuti. Una famiglia potrebbe scegliere, per esempio, un versamento mensile regolare oppure preferire contributi una tantum in occasione di compleanni, festività o altre ricorrenze. Anche nonni e altri familiari possono contribuire alla costruzione della posizione previdenziale.
L’obiettivo non dovrebbe essere necessariamente accumulare subito grandi somme, ma creare continuità nel tempo.
Fondo pensione per figli e deducibilità: chi ottiene il vantaggio fiscale?
Uno dei vantaggi della previdenza complementare riguarda la fiscalità. I contributi versati alle forme pensionistiche complementari possono essere dedotti dal reddito complessivo fino a 5.300 euro all’anno. Nel limite rientrano complessivamente anche i contributi versati nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico.
Questo significa che, se viene aperto un fondo pensione per un figlio a carico, il genitore che sostiene il versamento può beneficiare della deduzione secondo le regole fiscali previste. L’Agenzia delle Entrate precisa infatti che gli oneri sostenuti nell’interesse dei familiari a carico sono attribuiti, ai fini della deduzione o detrazione, al contribuente che ha sostenuto la spesa.
Attenzione però al limite: i 5.300 euro rappresentano un tetto complessivo per il contribuente, non un plafond aggiuntivo per ciascun figlio. Se, per esempio, un genitore versa nello stesso anno 4.000 euro nel proprio fondo pensione e 2.000 euro nel fondo intestato al figlio fiscalmente a carico, non potrà dedurre complessivamente 6.000 euro, ma al massimo 5.300 euro.
I soldi restano bloccati fino alla pensione? Anticipazioni e utilizzi possibili
La normativa prevede alcune possibilità di anticipazione. Per spese sanitarie straordinarie legate a gravissime situazioni è possibile richiedere in qualsiasi momento fino al 75% della posizione maturata. Dopo otto anni di partecipazione alla previdenza complementare è possibile ottenere fino al 75% per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa dell’iscritto o dei figli e fino al 30% per ulteriori esigenze.
Ed è qui che iniziare da bambini può avere un altro effetto interessante. L’anzianità di partecipazione comincia infatti molto prima rispetto a chi apre una posizione previdenziale soltanto quando trova il primo lavoro. Le anticipazioni vanno comunque considerate con attenzione: ogni somma prelevata riduce il capitale che rimane investito per la pensione, anche se la normativa consente successivamente di reintegrare la posizione.
Il fondo pensione dalla nascita deve quindi essere considerato prima di tutto uno strumento previdenziale, non un conto corrente dal quale prelevare liberamente.
Cosa succede al fondo pensione quando il figlio diventa maggiorenne e inizia a lavorare
Al compimento dei 18 anni il fondo non scompare e il capitale non viene automaticamente liquidato. La posizione resta intestata al ragazzo o alla ragazza, che ne assume direttamente la gestione. È un passaggio importante perché permette di trasformare ciò che era stato iniziato dai genitori in un progetto previdenziale personale.
Quando il giovane entra nel mercato del lavoro potrà continuare ad alimentare la posizione, valutare le opportunità legate alla propria situazione professionale e, se ne ricorrono le condizioni, trasferire quanto maturato a un’altra forma pensionistica. La COVIP ha chiarito inoltre che una posizione aperta a favore di un familiare fiscalmente a carico acquisisce una propria autonomia e può essere mantenuta anche quando viene meno la situazione originaria che aveva consentito l’adesione.
Cominciare da piccoli può quindi creare una continuità tra fondo pensione minorenni, fondo pensione giovani e previdenza complementare dell’adulto. Il primo lavoro non rappresenta più il momento zero della pensione integrativa, ma una nuova fase di un percorso cominciato molti anni prima.
Fondo pensione per un neonato o PAC: quali differenze?
Fondo pensione e piano di accumulo del capitale rispondono a esigenze diverse e non sono necessariamente alternativi.
Un fondo pensione per neonati nasce con una finalità precisa: costruire nel lunghissimo periodo una pensione integrativa. In cambio di questo vincolo previdenziale offre una disciplina fiscale specifica e possibilità di anticipazione regolate dalla legge.
Un PAC, invece, è una modalità di investimento attraverso versamenti periodici. In genere offre maggiore libertà nell’utilizzo del capitale e può quindi essere più adatto a obiettivi che arriveranno molto prima della pensione: università, studio all’estero, acquisto della prima casa o capitale iniziale per un progetto professionale.
La domanda da porsi, quindi, non è necessariamente “fondo pensione o PAC?”, ma “quando serviranno questi soldi?”.
Se l’obiettivo è creare un capitale utilizzabile dal figlio quando avrà 20 o 25 anni, la maggiore flessibilità di un investimento non previdenziale può avere un valore importante. Se invece l’obiettivo è costruire una base per la pensione futura e sfruttare un orizzonte di diversi decenni, il fondo pensione può avere caratteristiche interessanti.
Le due soluzioni possono anche convivere: una quota del risparmio destinata agli obiettivi di medio-lungo periodo del figlio e una quota dedicata alla sua previdenza. Ed è forse questo il punto più importante. Quando si parla di assicurazione pensionistica per giovani, previdenza complementare o fondo pensione dalla nascita, non bisogna partire dalla domanda “quanto renderà?”, ma da una domanda precedente: quanto tempo possiamo dare al capitale?
Per un neonato la risposta è semplice: più di quanto ne avrà a disposizione in qualsiasi altro momento della sua vita. Ed è proprio il tempo la risorsa che, una volta persa, nessun versamento futuro può recuperare completamente.
IDEE DI INVESTIMENTO
Un conto previdenziale per bambini probabilmente non può da solo correggere gli squilibri demografici né sostituire una riforma del sistema pensionistico. Può però cambiare il momento in cui cominciamo a pensare alla previdenza. Fino a oggi la pensione integrativa è stata spesso percepita come una decisione da prendere quando si entra nel mondo del lavoro o quando la pensione comincia ad avvicinarsi. Italia e Germania stanno sperimentando un’idea diversa: trasformare il tempo stesso in una risorsa finanziaria, iniziando ad accumulare quando il traguardo è ancora lontanissimo. Perché nella previdenza di lungo periodo una delle variabili più difficili da recuperare non è non è il rendimento, ma è proprio il tempo che non abbiamo investito.
Il fondo pensione è il prodotto ideale per una corretta pianificazione previdenziale. Tra i vantaggi del fondo pensione ci sono: una tassazione favorevole con diverse opzioni di deducibilità fiscale e una gestione flessibile del riscatto delle somme versate.
Online SIM offre ai suoi clienti la possibilità di investire nella previdenza integrativa con fondi pensione aperti.
Tra i prodotti ci sono:
- Arca previdenza. Fondo gestito da Arca SGR che investe sui mercati finanziari con differenti profili ed è articolato in 4 comparti di investimento, differenziati per grado di rischio dal più dinamico al più prudente, e in un comparto garantito.
- Seconda Pensione. Il fondo gestito da Amundi SGR che consente di costruire nel tempo un trattamento pensionistico complementare al sistema obbligatorio investendo i contributi versati nelle differenti possibilità offerte dal fondo pensione. Il fondo è articolato in 5 comparti di investimento, differenziati per grado di rischio dal più dinamico al più prudente, e in un comparto garantito.
- Anima Arti & Mestieri. È un fondo aperto gestito da Anima SGR a contribuzione differita. Il fondo offre la possibilità di scegliere tra 5 comparti, di cui un comparto garantito. Questi con una composizione di investimento azionaria/obbligazionaria differente a seconda delle esigenze.
Aprire un fondo pensione consente di avere una rendita privata, ma come scegliere il migliore? Per evitare di sbagliare scopri come scegliere il fondo più adatto.
Note
Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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